14 ottobre 2019
Aggiornato 12:30
La profilassi veneta

Zaia: Abbiamo alzato un muro contro l'ebola

Il Governatore del Veneto annuncia oggi l'arrivo del «Protocollo Operativo per il controllo delle malattie infettive e la profilassi immunitaria in relazione all'afflusso di immigrati nella regione«. Da oggi il documento arriva nelle Ulss e nelle Aziende Ospedaliere della regione

VENEZIA - E' arrivato il «Protocollo Operativo per il controllo delle malattie infettive e la profilassi immunitaria in relazione all'afflusso di immigrati nella regione» e tutte le Ulss e le Aziende Ospedaliere del Veneto dovranno attenervisi da oggi.

CURA E PREVENZIONE - E' il Governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, a darne notizia e pone eccezionale attenzione alla «particolare importanza per dare risposte di sicurezza sanitaria ai cittadini Veneti, agli operatori delle forze dell'ordine, ai volontari che sono coinvolti in questa situazione e agli stessi immigrati che, se malati, vanno curati perché esseri umani e perché, curando le loro malattie, si fa prevenzione e se ne blocca l'eventuale diffusione».

IL CENSIMENTO - Il Governatore Zaia aggiunge poi che tale protocollo riveste un'importanza peculiare, poiché presta attenzione alla questione di un censimento sanitario e alle modalità di prevenzione: «Si tratta di un documento estremamente curato e approfondito sul piano scientifico, che affronta anche due aspetti estremamente rilevanti, come il censimento sanitario delle persone presenti, le modalità di profilassi e cura, le specifiche attenzioni da prestare di fronte a casi sospetti, gli standard igienico sanitari per la valutazione dei siti di ospitalità».

L'ESEMPIO DEL VENETO - Secondo quanto detto dal Governatore del Veneto, oggi il mondo guarda al percorso che la regione aveva già intrapreso da tempo: «Quando iniziammo questo cammino di tutela della sanità pubblica rispetto ad un fenomeno che era fin troppo facile immaginare come si sarebbe evoluto - dice il Governatore - molti, troppi soloni parlarono di inutilità, razzismo, allarmismo. Oggi pressoché tutto il mondo si vede costretto a fare ciò che il Veneto ha iniziato mesi fa e questo è il miglior riconoscimento che avevamo visto giusto e che la politica c'entrava come i cavoli a merenda, perché l'unico obiettivo era e resta la salute della gente».

IL PROTOCOLLO COME FILTRO ALL'EBOLA - L'assessore alla sanità della Regione, Luca Coletto, affianca alle parole del Governatore un suo commento sul documento in questione: «Con questo Protocollo e quello specifico per Ebola attivato dal primo settembre il sistema di prevenzione e profilassi è completato, ed è gestito da professionisti preparati e attenti, decisamente di più che in altre parti del mondo dove ad esempio un caso di Ebola è stato pesantemente sottovalutato. Nessuno può dire - aggiunge l'Assessore - se il filtro riuscirà ad essere totale o meno. Di certo è il massimo che una sanità moderna ed efficiente come quella veneta può fare».

IL PROTOCOLLO - Il documento inviato oggi alle Ulss prevede un censimento del numero di immigrati presenti nelle strutture di accoglienza fino al 30 settembre e l'avvio di una rilevazione pressoché quotidiana. Il Protocollo contiene al suo interno le linee da seguire e le strutture sanitarie alle quali i tutor devono fare riferimento per la prima visita o in caso di sospette patologie, infettive e non. Inoltre il documento riporta le malattie prioritarie a cui dare attenzione: la tubercolosi, la poliomielite, la scabbia e comunque tutte le malattie infettive con sospetto clinico secondo la letteratura scientifica specifica. Il Protocollo attiva le azioni di immunoprofilassi sia per adulti che per i ragazzi fino e 14 anni, ai quali verranno offerte gli stessi vaccini proposti per i bambini residenti. Importanti, nel documento, anche i  parametri sanitari per le strutture d'accoglienza, con tanto di precisazione sul numero di bagni e docce in rispetto al numero di presenti e i metri quadrati pro capite necessari per il posto letto e per la refezione.