25 gennaio 2022
Aggiornato 08:00
Manifestazione del 25 ottobre

Camusso: a Roma saremo un milione

La leader della Cgil, Susanna Camusso, è in attesa della manifestazione del 25 ottobre. Non si sbilancia sui numeri, ma forse in piazza ci saranno oltre un milione di persone. "Mi aspetto tante donne, uomini e soprattutto tanti giovani".

ROMA - La leader della Cgil, Susanna Camusso, è in attesa della manifestazione del 25 ottobre. Non si sbilancia sui numeri, ma forse in piazza ci saranno oltre un milione di persone.

IN ATTESA DEI NUMERI DELLA MANIFESTAZIONE - «Mi aspetto tante persone in piazza, ma non siamo appassionati ai numeri e continueremo a non dare numeri", lo ha detto il leader della Cgil, Susanna Camusso, in vista della manifestazione organizzata dal sindacato per il 25 ottobre. «Mi aspetto una bella, grande, colorata manifestazione, con tante donne, tanti uomini e soprattutto con tanti giovani", ha aggiunto. Quanto alla presenza di una minoranza di esponenti del Pd, Camusso ha spiegato: «La manifestazione della Cgil è aperta a tutti coloro che condividono la nostra posizione».

CAMUSSO: UN MILIONE DI POSTI DI LAVORO LI AVEVA GIA' PROMESSI BERLUSCONI - Quanto al possibile paragone con la manifestazione della Cgil del 2002 al circo Massimo di Roma, Camusso ha chiarito: «Credo non sia paragonabile. In mezzo ci sono sette anni di crisi e tre milioni di disoccupati. Se parliamo di paragoni allora un milione di posti di lavoro - ha concluso con una battuta - l'aveva già detto Berlusconi».

L'ITALIA DEVE CAMBIARE LE SUE LEGGI - «Il nostro sindacato può moltissimo perchè sappiamo che molte forme di illegalità e criminalità passano attraverso il modo di fare gli appalti: serve una radicale revisione della legislazione sugli appalti.» Lo ha detto il segretario generale della Cgil Susanna Camusso intervenuta a L'Aquila al convegno" La riforma della giustizia per lo sviluppo del Paese". Per la Camusso «servono norme che siano efficaci, semplici e trasparenti per evitare che la giustizia sia al perenne inseguimento di circoli viziosi creati dalla legge stessa».