19 luglio 2019
Aggiornato 21:00
Immigrazione

Alfano: «L'Europa non ci sta aiutando a soccorrere» i migranti

Il ministro dell'Interno: «Non esiste nella storia del mondo che una unione o una confederazione di Stati cancelli le frontiere interne senza difendere quelle esterne disegnandole bene prima non esiste. Vogliamo che l'Ue accetti, non a chiacchiere, che quel mare lì non è italiano ma frontiera europea»

BOLOGNA - «L'Europa non ci sta aiutando a soccorrere» i migranti al largo di Lampedusa provenienti dalla Libia, ha attaccato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

INVIEREMO IN UE CHI HA DIRITTO ASILO - Il leader del Nuovo centrodestra ha chiesto che l'Unione europea «si faccia carico di accogliere i vivi; quelli ai quali l'Italia riconoscerà il diritto di asilo saranno mandati in Europa se ci vogliono andare». Il titolare del Viminale ha continuato: «Ci sono tanti morti vicino alla Libia - ha detto a margine di un comizio elettorale a Bologna - le nostre navi sono lì a recuperare i morti e a soccorrere i vivi. L'Europa non ci sta aiutando a soccorrere queste persone: si faccia carico di accogliere i vivi; quelli ai quali l'Italia riconoscere il diritto di asilo saranno mandati in Europa se ci vogliono andare». Secondo il ministro dell'Interno «l'Italia non può diventare la prigione dei rifugiati politici».

300MILA EURO AL GIORNO PER MARE NOSTRUM - «A quelli che in Italia ogni giorno ci attaccano perché facciamo soccorso ed evitiamo i morti - ha aggiunto - noi chiediamo, di fronte a questi altri morti, di passarsi una mano sulla coscienza. In questo momento vengono accolti oltre 200 naufraghi dai nostri militari. Mentre salviamo vite umane raccogliamo anche i morti. Siamo soli, lì ci siamo noi, c'è il cuore degli italiani, c'è il bilancio degli italiani che impiega 300mila euro al giorno per finanziare il soccorso in mare», ha spiegato Alfano nel suo intervento al comizio.

MEDITERRANEO FRONTIERA EUROPEA - Il ministro dell'Interno ha ricordato l'importanza di ampliare Frontex, l'Agenzia europea delle frontiere, che dovrebbe avere la sede in Italia. «Non esiste nella storia del mondo che una unione o una confederazione di Stati cancelli le frontiere interne senza difendere quelle esterne disegnandole bene prima - ha detto - non esiste. Vogliamo che l'Europa accetti, non a chiacchiere, che quel mare lì non è mare italiano ma frontiera europea».

NON SACRIFICHIAMO VITE PER ELEZIONI - «Quei disgraziati, per sfuggire alla crocifissione in Siria, alle guerre e torture, non lo fanno perché vogliono venire in Italia, ma perché vogliono venire in Europa», ha continuato Alfano. «Non siamo disponibili a sacrificare 20mila vite in mare per lo 0,5 per cento in più alle Europee. Noi nel semestre di presidenza» del Consiglio europeo «ci giocheremo la nostra partita sul tema della frontiera, per affermare le nostre idee» sul tema dell'immigrazione, ha spiegato Alfano. «E' importante che l'Europa sappia che questi migranti non sono economici, vengono per chiedere asilo politico - ha aggiunto - o ci aiuta a presidiare la frontiera o faremo esercitare il loro diritto di asilo e vadano dove vogliono. Sappiamo esattamente quello che dobbiamo fare e la battaglia che dobbiamo portare avanti in Europa - ha proseguito - ma non siamo disponibili a sacrificare 20mila vite in mare per lo 0,5 per cento in più alle europee».

METTERE BANDIERA UE SU MARE NOSTRUM - Alfano ha poi snocciiolato qualche cifra sull'operazione Mare Nostrum: «Abbiamo salvato 20mila» migranti, ha ricordato il ministro dell'Interno nel corso di un'intervista ad Agorà, su Rai 3, rispondendo a una domanda se i 17 morti di ieri sono il fallimento di Mare Nostrum. «L'Europa ha due strade: o viene qui con noi sul Mediterraneo, togliamo la bandiera italiana dall'operazione Mare Nostrum e issiamo la bandiera dell'Europa per dire che quella è la frontiera europea, oppure, se noi ci accolliamo il soccorso in mare, dopo aver riconosciuto lo status di profughi ai migranti, se non vogliono stare in Italia li lasceremo andare via, perché il diritto di asilo è sacro», ha spiegato Alfano.

