21 ottobre 2019
Aggiornato 22:30
Immigrazione

Doppia tragedia a largo di Lampedusa: decine di morti

Un barcone con circa 400 migranti a bordo è naufragato nel Canale di Sicilia. Circa in 200 sono stati tratti in salvo

ROMA - Due seconda tragedia in 48 ore: un barcone con circa 400 migranti a bordo è naufragato nel Canale di Sicilia, a circa 100 miglia a sud di Lampedusa, in acque libiche. Secondo quanto riferito dalla Guardia Costiera, ci sono molte vittime, mentre circa 200 sono i migranti tratti in salvo. Ma il bilancio dei morti pare destinato ad aumentare: le operazioni di salvataggio, infatti, proseguono senza sosta.

L'11 MAGGIO 40 MORTI - In un primo momento i cadaveri recuperati sarebbero una ventina, ma le operazioni di soccorso non sono terminate. L'imbarcazione si è rovesciata facendo cadere in acqua gli occupanti. Ad intervenire nella zona ci sono le navi della Marina nell'ambito del dispositivo Mare Nostrum, nonché rimorchiatori e mezzi navali cargo. L'11 maggio un'altra imbarcazione carica di migranti è affondata al largo delle coste di Tripoli. Il bilancio delle vittime, secondo quanto ha riferito il governo libico, è di almeno 40 morti.

CRI, BASTA LACRIME E DICHIARAZIONI - Francesco Rocca, presidente nazionale della Croce Rossa Italiana e vice presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha dichiarato: «Questa volta non vogliamo lacrime e dichiarazioni di intenti: l'Unione Europea deve intervenire immediatamente e senza altre perdite di tempo. Dopo la notizia di ieri sulla tragedia del naufragio al largo delle coste libiche, in meno di 24 ore dobbiamo intervenire su un nuovo dramma, un barcone rovesciato con circa 400 migranti a bordo dove sarebbero morte diverse persone. E' chiaro che l'Operazione Mare Nostrum va implementata invece che chiusa e dovrebbe diventare una missione europea. Questi nuovi morti pesano sulle coscienze di tutti, nessuno escluso».

APRIRE CORRIDOIO UMANITARIO - «Con profondo dolore di fronte a questa perdita di vite - ha proseguito Rocca - per l'ennesima volta torniamo a gridare con forza l'urgenza di aprire un corridoio umanitario che da un lato permetta un accesso sicuro dal sud del Mediterraneo in Europa per tutte le persone che scappano dalla guerra e dalla fame, dall'altro che possa combattere nello stesso tempo i mercanti di uomini. E' sempre più urgente quindi un piano di accoglienza a livello europeo: l'Unione Europea non si può più sottrarre alle proprie responsabilità».

UE, DA ITALIA FALSITA' DICA COSA VUOLE - Intanto la Commissione europea è tornata a replicare all'Italia sugli sbarchi di barconi di immigrati e rifugiati, affermando, dopo l'ultima tragedia tra la Libia e Lampedusa, che «è falso» che non siano state messe in campo le misure previste. «Come più volte riconosciuto dalle stesse autorità italiane, la Commissione ha messo in campo tutti gli strumenti a sua disposizione per assistere l'Italia, tra cui aiuti di emergenza per finanziare Mare Nostrum e l'appoggio a due operazioni Frontex», ha detto il portavoce della Commissaria Ue agli Affari interni Cecilia Malmstroem, Michele Cercone. Semmai è l'Italia che «non ha ancora detto concretamente cosa altro voglia dalla Commissione», ha aggiunto il portavoce. E poi c'è una «responsabilità degli altri Stati Ue che non procedono ai ricollocamenti di rifugiati».