22 febbraio 2019
Aggiornato 08:30
FdI e la Lega Nord si alleano per l'elezione del nuovo Capo dello Stato

Fidanza: «Noi e Salvini siamo d'accordo: per il Colle votiamo Vittorio Feltri»

Fratelli d'Italia e Lega Nord hanno reso noto il loro candidato per l'elezione del tredicesimo Presidente della Repubblica: è Vittorio Feltri, un uomo lontano dalle istituzioni e dalla politica italiana. Carlo Fidanza, uno degli uomini più vicini a Giorgia Meloni, ha rilasciato un'intervista a DiariodelWeb.it per parlarci della nuova alleanza con i leghisti di Salvini.

ROMA - Fratelli d'Italia e Lega Nord hanno reso noto il loro candidato per l'elezione del tredicesimo Presidente della Repubblica: è Vittorio Feltri, un uomo lontano dalle istituzioni e dalla politica italiana. Carlo Fidanza, europarlamentare di FdI, ha rilasciato un'intervista a DiariodelWeb.it per parlarci della nuova alleanza con i leghisti di Salvini.

E' vero che FdI ha candidato Vittorio Feltri a Presidente della Repubblica?
«E' vero. Abbiamo condiviso questa candidatura con Matteo Salvini e la Lega Nord, perché riteniamo sia maturo il tempo di fare una scelta fuori dal palazzo, e soprattutto diversa rispetto ai nomi che si fanno in questi giorni: nomi che rappresentano un'assoluta continuità rispetto alle scelte degli ultimi anni, che hanno portato – insieme alla complicità del Presidente Napolitano – alla creazione di governi non suffragati dal voto popolare, e che hanno aggravato la situazione dell'Italia. Per questo abbiamo voluto dare un segnale di discontinuità scegliendo un uomo libero, un giornalista, non allineato, e che non deve essere solo un candidato di bandiera per Fratelli d'Italia e la Lega, ma può diventare un valido nome su cui tutto il centrodestra si può ricompattare. Non capiamo come sia plausibile per Berlusconi o Alfano preferire «un Amato» o «un Padoan» a un uomo come Vittorio Feltri.»

La maggior parte del mondo politico preferirebbe un uomo istituzionale, un politico, dotato anche di esperienza internazionale: voi non ritenete indispensabili queste caratteristiche?
«Il problema è che queste caratteristiche assicurano la continuità con quanto abbiamo visto in questi anni. Noi vogliamo dare il segnale di una rottura netta coi governi decisi a tavolino da Bruxelles e Berlino. Noi vogliamo rompere con questo passato, mentre tutto lascia presupporre che Renzi, con la sua maggioranza e l'ausilio di Berlusconi, proporrà di votare in un'altra direzione. Siamo purtroppo consapevoli dei numeri in Parlamento, perciò non ci aspettiamo che Vittorio Feltri diventi Presidente della Repubblica; ci aspetteremo però che una parte consistente del centrodestra torni a essere fedele a se stesso.»

Cosa ne pensa del comportamento di Forza Italia e NCD, che hanno votato in Parlamento contro il presidenzialismo, dogma e bandiera storica del centrodestra?
«Si qualificano da soli: il NCD continua ad usare abusivamente la dicitura di «centrodestra» perché sta rinnegando giorno dopo giorno la sua matrice culturale. Oltretutto in Parlamento votano l'esatto contrario rispetto a quanto chiedono di firmare nelle piazze. Per quanto riguarda Forza Italia: sull'altare del Nazareno vengono sacrificati i suoi valori fondanti. Il presidenzialismo era nel DNA di Berlusconi e di Fi. Il loro comportamento parlamentare è ancora più ambiguo. Su queste basi, pensare di ricostruire il centrodestra come l'abbiamo conosciuto nel passato, è molto difficile. Purtroppo i valori comuni del centrodestra sono stati più volte rinnegati.»

A tal riguardo, quali sono i valori comuni che vi avvicinano alla Lega – dato che insieme a loro avete proposto il nome di Vittorio Feltri come Presidente della Repubblica -, e quali sono invece le differenze con i leghisti dalle quali prendete le distanze?
«Abbiamo certamente molti punti in comune con la Lega, in particolar modo con Matteo Salvini: sono il «No» a questa Europa, il «No» all'immigrazione selvaggia, un'attenzione concreta all'economia reale, all'Italia dei produttori, degli artigiani, dei pescatori, di quel ceto medio che è in assoluta sofferenza. E un'attenzione alle fasce sociali più deboli, che oggi vengono sacrificate sugli altari della finanza. In questo senso abbiamo molti punti in comune con la Lega: naturalmente abbiamo anche degli elementi di differenziazione. Per esempio, noi non pensiamo all'indipendenza del Veneto come a una soluzione per attribuire maggiore autonomia ai territori: riteniamo invece che l'unità nazionale e territoriale sia un valore assolutamente insuperabile. Crediamo però che, in questa fase, la domanda prioritaria del popolo italiano sia quella di vedersi restituire la sovranità: la sovranità politica, nazionale, della quale ci hanno derubato l'Europa e i poteri forti.»

Domani inizierà la campagna di FdI «Vota il tuo presidente», perché state portando avanti la battaglia per il presidenzialismo: ma come pensate di difendervi dal Patto del Nazareno, che rischia di annichilire tutte le altre forze politiche sulla scena?
«Domani e dopodomani saremo presenti davanti Montecitorio con dei gazebo per chiedere agli italiani di votare direttamente il Capo dello Stato: è un piccolo segnale per ricordare che ancora una volta si è persa l'occasione di compiere il salto verso una Repubblica presidenziale. Per quanto riguarda il Patto del Nazareno, invece, la speranza è che Berlusconi faccia prevalere l'interesse della nazione rispetto ad altri interessi non meglio dichiarati, mandando a mare un patto che non solo non sta producendo nulla di buono rispetto alla crisi che il paese sta attraversando, ma sta anche realizzando delle riforme molto negative per l'Italia. Cosa abbia a che fare la nuova legge elettorale che sta venendo fuori con la storia del centrodestra è assolutamente incomprensibile. Ci auguriamo che Forza Italia si redima; e se questo non dovesse essere, noi rappresenteremo – insieme alla Lega di Salvini – un polo che ha l'ambizione di continuare a incarnare in maniera coerente i valori del centrodestra.»