14 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Inchiesta Mose

Orsoni spiega le sue ragioni in Consiglio

Dopo aver provveduto, come previsto dalla legge, alla comunicazione della revoca della Giunta e della presentazione delle sue dimissioni a decorrenza dal 13 giugno, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, è intervenuto oggi in sede di Consiglio Comunale riunito a Mestre.

VENEZIA - Dopo aver provveduto, come previsto dalla legge, alla comunicazione della revoca della Giunta e della presentazione delle sue dimissioni a decorrenza dal 13 giugno, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, è intervenuto oggi in sede di Consiglio Comunale riunito a Mestre.

«Credo sia necessario spiegare ancora una volta cosa è accaduto - scrive Orsoni in una lunga nota - per il rispetto dovuto a questa assemblea legittimamente eletta quattro anni fa. Un'assemblea composta da persone che in vario modo si sono impegnate nell'amministrazione della città, in maniera corretta ed onesta. Questo voglio sottolinearlo per ribattere a tante stupidaggini che sono state scritte. A tutti i consiglieri va il mio ringraziamento per quello che è stato fatto nell'interesse di tutta la città. Lo ripeto: con trasparenza e assoluta correttezza. Perché è accaduto questo? Forse lo scopriremo fra un po' di tempo. Io voglio solo ribadire pochissimi punti che credo debbano rimanere nei verbali di questo Consiglio».

«Il primo è che la mia candidatura non è stata da me avanzata in nessuna sede, ma mi è stata richiesta da un insieme di partiti. Non ho mai avuto esperienza di elezioni al punto che al momento della mia candidatura ho chiesto e preteso dai partiti che mi volevano sostenere che dell'organizzazione se ne occupassero i partiti stessi, non avendo, ripeto, nessuna esperienza e nessuna struttura che potesse supportarmi. Mi è stato detto che ci sarebbe stata la necessità di risorse per sostenere la campagna elettorale, e che avrei dovuto nei limiti delle mie conoscenze sollecitare, in maniera legittima, l'apporto di chi poteva sostenere la mia campagna elettorale».

«Mi sono attrezzato - continua Orsoni - anche se la legge non lo richiede in forma specifica, con la nomina di un mandatario che ha tenuto un conto corrente dedicato sul quale sono confluite risorse a mio modo di vedere anche ingenti - quasi 300 mila euro - delle quali mai ho saputo la provenienza fino alla presentazione della resa del conto; mandatario che ha tenuto questo conto in modo assolutamente corretto».

«A seguito delle sollecitazioni che mi venivano da chi si occupava della mia campagna elettorale - ha voluto ribadire il sindaco di Venezia - ho richiesto a vari esponenti del mondo imprenditoriale di sostenermi, come credo sia accaduto in tutte le campagne elettorali di questa città e di tutto il Paese. Fra questi, Mazzacurati da me conosciuto da molto tempo. Fu lui a dirmi che era sua consuetudine interessarsi anche nel passato per sostenere campagne elettorali dei vari candidati, e che si sarebbe volentieri interessato a parlarne ai suoi amici imprenditori. Penso che proprio a seguito di questo, si sia interessato con le imprese che fanno parte anche del Consorzio Venezia Nuova, ma mai ho chiesto al Consorzio di farmi dei versamenti.

«Così come mai ho ricevuto da Mazzacurati alcun versamento nelle mie mani. Questo è quanto. Io so che ci sono stati molti eventi nella mia campagna elettorale: non ho mai saputo come fossero stati organizzati, specificamente da chi, e non ho mai saputo neanche come fossero stati pagati. È evidente che sono stati organizzati dai vari partiti che mi hanno sostenuto, io ho sempre ritenuto e continuo a ritenerlo, in maniera assolutamente lecita. Il resto sono romanzi. Illazioni e romanzi. Che derivano da dichiarazioni di persone che evidentemente avevano qualche interesse a farle.

«Non dico altro, né delle vicende giudiziarie, né del cosiddetto patteggiamento che mi è stato attribuito, il quale, voglio sottolineare in questa sede, non è stato concluso, quindi non vi è alcun patteggiamento attualmente, ma è soltanto stata fatta una richiesta che ha avviato un procedimento che avrà il suo corso.

«Chiudo facendovi una precisazione: nei giornali sono state dette tante cose, in gran parte sbagliate, molte calunniose per le quali ci saranno poi delle conseguenze; tanti romanzi, nella direzione di volermi screditare. Vi voglio dire con assoluta chiarezza, anche per evitare equivoci, anche questi alimentati dalla stampa - ha concluso Orsoni smentendo quanto circolato ieri - che non ho nessuna intenzione di ricandidarmi né con i partiti né senza partiti».