23 ottobre 2019
Aggiornato 15:00
Centrodestra | Forza Italia

Berlusconi assolto, centrodestra diviso

La «commozione» di Silvio Berlusconi, le lacrime di Francesca Pascale. Ma anche le dichiarazioni di gioia di tutto il centrodestra e di tutta Forza Italia. La sentenza di assoluzione in appello per il leader forzista sortisce un evidente effetto politico: l'ex Cavaliere torna in sella, sgombra dal suo orizzonte la nube pesante della condanna, e - per usare le espressioni di moltissimi esponenti fo

ROMA - La «commozione» di Silvio Berlusconi, le lacrime di Francesca Pascale. Ma anche le dichiarazioni di gioia di tutto il centrodestra e di tutta Forza Italia. La sentenza di assoluzione in appello per il leader forzista, oltre alle emozioni private, sortisce un evidente effetto politico: l'ex Cavaliere torna in sella, sgombra dal suo orizzonte la nube pesante della condanna, e - per usare le espressioni di moltissimi esponenti forzisti - «si conferma leader del centrodestra». Certo, resta la «amarezza» per il «danno subito», ovvero la caduta dell'ultimo esecutivo Berlusconi, imputata proprio agli effetti del caso Ruby. Danno impossibile da cancellare, per i forzisti, ma «come minimo risarcimento, la grazia subito per Silvio Berlusconi, se esiste un po' di decenza», chiede subito Renato Brunetta.

Ma intanto Berlusconi può riaffermare la sua leadership, e lo fa per subito confermare l'intenzione di proseguire sulle riforme: «Da oggi possiamo andare avanti con più serenità. Il percorso politico di Forza Italia non cambia. Credo che questo sia nell'interesse dell'Italia, della democrazia, della libertà», scrive nella nota diffusa a poche ore dall'assoluzione. Sul fronte interno a Fi, se fosse vera la lettura di chi - tra i falchi - vedeva nelle posizioni dei frondisti e soprattutto in quelle di Raffaele Fitto la tentazione di voler sfruttare una possibile condanna, è evidente che l'assoluzione non potrà che ricompattare il partito sotto la leadership indiscutibile di Berlusconi. Si vedrà la prossima settimana in Aula se questo produrrà effetti concreti anche sui tanti emendamenti presentati alla riforma costituzionale.

Sul fronte più ampio del centrodestra, tutti - da Fi a Ncd a Fratelli d'Italia - rilanciano la prospettiva dell'unità. Ma le sfumature sono diverse. A cominciare dalla nota di Berlusconi, con la quale l'ex Cavaliere ringrazia «i tanti, tantissimi amici, collaboratori, sostenitori, e soprattutto i milioni di italiani che hanno continuato a credere nelle nostre battaglie politiche e a starmi vicino nonostante tutti i tentativi di infangare il mio nome e la mia onorabilità. E' grazie a loro che ho potuto resistere, sul piano umano e sul piano politico». Grazie a chi è rimasto, dunque, non a chi è andato via. Concetto che Maurizio Gasparri rende brutalmente: «Noto con piacere la soddisfazione manifestata dai tanti che si erano allontanati da Berlusconi, certi di un suo infausto destino giudiziario. Molti dovrebbero fare pubblica contrizione, una riflessione in ginocchio sui sassolini farebbe bene».

Lettura totalmente opposta quella di un diretto interessato, Angelino Alfano, che invece coglie spunto per attaccare i falchi forzisti: «E' grande il rammarico per i drammatici errori politici compiuti nello scorso autunno quando, dando per scontata anche la condanna nel processo Ruby, alcuni esponenti estremisti presero la guida materiale del Pdl e lo portarono su una strada suicida sui temi delle riforme istituzionali, della giustizia e della contrapposizione al Capo dello Stato». Linea «oggi smentita», confermando «la enormità di quell'errore che ha condizionato il corso delle vicende politiche italiane e della storia del centrodestra, oltre ad avere arrecato enormi danni al presidente Berlusconi». Insomma, come declinare la possibilità unità del centrodestra, la «fase nuova» di cui parlano in molti, è oggetto di interpretazioni opposte. Chissà se una unità del centrodestra si potrà ritrovare sul tema della riforma della giustizia: per tutti un intervento è ormai improcrastinabile.