5 dicembre 2020
Aggiornato 23:30
Lavoro extra per il Governo

Renzi: «Noi il nostro l'abbiamo fatto, ora tocca all'Europa»

Soddisfato il Premier: «Altro che chiacchiere. In 10 mesi abbiamo consegnato leggi e strumenti di grande qualità, e avviato una rivoluzione copernicana».

ROMA - La conferenza stampa termina alle 17,20 della vigilia di Natale: un lavoro extra per il governo, al termine del quale Matteo Renzi può rivendicare: «Altro che chiacchiere. In 10 mesi abbiamo consegnato leggi e strumenti di grande qualità, e avviato una rivoluzione copernicana».

A partire dall'attuazione del Jobs Act che apre per l'Italia «una fase di straordinario cambiamento e di straordinaria apertura». Un provvedimenti che solo «ideologia o malafede» possono far criticare. Certo, da destra volevano norme ancora più 'liberiste', «ma dove erano in tutti questi anni? Nessuno si è spinto fin dove siamo arrivati noi». E se da sinistra chiedevano più tutele, «ricordo l'Aspi e il contratto a tutele crescente». Se poi qualcuno è scontento, nessun problema: «Ci sono momenti in cui un leader o presunto tale si assume la responsabilità delle scelte finali. Si poteva fare di più? Può darsi, ma intanto abbiamo fatto dei passi avanti».

E poi gli altri provvedimenti di oggi: «Un fisco più semplice e sanzioni più dure per chi evade» grazie alla delega fiscale; il provvedimento per l'Ilva di Taranto con 2 miliardi di investimenti per «rimediare agli errori del passato»; un decreto Milleproroghe «molto breve e rigoroso, sarà un 'ventiproroghe...'». Il tutto accompagnato dal lavoro di questi 10 mesi: «Abbiamo la riforma della Costituzione in seconda lettura, la legge elettorale in seconda lettura, un'incredibile attenzione alle questioni del lavoro con più di 40 crisi aziendali risolte». Quello che ancora manca è un cambio di passo dell'Europa: «Gli americani crescono del 5% nel terzo trimestre con investimenti in crescita e occupazione. Cosa stiamo aspettando ancora?».