14 giugno 2021
Aggiornato 04:30
La riforma deve approdare entro il 31 gennaio

Legge elettorale, accordo alla Camera

L'ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali di Montecitorio ha deciso di accelerare i tempi. Il termine non è tassativo ma indicativo di una volontà di procedere rapidamente. Probabile accordo fra Pd-Fi. Ncd insorge, Formigoni: «Renzi sappia che se fa accordi fuori dalla maggioranza, la maggioranza salta», Cicchitto: «Non sono condivisibili governi a geometria variabile»

ROMA - La riforma della legge elettorale dovrà essere pronta per andare in Aula alla Camera il 31 gennaio. E' la decisione emersa dall'ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali di Montecitorio. Tutti i gruppi hanno accolto la proposta del presidente Francesco Paolo Sisto, ma Nuovo centrodestra (Ncd) ha chiesto di legare il percorso della legge elettorale alle riforme istituzionali.

TERMINE INDICATIVO - Il termine non è tassativo ma indicativo di una volontà di procedere rapidamente. «Abbiamo un mandato cui adempiere - ha spiegato Sisto - dalla Corte costituzionale e dal Paese, dobbiamo dare una indicazione chiara, forte, un lavoro da svolgere rapidamente per non apparire ma essere». Sisto ha dato dieci giorni di tempo alla Commissione, ossia entro il 28 dicembre, per indicare eventuali e «scarse» audizioni sul tema che siano «integrative di quelle già fatte al Senato e che si pensa di svolgere in un'unica giornata». Realisticamente la Commissione riprenderà i lavori dopo la pausa natalizia visto che nelle prossime sedute sarà impegnata sui provvedimenti già in calendario e in scadenza, come il decreto sulle Province.

21 PROPOSTE DIVERSE - Quanto al relatore della riforma, attualmente è il presidente della Commissione, che ha già svolto una relazione sulle 21 proposte presentate, le opinioni non sembrano convergere. Sisto ha spiegato: «Per regolamento il relatore sono io e secondo molti lasciare al presidente questo compito è una garanzia per tutti».

PD, ACCELERARE I TEMPI - Intanto sono in corso prove di dialogo fra Pd e Forza Italia (Fi). «Ci vuole una legge elettorale molto presto. La sentenza della Consulta ci lascia con una legge inutilizzabile. Il Paese è in una condizione delicata, e senza una legge in grado di dare sbocco ad un'eventuale crisi di governo rischia moltissimo. Questo governo, nato rappresentando i 2/3 dell'elettorato, ora ne rappresenta poco più della metà: se non accelera su lavoro e rapporti con l'Europa, e se non fa la legge elettorale presto, non andrà avanti», ha detto Paolo Gentiloni, deputato renziano del Pd, intervenendo questa mattina ad Agorà, su Rai Tre.

SISTO (FI), ACCORDO SU MATTARELLUM - Sisto, intervenuto ad Omnibus su La 7 ha spiegato: «Da parte di Fi c'è disponibilità a trovare un accordo sulla legge elettorale, che parta dal mattarellum: dialoghiamo con chi ci sta, quindi anche con Renzi, mentre il governo continua a fare melina, nell'autoconvincimento psicologico che, finché non si approvano le riforme, la sua durata è giustificata».

SE RENZI DISPONIBILE NOI CI SIAMO - «Quindi, se Renzi si dimostrerà davvero disponibile - ha aggiunto -, noi siamo pronti, con i nostri numeri, a confrontarci sulla riforma elettorale senza, però, prestarci alle tattiche di chi intende mantenere in vita a tutti costi un governo senza numeri, lontano dal Parlamento e dalla gente, che si chiude nella propria roccaforte per non perdere una legittimazione solo formale. È sotto gli occhi di tutti il modo in cui questo esecutivo tenta di intestarsi una leadership che non ha, attraverso una serie di provvedimenti 'ini', come il decreto sull'abolizione del finanziamento ai partiti, che clona quello già approvato alla Camera, tanto per dire 'l'abbiamo fatto noi'».

MIGLIORE (SEL), BENE ACCORDO PD-FI - L'interventismo di Renzi è piaciuto a Gennaro Migliore, capogruppo di Sinistra ecologia e libertà (Sel) alla Camera: «Non si deve fare la legge elettorale contro le opposizioni, bene se Matteo Renzi tratta anche con Silvio Berlusconi e Fi. Molto bene se tratta per il ritorno al mattarellum, che è la proposta che ho sempre presentato e sostenuto, anche per via referendaria con Arturo Parisi». Intervenendo a Citofonare Adinolfi in onda su Radio ies, Migliore ha affermato: «Ha ragione Renzi ad avere fretta, se non si fa a gennaio la riforma elettorale non si fa più. Bene Renzi, mi pare molto dinamico. Io spero che si arrivi al 2015 - ha proseguito - ma bisogna guadagnarselo. Le regole però si fanno tutti insieme. La legge elettorale va fatta entro due-tre mesi, non per andare a votare subito ma per dare una nuova spinta al governo per durare tutto il 2014».

FORMIGONI (NCD), MAGGIORANZA A RISCHIO - Molto critico il Ncd. Il senatore Roberto Formigoni ha avvertito: «Renzi sappia che se fa accordi fuori dalla maggioranza, la maggioranza salta». Formigoni, intervistato da IntelligoNews ha continuato: «Attenzione: facendo saltare il governo, Renzi se ne assume la responsabilità davanti al Paese. Se si tornasse alle urne il 25 maggio - ha detto Formigoni - andremmo a votare ancora con questo sistema istituzionale, perché nessuna riforma istituzionale può essere fatta in questi tempi. Quindi, andremmo a votare ancora senza aver abolito il Senato, senza aver dimezzato il numero dei parlamentari, senza essere intervenuti sulle province. Renzi vuole intestarsi, oltre alle elezioni anticipate, anche questi risultati?».

CICCHITTO, NO A GEOMETRIE VARAIBILI - Il deputato Fabrizio Cicchitto ha insistito: «A proposito della legge elettorale ribadiamo quello che è stato detto non solo da noi ma anche dal Presidente Letta e dal Ministro Franceschini e cioè che sull'argomento la maggioranza politica che sostiene il governo deve definire una posizione e su questa si confronterà con le opposizioni. Non sono invece condivisibili maggioranze a geometria variabile, per cui, a latere di quella di governo, ne esisterebbero altre per ciò che riguarda la legge elettorale. E' evidente che chi vuole mettere in moto una simile giostra vuole buttare tutto per aria».