20 luglio 2019
Aggiornato 02:31
Politica e giustizia

Orsoni si dimette da sindaco di Venezia

Il primo cittadino ha lasciato dopo essere stato arrestato per l'inchiesta Mose. «Con grande amarezza concludo questo mio mandato - ha aggiunto - certo di avere sempre operato nell'interesse della città, dei suoi cittadini e delle sue cittadine. Ho deciso di farlo per marcare la mia estraneità dal mondo della politica»

VENEZIA - Appena dopo essere tornato in libertà, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, si è dimesso: «Ho rassegnato le mie dimissioni», annuncia durante una conferenza stampa. «Con grande amarezza concludo questo mio mandato - ha aggiunto - certo di avere sempre operato nell'interesse della città, dei suoi cittadini e delle sue cittadine».

NON HANNO EFFETTO IMMEDIATO - Coinvolto nell'inchiesta del Mose per finanziamento illecito ai partiti, aveva ricevuto ieri la revoca degli arresti domiciliari. «Le dimissioni - ha chiarito - non hanno effetto immediato, ma potrebbero passare venti giorni perchè siano definitive. La scadenza dei venti giorni potrebbe essere anche minore perchè anticipata dagli eventi», ha concluso Orsoni.

L'HO FATTO PER DISTINGUERMI DA POLITICA - «Ho deciso di rassegnare le mie dimissioni da sindaco di Venezia per marcare la mia estraneità dal mondo della politica, mi sono messo a disposizione del Consiglio per perfezionare gli atti urgenti. Purtroppo ho dovuto constatare le reazioni opportunistiche e ipocrite anche di esponenti che hanno sostenuto la mia giunta, e sono convinto che non ci sono condizioni minime per continuare», ha detto il sindaco dimissionario di Venezia.

REVOCA DELLA GIUNTA - «Un segno - ha aggiunto Orsoni - che si è concretizzato con la revoca della giunta e che non riguarda l'operato degli assessori ma che vuole significare che è venuto meno quel rapporto tra la mia persona e la politica che mi ha sostenuto finora, il mio è un gesto politico. Anche se potrà apparire non coerente revocare una giunta che ha bene operato - ha avvertito Orsoni - che mi ha sostenuto e ha tenuto duro in questi giorni di difficoltà. Il punto è la chiara presa di distanza dalla politica», ha concluso.

MORETTI (PD, SEGNALE DI CHIAREZZA - Il gesto di Orsoni è stato apprezzato da Alessandra Moretti del Pd: «Il passo indietro di Orsoni è un importante segnale di chiarezza e di opportunità politica: bene ha fatto il sindaco a rassegnare le sue dimissioni, è alla città di Venezia che dobbiamo pensare in questo momento». 

AMMINISTRAZIONE RIPRENDA SUBITO«L'amministrazione - aggiunge - deve essere messa subito nelle condizioni di proseguire con efficacia il suo lavoro anche per il recupero di quella grande opera che è il Mose: sarebbe impensabile che una tale struttura, di eccezionale importanza ingegneristica, fosse bloccata quando è giunta all'80% della sua costruzione».

E GALAN CHE FARA'? - «Orsoni ha dato prova di grande responsabilità ma a questo punto - osserva Moretti - mi domando come mai altri che sono coinvolti in questa inchiesta non facciano un passo indietro. Penso prima di tutto a Giancarlo Galan, su cui pendono le accuse maggiori: anche qui l'opportunità politica raccomanderebbe ben altre scelte rispetto a quelle che sta prendendo» conclude.