5 aprile 2020
Aggiornato 04:00
Attacco di Sel al presidente Ue

«Juncker è un gran burocrate, solo Renzi non lo sapeva»

Il capogruppo di Sel a Montecitorio Arturo Scotto afferma che solo oggi il premier si accorge che Juncker è un gran burocrate, ma il problema è che è stato lui stesso a votare affinché fosse eletto presidente della Commissione europea. La politica di Juncker in Europa è dannosa almeno quanto quella di Renzi in Italia, secondo Scotto.

ROMA - Il capogruppo di Sel a Montecitorio Arturo Scotto afferma che solo oggi il premier si accorge che Juncker è un gran burocrate, ma il problema è che è stato lui stesso a votare affinché fosse eletto presidente della Commissione europea. La politica di Juncker in Europa è dannosa almeno quanto quella di Renzi in Italia, secondo Scotto: ​«Solo oggi Renzi si accorge che Juncker è il capo dei burocrati europei. Peccato che ce lo ha messo lui alla giuda della commissione Europea, scegliendo di andare in continuità con le politiche di austerità degli ultimi venti anni»

JUNCKER SBAGLIA, MA ANCHE RENZI - «Le politiche interpretate da Juncker sono dannose per l'Italia e rischiano di portare ulteriormente il nostro paese nel buco nero dell'austerity - avverte Scotto -. Renzi, che a parole critica le politiche Ue, in Italia sceglie di non fare nessuna politica di redistribuzione a partire da una manovra finanziaria che la Cgil, i comuni, le regioni e persino Banca d'Italia hanno definito deludente e non anticiclica. Sel pensa che bisogna cambiare verso, cambiare la manovra finanziaria e andare verso una strada espansiva sul terreno sociale ed economico. Solo così si potrà rispondere alla crisi in atto».

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