25 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
Governo Letta

Letta a tutto spiano: dai giovani al mantra della crescita passando per i forconi

Il Premier: l'Italia «si interessa» dei tanti ragazzi andati via «con un biglietto di sola andata». I dati macroeconomici, i tassi dello spread» dimostrano che bisogna agire «un pezzo per volta e con pazienza. E' necessario mantenere la prudenza del buon padre di famiglia, lo dico a chi vorrebbe invece Babbo Natale». Sulle proteste: «E' un disagio rispetto alle scelte di 4 anni fa»

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NOLA – Il premier Enrico Letta ha assicurato che l'Italia «si interessa» dei tanti giovani andati via «con un biglietto di sola andata» e c'è il tentativo «affinché il loro talento possa essere sviluppato anche nel nostro Paese».
Letta è intervenuto con un videomessaggio alla seconda giornata di «MeeTalents», in corso all'Interporto di Nola con oltre 100 giovani professionisti affermatisi all'estero. Il premier ha, inoltre, sottolineato che la legge «controesodo» ha «funzionato e funziona, anche con la parte relativa all'incentivazione fiscale annessa».

SU DDL STABILITÀ INVERSIONE TENDENZA - Il premier ha spiegato che in questi mesi, «nonostante la situazione di turbolenza politica ed economica che abbiamo vissuto, si sono messe a punto piste di lavoro in particolare la ripresa degli investimenti e lo stop ai tagli nell'istruzione, nella cultura e nel diritto allo studio. Si è ricominciato - ha proseguito - a mettere soldi in questi settori, anche se ancora pochi rispetto a quelli che vorremmo, ma c'è un'inversione di tendenza».

CONTROESODO PER LAVORARE IN ITALIA - Il presidente del Consiglio ha sottolineato che la cultura è stata «rimessa al centro e l'anno prossimo lanceremo il progetto della capitale italiana della cultura. Tante iniziative per far capire che l'Italia non vuole buttare via il petrolio principale che ha, anzi vogliamo investire su questo» Rispetto, poi al piano destinazione Italia, il premier ha concluso: «E' proprio nella filosofia del controesodo, venire in Italia, investire in Italia e fare dell'Italia il luogo dove il proprio talento possa svilupparsi».

DOWNGRADE S&P SU UE NON MERITATO - Letta, nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo a Bruxelles, ha ammonito: il downgrade di Standard & Poor's che ha abbassato il rating dell'Ue da AAA a AA+ è «la dimostrazione che la transizione non è finita, che l'Europa e l'euro sono ancora sotto osservazione». Per il premier si tratta di un «segnale da non sottovalutare» perché questo downgrade «è la dimostrazione che c'è bisogno di molta attenzione, la prudenza è necessaria» per non sciupare «gli obiettivi raggiunti fino ad adesso». Il capo del governo ha continuato: «Non credo che il bilancio Ue meriti il downgrade, bisogna valutare le conseguenze» e quindi «la necessità di risposte che siano all'altezza. Secondo Letta «anche se le cose non erano collegate» certe notizie «arrivano sempre con un tempismo non casuale» ma «oggi le risposte che l'Europa ha dato» con i progressi nell'unione bancaria «sono risposte che vanno nella giusta direzione».

IO PADRE FAMIGLIA, NON BABBO NATALE - Poi il primo ministro ha parlato dell'Italia avvertendo che quello che serve sono «passi determinati uno per volta non 4 a volta» perché se «non si fanno gli scalini uno per volta ma quattro alla volta si cade e ci si rompe la testa. Io ho la responsabilità di un Paese - ha aggiunto - e devo salire i gradini uno per volta, quello è il peso che il Paese può sopportare. I dati macroeconomici e di crescita di questo trimestre e del prossimo, i tassi dello spread» dimostrano che bisogna agire «un pezzo per volta e con pazienza» anche se «non piace» ma è «l'unico metodo per uscire dalla drammatica crisi in cui ci siamo trovati». Letta ha usato una metafora natalizia: «E' necessario mantenere la prudenza del buon padre di famiglia, lo dico a chi vorrebbe invece Babbo Natale».