LE RICHIESTE ITALIANE ALL'UE - Il ministro ha proseguito: «Non consentiremo giochi allo scaricabarile per far sì che il conto lo paghi l'Italia. Ci sono quattro indicazioni precise che noi abbiamo sempre detto in tutti i contesti internazionali e a Bruxelles» e «se dovesse essere necessario sono pronto ad andare anche domani dalla Malmstroem per difendere le ragioni dell'Italia», ha ribadito Alfano, parlando ai microfoni di Effetto giorno su Radio 24. «La prima indicazione - ha spiegato - è quella che l'accoglienza umanitaria va fatta in Africa. E' lì che l'Europa deve andare e specificatamente in Libia. C'è poi il tema del soccorso in mare e questo deve farlo l'Europa con Frontex. La terza richiesta fatta dal governo italiano - ha ricordato - è che Frontex abbia sede in Italia. Infine - ha proseguito il titolare del Viminale - i migranti devono avere la possibilità che asilo politico venga dato loro anche da altri Paesi europei. Se questo viene negato significa che coloro che vengono in Italia e non possono andare via trasformano l'Italia in una 'prigione' per rifugiati».

NON SI GIOCHI A SCARICABARILE - Quindi il ministro ha ricordato: «Noi abbiamo sempre detto queste cose in tutti i contesti e consessi internazionali. A ottobre - ha aggiunto Alfano - abbiamo promosso una task force mediterranea. Non consentiremo a nessuno di giocare a scaricabarile facendo sì che il conto lo paghi l'Italia. Se i singoli Stati e la Commissione giocano a scaricabarile sapremo rappresentare con forza le ragioni dell'Italia».

L'OCCIDENTALE, IMMIGRAZIONE NON E' SOLO NUMERI - I concetti sono stati poi ribaditi su l'Occidentale, giornale online del Ncd: «Ancora una volta c'è voluta la tragica conta dei morti in fondo al Mediterraneo per fermare la cinica contabilità di chi dell'immigrazione vorrebbe fare una questione di numeri: il numero di euro che ci vogliono per mantenere i disperati che sbarcano sulle nostre coste, e il numero di voti che si spera di racimolare speculandoci sopra».

SCIACALLI DA CATTIVA COSCIENZA - «Oggi, ancora una volta - si legge ancora -, la giornata si è aperta con la litania delle polemiche contro il ministro Alfano, contro Mare l'operazione Mare Nostrum, contro il governo. Per concludersi con l'ennesimo rosario di vittime che il nostro Paese in assoluta solitudine si sta facendo carico di recuperare, nel tentativo di trovare vivi da soccorrere e dare ai morti degna sepoltura. Ecco - scrive l'Occidentale -, ancora una volta c'è voluto tutto questo per chiudere la bocca agli sciacalli dalla cattiva coscienza, i quali nelle loro acrimoniose dissertazioni ci spiegano il come e il perché del fallimento delle cosiddette 'primavere arabe' (ma va'?), epperò fingono di non sapere che sul tema dell'asilo indietro non si torna e che l'unica strada percorribile per un Paese civile è quella di imporsi affinché i confini dell'Europa diventino una frontiera condivisa e le istituzioni dell'Unione oltre agli utili comincino un po' a socializzare anche le fatiche, gli oneri e le perdite».

ASSUNZIONE RESPONSABILITA' EU - «Nel frattempo che si fa? In attesa di un'assunzione di responsabilità da parte dell'Europa che non potrà tardare, per noi non vi sono dubbi: si soccorrono i vivi e si seppelliscono i morti. Se qualcuno pensa di raccattare voti lasciando che il mare nostrum diventi un immenso cimitero, non ci interessa neanche che ne risponda di fronte agli elettori, ben più maturi di certi capipopolo. Ci basta sapere - conclude il giornale Ncd - che prima o poi si troverà faccia a faccia con la sua coscienza».