24 giugno 2021
Aggiornato 15:00
Forza Italia

Berlusconi, niente dibattito e neanche un voto

La linea di Forza Italia sulle riforme è quella tracciata da tempo, a gennaio, quando fu siglato il patto del Nazareno che ora va rispettato. E per chi non si adeguerà al momento del voto, la porta è quella... Anzi: ricordatevi che mi avete firmato le vostre dimissioni in bianco. Silvio Berlusconi va giù duro con i frondisti interni. Ma i malpancisti non mollano e Fitto fa sapere: non è finita qui

ROMA - Niente dibattito, e neanche un voto. La linea di Forza Italia sulle riforme è quella tracciata da tempo, a gennaio, quando fu siglato il patto del Nazareno che ora va rispettato. E per chi non si adeguerà al momento del voto, la porta è quella... Anzi: ricordatevi che mi avete firmato le vostre dimissioni in bianco. Silvio Berlusconi va giù duro con i frondisti interni: nella riunione dei gruppi parlamentari, convocata di malavoglia, non lascia neanche spazio agli interventi in dissenso. E a chi prova ad avvicinarlo al termine della riunione per esprimere i propri dubbi (Vincenzo D'Anna e Daniele Capezzone) riserva parole di fuoco che - edulcorate - suonano più o meno così: potete anche andarvene con Alfano.

Il ragionamento politico dietro la determinazione di Berlusconi del resto è semplice: al rispetto del Patto firmato con Matteo Renzi non c'è alternativa. Perchè il leader Pd, dopo le Europee - spiega Berlusconi - ha ormai i voti per approvare da solo le riforme anche in Senato. Di conseguenza, sfilarsi avrebbe un solo effetto: Renderci ininfluenti. Al contrario - prova l'ex Cavaliere a rassicurare i malpancisti - stare seduti al tavolo ha prodotto grandi passi avanti rispetto al testo iniziale del governo, grazie all'ottimo lavoro di Paolo Romani. Ovvero il (contestato) capogruppo del Senato che da tempo si spende per l'ok alle riforme.

E per chi non fosse convinto dall'argomentazione politica, Berlusconi la mette anche sul personale: quella di oggi - dice riferendosi all'arringa della difesa nel processo Ruby - è stata una delle mattinate più dure e dolorose della mia vita, contestare la mia linea sulle riforme mi mette in difficoltà in un momento così difficile. E poi, sono vent'anni che vi fidate di me e non vi ho mai delusi: non vi deluderò neanche stavolta.

Se poi non bastasse neanche la mozione degli affetti, ecco che l'ex Cav agita lo spettro dei probi viri. Organismo ancora non indicato nella sua composizione, ma che - assicura - sarà presto operativo. Pronto ad esaminare i deferimenti di chi dovesse non attenersi alle indicazioni della maggioranza al momento del voto, ma anche di chi dovesse continuare ad agitare polemiche interne nei modi e nelle forme che Berlusconi ha deciso di non tollerare più. Un esempio che fanno dal partito ha un nome e cognome: Raffaele Fitto. Legittima la lettera aperta inviata domenica a Silvio Berlusconi, «è un'iniziativa politica civile», meno legittimi gli attacchi a Toti e «le continue controdichiarazioni». Insomma, è il messaggio di Berlusconi, i panni sporchi non si lavano in piazza, non si può esporre il partito al pubblico ludibrio.

E il dissenso delle settimane scorse? Brunetta aveva già fatto sapere che al di là dei distinguo al momento del voto si sarebbe adeguato. E comunque Berlusconi gli affida un compito preciso: il professor Brunetta ha il mandato pieno per condurre un'opposizione seria e dura al governo sui temi economici. Alcuni senatori hanno già fatto sapere che invece non molleranno: D'Anna ha dichiarato che non voterà la riforma, mentre Augusto Minzolini ha ribadito la sua contrarietà al Senato non elettivo. C'è poi Raffaele Fitto, oggi assente alla riunione perchè impegnato all'Europarlamento, ovvero colui che cerca un nuovo assetto per Fi. E anche lui fa sapere che non arretrerà di un centimetro, anzi. Non è finita qui, fa sapere, domani sarò di nuovo a Roma: siamo solo all'inizio.