19 gennaio 2020
Aggiornato 00:00
Epidemia e terrorismo

M5S: l'ebola viaggia con i clandestini

I parlamentari grillini denunciano un uso strumentale dell'allarme sull'ebola ma allo stesso momento mettono in guardia dalla possibilità che attraverso le porte lasciate aperte senza controllo agli immigrati il terrorismo possa far giungere in Italia i bacilli dell'ebola.

ROMA - «La minaccia terroristica di usare ebola come un'arma non va sottovalutata. Non bisogna, però, diffondere allarmismo. La minaccia dell'Isis è a tutto campo, è sfrutta una terribile epidemia per raggiungere i suoi obiettivi. È necessario quindi tenere sempre alto il livello di sorveglianza sia contro il terrorismo ma anche contro il diffondersi di questa epidemia che non deve essere assolutamente sottovalutata». I membri M5S del Copasir indirizzano le preoccupazioni attuali sui recenti sviluppi inerenti il virus ebola. 

SERVE PIANO PER LA SICUREZZA NAZIONALE -«In questo contesto la risoluzione ONU di promuovere un'immediata missione per rispondere all'emergenza in Africa - affermano - è sicuramente positiva. Se il problema non viene trascurato a livello mondiale, non deve assolutamente essere trascurato a livello nazionale, rafforzando controlli sanitari alle nostre frontiere e una maggiore informazione». I senatori Vito Crimi e Bruno Marton e il deputato Angelo Tofalo sottolineano come «i fronti aperti per l'intelligence sono molteplici, ma è doveroso, come per la crisi degli ostaggi, non rilasciare sempre e comunque dichiarazioni che hanno come conseguenza di creare allarmismo e rendere più difficile il lavoro di chi opera sul campo. Rimaniamo in attesa di avere aggiornamenti da parte di Renzi nella sua audizione di fine mese, sperando che non ripeta lo spettacolo penoso di Alfano con la lettura di carte preparate da altri, ma indichi un vero piano per la Sicurezza Nazionale».

L'ULTIMO VIDEO DELL'ISIS E LA MINACCIA DELL'EBOLA - Le dichiarazioni degli esponenti del M5S arrivano a pochi giorni dalla diffusione sul web dell'ultimo video dell'organizzazione terroristica. E' del 18 settembre, infatti, il messaggio lanciato dall'Isis attraverso le parole di John Cantlie, ostaggio dello Stato islamico dal 2012. Questi nel video - intitolato "Prestatemi ascolto" - indossa l'ormai nota tuta arancione, ma stavolta non è accompagnato dal boia come nei video dei suoi colleghi trucidamente decapitati. Il freelance inglese lancia un appello affinché si parli dello Isis «senza fare disinformazione». Allude, poi, a messaggi futuri: «Vi dirò cosa muove l'Isis veramente e vi spiegherò perché altri ostaggi europei sono stati liberati. I loro governi hanno deciso di trattare, mentre USA e Gran Bretagna li lasciano a loro stessi». Resta, però, da verificare l'autenticità del video. Intanto Site, il sito che si occupa del monitoraggio dell'integralismo islamico sul web, annuncia di aver intercettato discussioni online tra affiliati dell'Isis che starebbero pensando all'ipotesi di utilizzare il virus ebola come arma nei confronti degli Stati Uniti e dei Paesi che oggi si schierano contro lo Stato islamico.