21 novembre 2019
Aggiornato 15:00
Corruzione

Cicchitto: «Forte perplessità per arresti spettacolari ma anche forzati»

L'esponente del Ncd: «Ci riferiamo a quello di Paolo Romano a 3 giorni dalle elezioni per una presunta tentata concussione non riuscita e anche a quello riguardante Scajola e la Rizzo e per quello che riguarda Orsoni il sindaco di Venezia non a caso oggi rientrato con una formula assai bizzarra».

ROMA - «Espressa una profonda contrapposizione sia nei confronti dei protagonisti milanesi della corruzione privatizzata e parcellizzata messa in atto dal alcuni topi nel formaggio collocati in partiti, imprese, vertici di aziende comunali e ribadita la più netta condanna della corruzione sistemica emersa invece a Venezia ad opera di correnti di partito di una impresa e addirittura da autorità di controllo, non possiamo però fare a meno di esprimere una forte perplessità per una serie di arresti certamente spettacolari ma anche forzati». Lo afferma in una nota Fabrizio Cicchitto di Ncd.

ROMANO SCAJOLA E RIZZO - «Ci riferiamo a quello di Paolo Romano a 3 giorni dalle elezioni per una presunta tentata concussione non riuscita e anche a quello riguardante Scajola e la Rizzo e per quello che riguarda Orsoni il sindaco di Venezia non a caso oggi rientrato - osserva - con una formula assai bizzarra. Diamo per buono in altri casi il criterio della possibilità dell'inquinamento delle prove ma nei casi sopra indicati nominativamente non capiamo da quali criteri oggettivi derivino arresti che sembrano rispondere o in un caso alla scelta di colpire una forza politica alla vigilia delle elezioni o in un altro caso per bilanciare politicamente provvedimenti di custodia cautelare presi in altra direzione».

STATO DIRITTO IN CONDIZIONI DISPERATE - «In ogni caso è indispensabile che né la spettacolarizzazione delle vicende né le sentenze anticipate attraverso l'uso della custodia cautelare siano date per buone e per scontate è che venga meno quello spirito critico che è condizione essenziale per difendere lo stato di diritto che in Italia da tempo - conclude Cicchitto - è ridotto in condizioni disperate».