5 dicembre 2019
Aggiornato 23:30
Crisi Ucraina

M5S: Gentiloni dica «no» alla guerra contro la Russia

Barack Obama si prepara a intervenire nella crisi ucraina, fornendo aiuti ai soldati di Kiev

Paolo Gentiloni
Paolo Gentiloni ANSA

ROMA - Barack Obama si prepara a intervenire nel conflitto ucraino, fornendo aiuti ai soldati di Kiev. Non sarebbe una decisione priva di conseguenze, dato che in Russia il 25% della popolazione ormai ritiene inevitabile l'esplosione di una vera e propria guerra internazionale. Mentre Angela Merkel cerca di assicurarsi l'alleanza con l'Ungheria di Orban, il M5S lancia l'allarme in Italia: «Gentiloni faccia qualcosa, o gli Usa ci trascineranno nella loro guerra contro Mosca!».  

GLI USA SI PREPARANO ALLA GUERRA CONTRO MOSCA - E' notevolmente aumentato il numero di persone in Russia che ritengono molto probabile, tra Mosca e Kiev, lo scenario di una guerra aperta. Nei mesi scorsi rappresentavano il 17%, oggi sono più di un quarto. Il notevole pessimismo appare chiaro dal sondaggio condotto a gennaio dal centro demoscopico VTsIOM, tra i più allineati al potere centrale russo. Secondo il direttore Valery Fyodorov, tale indagine dimostra che «la tregua lentamente è passata alla fase successiva: una nuova escalation del conflitto». Il tutto mentre la spaccatura tra la Russia e l'Occidente si fa gravissima, e aumentano i morti sul fronte dell'Est Ucraina. Intanto Washington e i suoi alleati europei accusano Mosca di soffiare sulle braci ucraine, attrezzando e sostenendo i separatisti filo-russi a oriente di Kiev. E segnali che non invitano all'ottimismo vengono anche da Ovest. Secondo il «New York Times», il comandante militare della Nato, il generale Philip M. Breedlove, pensa che sia venuto il momento di fornire armi difensive e attrezzature per le forze di Kiev, impegnate nel conflitto con i separatisti filorussi. La testata americana sottolinea che una serie di funzionari, sia dell'amministrazione presidenziale americana, sia militari, sembrano a favore di tale posizione. Il presidente Usa Barack Obama sinora non ha preso alcuna decisione ufficiale sulla fornitura di assistenza all'ex repubblica sovietica, con armi letali. Ma dopo una serie di capovolgimenti sorprendenti nell'est ucraino e una recrudescenza del conflitto, l'amministrazione Usa sta acquistando uno sguardo nuovo sulla questione degli aiuti militari. E, in Italia, c'é chi sembra molto preoccupato, anche se il ministro Gentiloni non fa una piega, né proferisce parola sulle intenzioni degli americani.

LA MERKEL STRIZZA L'OCCHIO AL FILORUSSO ORBAN - La cancelliera tedesca Angela Merkel è oggi in visita a Budapest per incontrare il premier ungherese Viktor Orban, che preoccupa Bruxelles e Washington con il suo ottimo rapporto con il presidente russo Vladimir Putin. La visita di qualche ora di Merkel avviene a due settimane dall'arrivo in Ungheria dello stesso Putin, previsto per il 17 febbraio. Budapest, membro della Ue, sostiene le sanzioni contro Mosca per il suo ruolo nella crisi ucraina, ma ritiene che le misure siano controproducenti ed equivalgano, secondo le parole dello stesso premier conservatore, a «spararsi sui piedi». Orban quest'estate ha anche citato la Russia come esempio di democrazia «illiberale» a cui l'Ungheria deve ispirarsi. Infine ha concluso con la Russia un accordo da 12,5 miliardi di euro per modernizzare e ampliare l'unica centrale nucleare ungherese. Angela Merkel ha dunque ragione a preoccuparsi, anche se la Germania resta un partner fondamentale per l'economia ungherese: le sue 6.000 imprese - che hanno appunto filiali importanti nel Paese - tra cui i costruttori auto Audi e Daimler, danno lavoro a 30.000 ungheresi. Ieri circa 4.000 persone hanno manifestato a Budapest contro la politica filorussa di Orban, chiedendo il sostegno dal capo del governo di Berlino. «Frau Merkel, salvi l'Ungheria!», «Angela, liberaci dal diavolo, vogliamo restare cittadini Ue» si leggeva sui cartelli in tedesco branditi dai manifestanti. Un'altra manifestazione prevista per oggi è stata vietata dalla polizia, secondo quanto ha appreso Afp.Intanto, nel colloquio con Orban, la Merkel ha affrontato anche il tema del razzismo: la cancelliera tedesca ha espresso la sua preoccupazione per il successo in Ungheria del partito di estrema destra Jobbik, secondo forza politica nel Paese. Dopo un incontro seguito da una conferenza stampa alle 13,10 italiane, la cancelliera tedesca si è anche recata all'università germanofona Andrassy, e quindi alla sinagoga di Budapest, la più grande d'Europa.

M5S: L'AMERICA RISCHIA DI TRASCINARE NEL CONFLITTO ANCHE L'ITALIA - «La passività del ministro Gentiloni sugli ultimi sviluppi della crisi ucraina è sconcertante. Venga a riferire in aula prima che gli Usa ci trascinino in una guerra contro Mosca»: chiedono i deputati M5S della commissione Esteri, commentando le notizie trapelate da alcuni organi di stampa, secondo cui Washington starebbe valutando l'ipotesi di inviare armi all'esercito di Kiev. «Una mossa che, ove si concretizzasse - avvertono i Deputati M5S - rischierebbe di trascinare l'Europa, e dunque anche l'Italia, verso una guerra su larga scala contro la Russia. In queste ore anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ha escluso l'ipotesi di una soluzione militare al conflitto. La base dovrebbe essere l'accordo di Minsk sul cessate il fuoco, ma il nostro governo persevera in un silenzio assai preoccupante sulla scia di un immobilismo già manifestato dall'ex ministro Mogherini. Gentiloni si svegli dal letargo e chiarisca la posizione del governo su un conflitto che, ad oggi, ha già avuto pesanti ricadute sul tessuto della nostra economia».