24 ottobre 2019
Aggiornato 07:00

«Con il servo di Renzi mai»

Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, torna ad attaccare il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, a proposito di una possibile alleanza in vista del progetto di costituire una nuova coalizione di centrodestra. Salvini si dice convinto che qualora dovesse essere presente nella coalizione il «ministro dell'invasione» non ci sarebbe la Lega né il suo leader.

ROMA - Si torna a parlare del progetto della nuova coalizione per ridare vita al centrodestra e continua lo scontro tra Nuovo Centrodestra e Lega Nord. Protagonisti proprio i due leader dei partiti, Angelino Alfano e Matteo Salvini. L'attacco stavolta arriva dal segretario del Carroccio che, intervistato dal Secoloditalia.it, ribadisce la sua posizione nei confronti del ministro dell'Interno, adducendo come spiegazione il fatto che Alfano rappresenterebbe il fautore dell'assalto dei migranti in Italia. Afferma, infatti, Matteo Salvini: «Alfano ha fatto la scelta di essere il ministro dell'invasione al servizio di Renzi. In qualunque coalizione ci dovesse essere lui non ci saranno Salvini e la Lega»

IN EMILIA SRADICHIAMO LA SINISTRA - Domenica si vota in Emilia Romagna. Salvini commenta le elezioni affermando che l'unica cosa che conta è riuscire a sradicare la sinistra dalla regione. Lo chiama 'regime', Salvini, quello della sinistra in Emilia Romagna e si dice convinto che questa sarà l'occasione giusta per cambiare aria. Dichiara il segretario della Lega che non importa «chi vincerà la competizione tra i partiti del centrodestra». E continua, spiegando: «In Emilia a me interessa scardinare il potere della sinistra e delle coop. Dopo 70 anni di regime rosso deve tornare a valere il merito. Il presidente si è dimesso perché è stato condannato, ci sono consiglieri regionali del Pd che hanno comprato vibratori a spese dei contribuenti, davvero non so cosa altro debba succedere perché l'Emilia cambi passo».

SGOMBERI SEGNALE POSITIVO - Intervenendo ad Agorà su Rai3, il segretario della Lega commenta i fatti milanesi degli ultimi giorni, che hanno visto diversi scontri nel capoluogo lombardo seguiti allo sgombero di due centri sociali nel quartiere di Corvetto. Salvini afferma che l'azione delle forze dell'Ordine è stata di pregnante importanza poiché è esempio di una situazione in cui l'illegalità è stata abbattuta per riportare la legge: «Gli sgomberi sono un segnale positivo perché si deve ripristinare il principio che la legge c'è e va rispettata».

DISAGIATO MENTALE DI CHI PROTESTA CONTRO LA POLIZIA «Sono stato nelle periferie - ha precisato Salvini - ed è pieno di italiani e di immigrati regolari, che hanno comprato la casa popolare. Sono loro le prime vittime di quella situazione». E aggiunge, ancora, il segretario del Carroccio: «A tirare le pietre ieri in periferia a Milano non erano gli inquilini. Chi viene camuffato a prendere a sassate la polizia non è un povero papà che vuole dare un tetto ai suoi figli, ma uno che deve andare in galera. Non è disagio sociale, è disagio mentale».