21 ottobre 2019
Aggiornato 21:30
La Lega contro l'«apertura» sull'immigrazione di Tsipras e Merkel

Pini: con il «pietismo» sui migranti, ci guadagnano solo le cooperative e i terroristi

Mentre Tsipras e la Merkel annunciano, nei rispettivi Paesi, una revisione delle politiche sull'immigrazione, nella direzione di una maggiore «apertura», la Lega non è disposta ad abbassare la guardia. Gianluca Pini, vice capogruppo del Carroccio alla Camera, sostiene che, con il «pietismo» verso i migranti, ci guadagnino solo le cooperative e il terrorismo internazionale.

ROMA«Sulla questione dell’immigrazione, noi è da più di 20 anni che spieghiamo alla gente quali sono i rischi legati alla sicurezza, ora molto più elevati rispetto a prima». Con queste parole, il vice capogruppo alla Camera della Lega Nord Gianluca Pini commenta la notizia secondo cui, ai due attuali estremi dell’Europa – e cioè Grecia e Germania – si starebbe considerando una revisione, nella direzione di una maggiore «apertura», delle politiche sull’immigrazione. «Lo stesso Times ha confermato i nostri timori e quelli della Procura di Palermo: e cioè che all’interno del ‘pacchetto migranti’ del vecchio Mare Nostrum e dell’attuale Triton ci siano potenziali terroristi. Oltre a quello, ci sono i rischi legati alla tenuta sociale del sistema-Paese, perché più del 70% delle risorse di spesa sociale vengono utilizzate per gli immigrati. E’ un business enorme come abbiamo visto in Mafia Capitale e non solo. E’ un business enorme anche per la Caritas, e questo spiega anche le tante attenzioni che la Chiesa rivolge ai migranti, evidentemente interessate dal punto di vista economico. E’ chiaro che l’unica risposta sono regole più strette, e che si riesca a farle rispettare, mutuando l’esempio di Paesi che sono avanti su immigrazione e integrazione – come gli USA – ma dove, se si entra, lo si fa regolarmente, e gli irregolari non vengono trattati meglio dei cittadini normali, ma vengono trattati come clandestini», spiega il deputato del Carroccio.

PINI (LN): CON IL PIETISMO VERSO I MIGRANTI CI GUADAGNANO SOLO LE COOPERATIVE - Pertanto, secondo Pini, «o si ritorna a una gestione controllata e regolata dei flussi, oppure continueremo a abbandonarci semplicemente a un pietismo penoso, funzionale solo agli interessi economici della Caritas e delle varie cooperative». Non solo: secondo il deputato della Lega Nord, l’annunciata «apertura» di Grecia e Germania in materia di immigrazione potrebbe aumentare il rischio terrorismo a cui l’Europa è ultimamente sempre più sottoposta. Non a caso, il Carroccio è una dei massimi sostenitori, nell’Unione, di una sospensione temporanea di Schengen, e di una sua ridiscussione futura che imponga maggiori controlli, specialmente nei periodi in cui l’allarme terrorismo è più forte. La Lega Nord, dunque, pur avendo esultato per la vittoria di Tsipras – duro colpo per l’Europa dell’austerity merkeliana – rivendica fortemente la sua specificità verso un movimento che, ha tenuto a precisare Gianluca Pini, è di «estrema sinistra», promuove politiche di «spesa pubblica» e che si pone agli antipodi rispetto al Carroccio sotto molti punti di vista. E uno di questi punti di vista è proprio l’immigrazione, su cui la Lega, a differenza di Grecia e Germania, non sembra intenzionata a cambiare posizione.

