2 giugno 2020
Aggiornato 14:30
Movimento 5 stelle

Grillo dà la colpa a Silvio per la sconfitta alle Europee

«Il comportamento di Berlusconi (sì esiste ancora...) durante la campagna elettorale è, ma solo in apparenza, incomprensibile», scrive il leader M5S. «Invece di attaccare il suo presunto avversario, il Pd, i comunisti che mangiavano i bambini e di riattaccare la nenia del Libro nero del comunismo con centinaia di milioni di morti a causa di un'ideologia malata, ha fatto campagna contro di noi»

ROMA - Beppe Grillo all'attacco di Silvio Berlusconi, accusato di aver fatto campagna elettorale a favore del Partito democratico perché spaventato dalle conseguenze potenziali sulle sue aziende di una vittoria del Movimento 5 stelle. «Il comportamento di Berlusconi (sì esiste ancora...) durante la campagna elettorale è, ma solo in apparenza, incomprensibile», scrive il leader M5S in un post intitolato 'I tormenti del (falso) giovane Berlusconi', pubblicato sul suo blog.

HA ATTACCATO M5S E NON I COMUNISTI - Secondo Grillo «invece di attaccare il suo presunto avversario, il Pd, i comunisti che mangiavano i bambini e di riattaccare la nenia del Libro nero del comunismo con centinaia di milioni di morti a causa di un'ideologia malata, ha fatto campagna contro il M5S. E' come se avesse fatto campagna acquisti per l'Inter. Grillo grazie al potere mediatico di Berlusconi, gentilmente concessogli da D'Alema, Veltroni e Violante, è diventato un babau, un 'assassino', il nuovo Hitler. Il che detto da un pregiudicato amico di mafiosi, il cui partito è stato creato da Dell'Utri condannato a sette anni di carcere farebbe sbellicare dalle risa chiunque».

BOMBARDAMENTO MEDIATICO FA DANNI - «Ma il bombardamento mediatico dell'ometto - osserva il comico genovese - fa comunque danni, spara nel mucchio e qualcosa rimane. Craxi gli disse ai tempi di Tangentopoli: hai dei cannoni, le televisioni, usale! Lui le usò e il Paese in vent'anni è finito nel baratro. Perché il nemico (a parole) si è trasformato in amico? Tutto tranne il M5S? La risposta sono i danèe. Con una vittoria del M5S Berlusconi sarebbe stato rovinato e tra salvare il partito e le sue aziende ha scelto queste ultime. Il M5S avrebbe infatti chiesto l'abolizione della legge Gasparri, la rinegoziazione delle concessioni delle frequenze radiotelevisive nazionali (oggi praticamente regalate), l'introduzione di una legge sul conflitto di interessi e lo sviluppo della banda larga in Italia. Orrore. Per Mediaset sarebbe stata la fine».

M5S NON INCIUCIA - «Woody Allen disse: 'Dio è morto, Marx è morto e anch'io non mi sento molto bene', tradotto 'Mediaset è morta, Mondadori quasi e io passo il tempo all'ospizio tra i miei coetanei e a fare inciuci'. Ora - prosegue Beppe Grillo - i giornali di questo individuo parlano proprio di Incucio tra il M5S e il Pd per una discussione che sarà trasparente e in streaming sulla legge elettorale, lui che inciucia da vent'anni per salvare il suo patrimonio».

L'IMPERO CHE CROLLA - «La sua dimensione politica - dice ancora il leader M5S - è ormai risibile e quella economica molto fragile. Mediaset ha perso 12,5 milioni nel primo trimestre e la pubblicità si sta spostando in Rete. Good bye Publitalia? E Mondadori? Perdita 2013 netta di 185,4 milioni di euro. Bisogna salvare le aziende. Ma come? Leggi contro la rete, leggi 'compensazione' tipo se Google guadagna 100, 20 devono andare a Mediaset, nuove leggi Gasparri e, per fare questo, appoggio incondizionato al governo Renzi. Il tutto prossimamente su questo schermo», conclude Grillo.

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