Bechis (M5S): «I costi delle intercettazioni sono variabili. Perché?»
Dopo l’interrogazione parlamentare presentata ieri alla Camera sui costi salatissimi delle intercettazioni, dovuti all’inefficiente meccanismo parcellizzato di appalti, disomogeneo da procura in procura, al DiariodelWeb.it parla la deputata cinque stelle Eleonora Bechis. Che commenta, pur prudentemente, anche il caos in cui imperversa il Movimento dopo gli ultimi avvenimenti
ROMA – Classe 1974, un passato da operaio, attualmente deputata del Movimento Cinque Stelle e segretario della Commissione Lavoro Pubblico e Privato, Eleonora Bechis ha denunciato, ieri alla Camera, gli sprechi di denaro pubblico perpetrati da troppe procure italiane per effettuare le intercettazioni. La totale disomogeneità dei costi di città in città è causata, infatti, da un meccanismo di appalti farraginoso, e a cui manca un controllo centralizzato. Ma al DiariodelWeb.it commenta anche le due recenti espulsioni che hanno gettato nel caos il Movimento di Beppe Grillo.
Ieri ha presentato un’interrogazione sulle spese salatissime delle procure per le intercettazioni. Quali sono, secondo lei, i principali nodi da sciogliere nel merito?
«Ho voluto presentare questa interrogazione per capire se sono stati fatti dei controlli seri, principalmente, sulle discrepanze che si sono verificate tra Roma e Catania: è assurdo che a Catania i costi legati alle intercettazioni siano stati il doppio rispetto alla Capitale, a fronte della metà degli intercettati», spiega la deputata cinque stelle. «Altro nodo fondamentale riguarda il funzionamento dei bandi, perché, essendo quello delle intercettazioni un settore esternalizzato, talvolta le procure ricorrono solo a contrattazioni private. Però, visto che si parla di azioni statali, la legge impone che si passi per bandi pubblici, e questo non sempre avviene. Inoltre», prosegue la Bechis, «altro punto interessante della questione riguarda una ditta, la Iliia, che riunisce diverse aziende, e che fa un passo in più rispetto allo Stato, perché dà la possibilità di contenere i costi, definendo un prezzo minimo che permetterebbe di risparmiare parecchio».
A suo avviso e alla luce di quanto ha appreso sulla vicenda, che cosa dovrebbe fare il Governo per arginare gli sprechi?
«Io credo che il ricorso a un’Agenzia unica che modera i prezzi già sarebbe un passo avanti, anche se da più parti è stato fortemente criticato», risponde.
Come deputata Cinque Stelle, che cosa pensa di quanto sta accadendo nel suo partito? E qual è la sua posizione riguardo alle espulsioni, tanto criticate da ogni parte, anche nelle file del Movimento?
«Sicuramente ci sono stati degli avvenimenti critici, che hanno messo in crisi quello che era il movimento quando noi siamo entrati all’interno dell’istituzione, e innanzitutto dobbiamo capire ancora diverse cose; ci stiamo facendo ancora delle domande», afferma la deputata. «Sulle espulsioni, si è sbagliato completamente il metodo. La questione è proprio questa: il metodo. Fino a prima di questa vicenda, si è sempre passati innanzitutto dall’assemblea, e, inoltre, c’è stato sempre un contraddittorio, che faceva sì che le persone accusate avessero la possibilità di dire la loro; in questo caso, si è passati direttamente per la rete, per poi ratificare con una semplice firma. E questo, non c’è dubbio, va contro il nostro statuto», puntualizza.
Alla luce di questi fatti, che cosa pensa che avverà nel Movimento? Che aria si respira?
«Non sono in grado di fare previsioni al momento, è ancora troppo presto», risponde l’Onorevole.