2 giugno 2020
Aggiornato 14:30
Positivi i test per la Tbc

Paura per gli otto militari dell'operazione Mare Nostrum: risultano positivi i test della Tubercolosi

M5s chiede che sia specificata l'unità sulla quale hanno prestato servizio i militari, e che il Governo chiarisca le azioni che intende intraprendere per tutelare la salute del personale impegnato nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo.

ROMA - Otto militari dell'operazione Mare Nostrum sono risultati positivi al test per la Tbc. Il M5s, pur considerando che la positivitàal test non implica automaticamente che sia stata contratta la malattia, chiede al Governo di «chiarire quali siano le azioni che intende intraprendere per garantire la tutela della salute del personale civile e militare impegnato nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo». E' il contenuto di un'interrogazione presentata ai ministri della Difesa e della Salute, Pinotti e Lorenzin, in cui i deputati stellati chiedono all'esecutivo anche di «specificare l'unità su cui hanno prestato servizio gli otto militari risultati positivi».

«Infine - conclude l'interrogazione - vogliamo sapere se il Governo è al corrente di altri casi di positività alla tubercolosi tra i militari coinvolti in missioni internazionali, specialmente in luoghi dove il focolaio della tbc è ancora latente e non del tutto debellato».

Alle parole del ministro Pinotti si uniscono quelle dell'europarlamentare Simona Bonafè (rappresentante del Pd), che ha sottolineato l'urgenza di un intervento internazionale affinché: 

«Frontex diventi un'operazione del Mediterraneo, finanziata dall'Europa, ed in grado di assorbire i compiti che ha oggi Mare Nostrum. Ha ragione il ministro Pinotti: la presidenza italiana del semestre europeo è un'occasione da non perdere per cambiare le carte in tavola su questo tema». 

Le carte in tavola che devono essere cambiate riguardano la piena presa di responsabilità da parte di tutta l'Europa di fronte alla tragedia dei migranti. L'Italia non può continuare a prendersene carico da sola, e i suoi militari devono essere più tutelati. 

Prosegue infatti la Bonatè: «L'Europa non deve più ignorare il dramma di migliaia di persone che spinte dalla disperazione mettono a rischio la loro vita affrontando traversate su barconi improvvisati. Il bollettino della morte deve finire».

«Molto spesso - ha concluso l'europarlamentare- l'Italia è solo una terra di passaggio e di prima accoglienza, per questo l'Ue deve farsi carico del problema e partecipare con gli Stati più coinvolti a fronteggiare e gestire al meglio questa sfida».

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