25 ottobre 2020
Aggiornato 03:00
Fermiamo lo Stato islamico

Casini: «Foreign fighters, ambasciatori del terrorismo in Occidente»

Dall'Assemblea generale dell'ONU, Pier Ferdinando Casini affronta il tema dello Stato islamico e il pericolo che i «foreign fighters« esportino il terrorismo nel mondo civile. Il presidente degli Affari esteri del Senato sottolinea, a tal proposito, l'importanza dei raid e incita i governi a partecipare all'opposizione allo Stato islamico.

NEW YORK - «I foreign fighters sono i potenziali ambasciatori dello Stato islamico in Occidente». Queste le parole di Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione Affari esteri del Senato, parlando a New York dove si trova in occasione dell'Assemblea generale Onu. L'ex presidente della Camera fa riferimento ai musulmani occidentali che si radicalizzano e vanno a combattere con i jihadisti, col il rischio che tornino poi in patria e commettano atti terroristici.

SCHEGGE DI TERRORISMO - Secondo il presidente della Commissione Affari esteri del Senato,«la reazione compatta del mondo civile è una sfida a cui l'Italia non puó sottrarsi»«La sfida dello Stato islamico cambia i connotati cui eravamo abituati, non è solo terroristica in sé» ma «si propone di esportare schegge di terrorismo nella società civile», ha aggiunto il leader Udc.

OGNUNO FACCIA IL SUO - Casini ha sottolineato che lo Stato Islamico si attribuisce «impropriamente un connotato religioso che non c'entra nulla», tanto che nella coalizione internazionale anti-Isis sono presenti «tanti Stati di impronta islamica, sunnita o sciita»«Ogni Paese - ha continuato Casini - deve fare la propria parte, la timidezza non salverà i timidi».

L'IMPORTANZA DEI RAID - I raid contro lo Stato islamico sono «un importante elemento dissuasivo», non possono essere «la strategia ma devono farne parte». L'ex presidente della Camera ha evidenziato come l'offensiva contro il gruppo jihadista «deve anche mettere sul tappeto il tema del doppio ruolo di vari Stati, che con una mano finanziano lo Stato islamico e con l'altra lo condannano». Secondo Casini, «gli Stati Uniti e gli alleati devono avere la capacità di rompere questa contraddizione e di non consentire il doppio gioco di alcuni Stati, che sono complici dell'Isis».