TSIPRAS: RIPENSEREMO TOTALMENTE IL PROTOCOLLO XENIOS ZEUS - Pare invece che il governo di Tsipras  stia rivedendo la politica ellenica sui migranti e si prepari a cancellare l'operazione Xenios Zeus, il durissimo piano di intervento della polizia messo a punto dal governo di Antonis Samaras, e duramente contestato da Amnesty International e molte altre organizzazioni umanitarie. L’annuncio è giunto in occasione di un’intervista che il viceministro dell’Immigrazione Tasia Christodoulopoulou ha rilasciato qualche giorno fa al sito Left.gr, in cui ha confermato anche che Atene avvierà una drastica riorganizzazione dei campi di accoglienza per stranieri. «Quelli attuali sono incompatibili con la legge, con la dignità delle persone e con il dovere umanitario dell'accoglienza», ha spiegato. D’altronde, soltanto qualche giorno fa, l'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati raccomandava: «Non rimandate i richiedenti asilo in Grecia, lì non sono tutelati». Monito, d’altra parte, che si posizionava sulla stessa linea delle tante critiche sollevate negli anni dal protocollo Xenios Zeus, voluto dal vecchio esecutivo di Samaras a fronte del progressivo avanzamento di Alba Dorata. Tale programma – denunciavano opposizioni e ong – dava il via libera a vere e proprie «retate anticlandestini», consentendo alle forze dell’ordine di bloccare, identificare e trattenere cittadini stranieri. Secondo un rapporto di Amnesty International pubblicato lo scorso aprile, il protocollo Xenios Zeus avrebbe favorito episodi «di abusi impuniti da parte della polizia». Un esame delle operazioni tra aprile 2012 e giugno 2013 dell'organizzazione umanitaria ha raccontato di oltre 120mila persone fermate e identificate spesso in modo piuttosto brusco su basi puramente razziali. «Le forze dell'ordine sono state usate in modo indiscriminato dalle autorità - ha detto all'epoca Jezerca Tigani, direttore di Amnesty per l'Europa -. Invece di mantenere l'ordine, si sono accaniti su gruppi vulnerabili di persone. E le loro azioni non sono state monitorate e perseguite». Con Tsipras, pare che le cose siano destinate a cambiare: il neo premier ha già annunciato, oltre all’intenzione di rivedere totalmente Xenios Zeus, di voler concedere la cittadinanza ai figli di immigrati nati in Grecia. Eppure, sarà d’accordo Anel, partito di destra che garantisce a Syriza la maggioranza in Parlamento?

LA MERKEL SUI MIGRANTI STRIZZA L’OCCHIO ALL’SPD - Tsipras, però, non è l’unico leader europeo  a riaprire il dibattito sulle norme nazionali che regolano l’immigrazione. Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, incurante degli equilibri politici e dei movimenti anti-immigrazione come Pegida e il partito dell'AfD, ha annunciato qualche giorno fa una possibile riforma, soprattutto finalizzata ad attirare forza lavoro qualificata. «Dobbiamo riconsiderare in modo pacato quello che abbiamo fatto negli ultimi anni per migliorare le leggi sull'immigrazione. Poi potremo decidere se c'è effettivamente bisogno di ulteriori miglioramenti», ha spiegato la Merkel, dopo che la Csu e molti esponenti della sua Cdu, fra cui anche il ministro degli Interni Thomas de Maiziere, si sono espressi contro una revisione delle norme. Una mossa di «avvicinamento» ai Verdi e all’Spd, il cui segretario, Peter Tauber, entro fine mese presenterà un documento programmatico sull’immigrazione. In particolare, la Spd ha anticipato la proposta di introdurre un sistema a punti per premiare i migranti qualificati, su modello di quanto avviene in Canada.

170.757 MIGRANTI GIUNTI IN ITALIA NEL 2014 - Non c’è dubbio, comunque, che il problema dell’immigrazione richieda una ridiscussione generale non soltanto a livello nazionale, ma europeo, specialmente in materia di richiedenti asilo. Secondo i dati pubblicati da Frontex,  sono 278mila i migranti che hanno attraversato «illegalmente» le frontiere Ue nel 2014, due volte e mezzo rispetto al 2013 (107mila), e circa il doppio del 2011 (141mila), anno delle 'primavere arabe'; l'Italia ha invece registrato l'arrivo di 170.757 persone. Al di là quindi delle «aperture» annunciate da Grecia e Germania, quella dell’immigrazione si preannuncia una «sfida» da affrontare a livello di Unione. Una sfida davanti alla quale – è certo – la Lega Nord, che in Europa potrà contare sull’appoggio della Le Pen, non si lascerà trovare impreparata.