15 luglio 2019
Aggiornato 20:00
Dopo la chiusura di 73 presidi della polizia postale

Campana: con i tagli di Alfano, il web è un Far West

Sono circa 73 gli uffici di polizia postale e delle comunicazioni chiusi su tutto il territorio nazionale. Intanto, però, cyber bullismo e pedopornografia sono fenomeni in crescita, che minacciano soprattutto i minori. La deputata Pd Micaela Campana ha chiesto al Ministro Alfano di non tagliare sulla sicurezza dei cittadini, in particolare dei ragazzi

ROMA - Aveva sollevato un vespaio di polemiche la decisione del Ministro dell'Interno Angelino Alfano di chiudere circa 267 presidi di polizia su tutto il territorio nazionale. La spending review del Viminale si è infatti abbattuta su uffici e specialità come Postale, Ferroviaria, stradale, per un risparmio stimato di circa 600 milioni. Altro taglio netto, che ha fatto molto discutere, 1,8 miliardi di euro in stipendi. Secondo le stime, circa 101 province su 110 hanno una caserma, un posto di polizia, o comunque un presidio di sicurezza in meno. 

UN RAGAZZO SU CINQUE VITTIMA DI CYBER BULLISMO - Una decisione che ha aizzato la rivolta di molti politici, soprattutto tra le file della Lega, che hanno accusato il Governo di fare economia sulla sicurezza dei cittadini. Si è fatta portavoce della problematica, ieri, anche la deputata Pd Micaela Campana, che ha presentato un'interrogazione parlamentare per sottoporre al Ministro dell'interno alcune conseguenze della spending review da lui promossa. La parlamentare ha infatti portato all'attenzione della Camera soprattutto la chiusura di quei 73 uffici della polizia postale e delle comunicazioni in tutta Italia: «Si tratta di presidi di legalità importanti per la lotta ai reati informatici, cyber bullismo, pedo-pornografia online e truffe informatiche», ha rilevato l'interrogante, che ha citato dati preoccupanti intorno al fenomento del cyber bullismo: «quattro ragazzi su dieci sono testimoni di atti di cyberbullismo da parte di coetanei, uno su cinque vittima di episodi di violenza. Il dato è stato reso noto dal presidente del Sindacato autonomo di polizia (Sap) Gianni Tonelli nel corso del convegno organizzato dall'Osservatorio nazionale bullismo e doping svoltosi alla Camera nel luglio 2013».

PER I RAGAZZI, IL CYBER BULLISMO E' LA PRINCIPALE MINACCIA DEL PROPRIO TEMPO - In effetti, i reati telematici sono sempre più diffusi, e le loro principali vittime sono i minori. I dati elaborati dalla polizia postale e delle comunicazioni nel 2013 mettono in luce che, in quell'anno, un terzo (33%) delle denunce per cyberbullismo che hanno avuto come vittime dei minorenni con età tra i 14 e i 17 anni erano relative al reato di diffamazione. Il 22% erano per molestie e il 19% per minacce. Secondo l’indagine "I ragazzi e il Cyberbullismo" realizzata da Ipsos per Save the Children nel 2013, attraverso 810 interviste con questionari compilati online da ragazzi di età compresa fra 12 e 17 anni, nel periodo che va dal 20 al 26 gennaio 2013, i 2/3 dei minori italiani riconoscono nel cyber bullismo la principale minaccia del proprio tempo. E percepiscono, soprattutto le ragazze, alcuni degli ultimi tragici fatti di cronaca molto (33%) o abbastanza (48%) connessi al fenomeno. Per tanti di loro, il cyber bullismo arriva a compromettere il rendimento scolastico (38%, che sale al 43% nel nord-ovest) erode la volontà di aggregazione della vittima (65%, con picchi del 70% nelle ragazzine tra i 12 e i 14 anni e al centro), e nei peggiori dei casi può comportare serie conseguenze psicologiche come la depressione (57%, percentuale che sale al 63% nelle ragazze tra i 15 e i 17 anni, mentre si abbassa al 51% nel nord-est). Più pericoloso tra le minacce tangibili della nostra era per il 72% dei ragazzi intervistati (percentuale che sale all’85% per i maschi tra i 12 e i 14 anni e al 77% nel sud e nelle isole, ), più della droga (55%), del pericolo di subire una molestia da un adulto (44%) o del rischio di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile (24%). 

WEB AD ALTO RISCHIO - A fronte di questo panorama per nulla rassicurante, la deputata Pd chiede al Ministro Alfano se «sia a conoscenza di quanto esposto in premessa», e «come verranno impiegati gli agenti della polizia postale degli uffici chiusi, al fine di non disperdere questo patrimonio di competenza in un momento in cui anche gli scenari internazionali invitano ad alzare l'attenzione sui rischi che arrivano dal web». Perchè una cosa è tagliare gli sprechi e recuperare risorse, tutt'altro è fare economia sulla sicurezza dei cittadini, specialmente sui minori.