31 marzo 2020
Aggiornato 09:30
Procreazione assistita

Roccella: «Disciplinare l'eterologa»

Lo afferma in una nota Eugenia Roccella, parlamentare Ncd e Vicepresidente della commissione Affari sociali della Camera: «Se c'è accordo maggioranza possibile in tempi molto stretti».

ROMA - «Le ordinanze di Bologna, oltre a segnalare un incongruo attivismo della magistratura su temi che toccano la salute degli italiani, come per il caso Stamina, non aggiungono nulla di nuovo a quello che già si sa». Lo afferma in una nota Eugenia Roccella, parlamentare Ncd e Vicepresidente della commissione Affari sociali della Camera. «Si sa infatti, dalla sentenza della Corte Costituzionale, che l'eterologa è legale e che non ci sono sanzioni. Ma si sa anche, come ha detto autorevolmente il Prof. Lorenzo D'Avack, che chi la praticasse farebbe bene a munirsi di una batteria di avvocati per affrontare gli inevitabili contenziosi che si aprirebbero».

«Serve una legge non per 'ammettere' l'eterologa, - prosegue Rocella - ma per disciplinarla e consentire che si faccia secondo regole omogenee di piena sicurezza per le coppie che vi accedono. Contrariamente a quanto ha detto il Tribunale di Bologna, le autorizzazioni della regione per l'eterologa sono necessarie, per centri pubblici e privati, non per la fecondazione in sé, ma per le procedure sanitarie di selezione del donatore».

Dopo aver affermato che eventuali linee guida non sono sufficienti, «con il decreto Lorenzin - conclude Roccella - l'eterologa sarebbe già nei LEA e praticabile nei centri pubblici e privati. Credo però che il Parlamento, se c'è la volontà politica possa benissimo, grazie a un accordo di maggioranza, licenziare una legge in tempi molto stretti. Basta impegnarsi a farlo».

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