18 gennaio 2020
Aggiornato 10:00
La Consulta boccia il referendum per l'abrogazione della legge Fornero

Lega furibonda: la Fornero ha colpito ancora

Bocciato il referendum per l'abolizione della legge Fornero, la Lega non si arrende. Emanuele Prataviera, Capogruppo in Commissione Lavoro del Carroccio, al DiariodelWeb.it esprime la sua delusione. Ma annuncia che il Carroccio continuerà a combattere: innanzitutto, alzando le barricate in aula nella seduta di questo pomeriggio

ROMA – Stavolta, piange la Lega, anche se, sul sito del Carroccio, all’annuncio del mezzo milione di firme raccolte per indire il referendum contro la legge Fornero, era proprio «Elsa» a piangere «500.000 volte». La Corte Costituzionale, infatti, ha giudicato inammissibile il ricorso al voto popolare proposto dal Carroccio per abrogare la legge Fornero in materia di pensioni.

PRATAVIERA: NOSTRA POSIZIONE CONDIVISA, MA LA LEGA E' SOLA A COMBATTERE - «E’ una sentenza incredibile», commenta Emanuela Prataviera, Capogruppo della Lega in Commissione Lavoro. «Ovviamente, dobbiamo leggere le motivazioni che verranno diffuse nei prossimi giorni», chiarisce, «ma il fatto che venga detto di no alla possibilità dei cittadini di esprimersi su un argomento, come quello delle pensioni, che li riguarda direttamente - diritto irrinunciabile - è una cosa che non sta né in cielo né in terra, e che non siamo in grado di accettare. Probabilmente», spiega quindi Prataviera, «le motivazioni sono di tipo economico, ma quelle stesse motivazioni di tipo economico per cui è stato necessario fare la riforma Fornero sono state dettate dall'Europa, e dal governo che era emanazione diretta di ciò che l'Europa voleva». Ma il Capogruppo del Carroccio in Commissione Lavoro è risoluto: «Per l'ennesima volta, noi non possiamo stare a guardare quello che i cittadini subiscono, denunciamo da subito la nostra voglia di combattere a favore della gente. Ci dispiace registrare che siamo l'unico partito che sta facendo questo». Gli stessi sindacati, che pure sul merito della legge Fornero sposano la linea della Lega, «combattono una battaglia solo sul piano di principio, come fanno quei parlamentari di maggioranza tra cui Damiano, che è presidente della Commissione Lavoro della Camera ed è stato ex Ministro, che oggi si è augurato che il governo rivedesse la legge in materia pensioni. Caro Damiano», tuona Prataviera, «inizia a passare dalle parole ai fatti, mettendo in difficoltà il governo che tu sostieni, perché con le parole non si fa nulla».

«​ORA IN AULA ALZIAMO LE BARRICATE»​ - L'esponente del Carroccio, però, annuncia una reazione decisa da parte del suo partito: «Il 28 febbraio ci sarà la grande manifestazione di Roma in cui denunceremo anche questo, e, nell'immediato, cercheremo di sensibilizzare persona per persona su quello che sta accadendo. In aula, già dai prossimi minuti rientreremo e alzeremo le barricate per protestare contro ciò che è successo: abbiamo chiesto di sospendere i lavori, perché il governo riferisca in aula ciò che intende fare, dato che è stato impedito ai cittadini di potersi esprimere liberamente».

SALVINI: NON VOGLIONO CHE DISTURBIAMO IL DITTATORE RENZI - Amara, anche la delusione di Matteo Salvini, che, in un post su facebook, ha scritto senza giri di parole: «Oggi muore la Democrazia, VAFFANCULO. Ma non finisce qui». Ai microfoni di «Effetto Giorno» di Radio24, il leader della Lega ha dichiarato: «Sono incazzato, non come segretario della Lega, ma a nome di milioni di Italiani. Stavo ascoltando un servizio sulla legge elettorale, mi veniva da dire: ma chi se ne fotte della legge elettorale, delle liste bloccate. Noi abbiamo proposto un referendum per restituire diritti a milioni di Italiani, han deciso che non si fa, così Renzi è contento, la Fornero è contenta. E' veramente una pessima giornata»​. Secondo il Matteo milanese, infatti, «E' una scelta politica, non è una scelta di legge. La legge, come sempre, viene interpretata, probabilmente nell'interesse di qualcuno. L'input è non disturbare il dittatore Renzi, che sarebbe stato disturbato perché gli Italiani avrebbero votato in massa contro questa legge schifosa. Mi spiace che Renzi e Berlusconi passino il tempo a parlare della legge elettorale e non di problemi seri. Ma non finisce qui»​.​

TUTTI I REFERENDUM DELLA LEGA - Insomma, la Lega è battagliera: si asciuga le lacrime e ricomincia a combattere. Nel frattempo, altri referendum indetti nei mesi scorsi sono in attesa di nuovi sviluppi: quello per l’abolizione della legge Merlin sulla prostituzione, della legge Mancino sui reati di opinione e delle norme che consentono agli immigrati di partecipare ai concorsi pubblici. Non si hanno più notizie, invece  di quelli per l'autonomia regionale, in particolare del Veneto, che, nel marzo scorso, aveva fatto particolare scalpore. Forse, un'iniziativa di questo genere pare ora non coerente con la «nuova» Lega  costruita dal Matteo milanese: una Lega che sta con Salvini, anche più a sud del letto del Po o, come direbbe Leonardo Sciascia, della "linea della palma». Per ora, dunque, occhi puntati sulla legge Fornero: e il Carroccio assicura che ci sarà ancora molto da vedere.