EVITATA BANCAROTTA DELLO STATO - Letta ha insistito: «La legge di Stabilità non è in rottura con tutti», come a volte sembra leggendo i giornali, «ma vedo che ognuno l'ha caricata di aspettative, e noi - ha detto il premier - non possiamo portare risposte a tutti. Le scelte imprudenti sono un errore, e io mi assumo la responsabilità del padre di famiglia, non mi sento di fare correre al Paese i rischi che ha corso tempo fa, quando si raccontava che tutto era possibile, e non lo era. Bisogna fare passi uno per volta. Ognuno chiede, tutti chiedono, ma la somma di quello che tutti chiedono - ha sottolineato il premier - è la bancarotta dello Stato, e io mi assumo la responsabilità di fare scelte in un momento in cui scaricare le responsabilità è un grande esercizio collettivo, io devo dire a chi chiede se si può o no» rispondere alle sue richieste, e di «evitare la bancarotta».

GIU' SPREAD SU CRESCITA - Intanto, ha proseguito il capo del governo, nella ddl stabilità «le inversioni di tendenza ci sono tutte: la spesa per gli investimenti torna ad aumentare, si riduce la spesa corrente, l'anno prossimo cominceranno a scendere deficit e debito pubblico, e questo trimestre ricomincia a salire la crescita», mentre «diminuiscono i tassi di interesse e lo spread. Anche se sarei felice di stare in un Paese con una crescita al 3 per cento, e senza deficit e debito pubblico - ha osservato il premier -, questo Paese non è l'Italia, non è il Paese in cui ho ricevuto il testimone solo otto mesi fa».

NON STAMPO MONETA - Rispondendo poi alle molte critiche sia da parte dei sindacati che da Confindustria, Letta ha poi aggiunto: «La logica del dialogo sociale non è chiedere e basta, come se io avessi una bancarella o se guidassi un governo che stampa moneta. La legge di stabilità ha un suo equilibrio, che è stato aggiustato e migliorato con gli emendamenti della Camera, e poi passato ancora al vaglio del Senato. Oggi - ha insistito - dà moltissime risposte in direzione di queste inversioni di tendenza, dell'ascolto del disagio, del lenire le condizioni della gente, del ridurre la pressione fiscale, del creare le condizioni per far ripartire la crescita. So che c'è bisogno di fare di più, e lo faremo l'anno prossimo».

GOVERNO DA RISPOSTA A SOFFERENZA - Quindi il premier ha parlato della protesta dei forconi: «Non so se è finto l'allarme forconi. Io sono sempre stato molto attento in questo periodo alle espressioni del disagio, in Italia come in Europa. E' un disagio rispetto alle scelte di questi giorni e settimane? No. E' la conseguenza lunga e in capo sociale e dell'occupazione di ciò che e' avvenuto 2, 3, 4 anni fa. Il disagio deve trovare ascolto e strumenti per lenirlo, ci sono nella legge di stabilità attenzione alla povertà emersa» e a come alleviare le sofferenze di «chi ha perso lavoro, dei non autosufficienti e disabili. Per la prima volta c'è attenzione alla parte del Paese che soffre di più, nonché il tema esodati».

DISAGIO DOVUTO DA ANNI DI AUSTERITÀ - Secondo Letta «a leggere i giornali la scorsa settimana sembrava ci fosse in atto una rivolta, oggi discutiamo se è tutto finito. L'Italia è sempre un paese dalle emozioni forti, non mi faccio legare da questo o altro, non faccio polemiche e lascio da parte la schiuma e vado alla sostanza. Anni di austerità hanno portato un disagio profondissimo e chi governa deve dare attenzione a questo».

ANDRÒ IN SVIZZERA, LÌ TANTI SOLDI ITALIANI - Poi il presidente del Consiglio ha annunciato che a Gennaio andrà in Svizzera «dove c'e' un tesoro di soldi di italiani che devono tornare in Italia per renderli utili per Paese». Letta ha promesso che contro l'evasione fiscale il governo metterà in campo un «provvedimento forte per riportare in Italia capitali illegalmente esportati. Sono convinto - ha aggiunto - che il lavoro che stiamo facendo sia un lavoro di equità in un paese in passato molto poco equo e che ha aiutato i furbi».

CON RENZI INTESA SU COSE CONCRETE - Infine il premier ha sottolineato che «questi primi giorni hanno dimostrato come l'attesa di sfracelli nelle relazioni tra il nuovo segretario del Partito democratico (Pd) e il sottoscritto sia infondata». Per Letta lui e Renzi hanno «un'intesa sulle cose concrete».