26 giugno 2019
Aggiornato 08:00
Il sindaco di Parma alla testa della rivolta

Pizzarotti: «In M5S c'è un'Inquisizione, ma non sappiamo chi ne è il capo»

Per Pizzarotti, le votazioni dovrebbero passare prima da una decisione delle Camere unite, e poi dal blog: pertanto, le consultazioni da «inquisizione in piazza» per Artini e Pinna dovrebbero essere revocate. E il problema, per il sindaco di Parma, è da ascriversi ai tanti «cortigiani» a cui Grillo fa gestire il suo blog

ROMA - «Massimo Artini e Paola Pinna rendicontano ogni spesa come si evince dai loro siti personali, che sono andato a visionare personalmente per farmi un'idea oggettiva. Forse il loro grosso "errore", in realtà, è aver fatto autocritica dopo le elezioni Regionali, e la critica si sa, fa male a chi ne ha paura, ma ha sempre fatto bene a chi vuole crescere e progredire. Ma ancora più grave è che chi si è arrogato il diritto di decidere le loro espulsioni, non sta rispettando regola alcuna che questo Movimento si è dato in Parlamento. Le votazioni dovrebbero infatti passare prima da una decisione delle Camere unite, e solo successivamente dal blog, come evidente da immagine allegata. Non mi risulta che ci sia stata questa votazione o che ci sia un verbale in cui verificarlo.Pretendiamo il rispetto delle regole. E allora, a maggior ragione, dovremmo essere noi i primi a rispettarle. Se la votazione in corso non verrà revocata, come in altre occasioni è stato fatto, voterò convintamente no»Il sindaco pentastellato di Parma Federico Pizzarotto, con un post su Facebook corredato da foto dell'articolo 18 dello Statuto M5S che disciplina le procedure per comminare sanzioni ai parlamentari, si è di fatto messo alla testa della rivolta in atto fra i parlamentari contro l'espulsione on line dei Artini e Pinna promossa dal blog di Beppe Grillo.

INQUISIZIONE IN PIAZZA - «Sarebbe inoltre doveroso oltreché corretto - ha puntato nero su bianco il dito Pizzarotti- fare esporre le considerazioni e le opinioni di Artini e Pinna a fianco della critica. Considerazioni che non hanno trovato spazio sul Blog. Inoltre la votazione senza la possibilità della replica e con informazioni parziali ("conoscere per deliberare!"), non ha nulla di democratico, ma assume gli aspetti più biechi dell'inquisizione in piazza. Sulla base di tutto questo mi chiedo: esiste un'Autorità con il potere di decidere oltre le regole che si sono dati i Parlamentari del MoVimento della Repubblica italiana? Chi è quest'Autorità e come possiamo chiedere che ci renda conto delle sue azioni cosi lontane dall'imparzialità?» - ha poi aggiunto.

BEPPE, IL PROBLEMA SONO I CORTIGIANI A CUI FAI GESTIRE IL BLOG - Non è la prima dichiarazione, questa, che il sindaco di Parma rilascia a proposito di quanto accaduto nel Movimento Cinque Stelle. Già ieri, infatti, si era pronunciato in questi termini sul suo profilo Facebook: "Mi spiace Beppe, ma il problema dei tuoi invisibili, ma ben noti cortigiani che utilizzano un blog ormai ombra di se stesso è che pontificano sul lavoro degli altri senza conoscere l'argomento, ma senza nemmeno sporcarsi le mani come fa un sindaco, un consigliere, un parlamentare. Si attaccano le persone nascondendosi dietro la tastiera, senza fare autocritica quando la necessità è reale, vedi le elezioni Regionali. Sono entrato nelle Istituzioni come MoVimento 5 Stelle perché credo che la politica abbia ancora una sua dignità, anche se nascosta, anche se con una luce debole e sfiancata. Ma è proprio oggi, è proprio questo il tempo per ridare la dignità alle persone, ridando dignità alla politica. Non attraverso la rabbia, non attraverso gli slogan - spiega Pizzarotti - ma con il sorriso, con gli atti concreti che ogni giorno portiamo avanti. Per questo, caro Beppe, non c'è proprio tempo per seguire i soliti, e ormai prevedibili, attacchi sul blog, c'è un Paese là fuori che ha bisogno del MoVimento 5 Stelle. Vieni a Parma invece, sei invitato il 7 dicembre. E' il secondo invito che ti facciamo da un anno a questa parte, la speranza è che non ci sia bisogno di un terzo».