17 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Campania

Terra dei fuochi, arriva l'esercito e la mappatura delle discariche

Il Cdm ha approvato inoltre delle aggravanti per alcuni illeciti ambientali, attualmente puniti solo con contravvenzioni, compiuti soprattutto da imprese a cui si aggiungerà la possibilità di confiscare gli autocarri e una suddivisione del territorio con le aree contaminate (chiamate no food) sulle quali non si potrà coltivare né produrre

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ROMA - «Con questo decreto potranno arrivare dei risultati che ci consentiranno di cancellare questo nome apparentemente suggestivo di Terra dei fuochi che in realtà evoca una dimensione di una vicenda che questo Paese deve assolutamente superare, è un'onta per tutti quanti», ha annunciato il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi che ha concluso il Consiglio dei ministri (Cdm).

CONTINUO SCAMBIO INFORMAZIONI - «Il decreto - ha detto ancora Orlando - è un provvedimento che ha grande importanza e che affronta una priorità che per il governo è nazionale. L'elemento che lo caratterizza è la ricerca di una fotografia certa della situazione, che è un punto fondamentale perché c'è stato un danno d'immagine indiscriminato su tutta l'area, soprattutto per le produzioni agricole. C'è una norma che prevede il trasferimento delle informazioni acquisite progressivamente dalla magistratura alle amministrazioni competenti: si dice che quando si apre un processo ed emergono fatti di rilevanza ambientale le informazioni vengono trasferite alle amministrazioni che hanno il compito di intervenire e bonificare il danno fatto. C'è bisogno di un flusso constante di informazioni».

MAPPATURA TERRENI - «C'è inoltre una normativa sulla classificazione dei suoli coltivabili, che offre parametri e una procedura per individuare i terreni che sono stati contaminati e non potranno più essere usati per l'attività agricola, distinguendo da quelli che non solo hanno il diritto ma tutte le ragioni per difendere il marchio e il prestigio di produzioni che sono eccellenze nazionali. C'è poi una normativa che riguarda le risorse necessarie per intervenire nelle attività di bonifica: c'è una procedura per uno sblocco delle risorse e l'accelerazione dei fondi già disponibili per far fronte ai diversi danni riscontrati. C'è anche un coordinamento dei dati raccolti negli anni: non abbiamo bisogno di raccogliere altri dati, ma di metterli insieme e costituire un elemento di certezza», ha concluso Orlando.

DE GIROLAMO, NUOVA CAMPANIA - Il decreto sulla Terra dei fuochi, «è un punto di partenza per una nuova Campania, che non gira la testa dall'altra parte ma che scende in piazza per la legalità. Sarà difficile, sarà un lavoro quotidiano», ha commentato il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali Nunzia De Girolamo.

OPERAZIONE SEMPLIFICAZIONE - «Il decreto - ha spiegato - nasce a tutela innanzitutto degli imprenditori agricoli onesti, che sono la maggior parte in Campania e che da troppi anni sono schiacciati tra la camorra e la speculazione dei mercati. Ogni giorno lavoreremo accanto alle forze dell'ordine e alla magistratura per fare in modo che vinca la Campania onesta, la Campania dei cittadini che hanno bisogno di essere tutelati. Ci sarà anche una grande operazione di semplificazione sull'emergenza e sull'accesso alla vicenda», ha concluso De Girolamo.

MILITARI IN CAMPANIA - Quanto ai dettagli, ha spiegato De Girolamo: «Abbiamo deciso di utilizzare i militari sulla Terra dei fuochi: non per militarizzare la Campania, ma per consentire un presidio del territorio importante. Abbiamo tenuto conto nell'inserire l'utilizzo dei militari anche sulle sollecitazioni del Parlamento e della commissione Difesa che hanno chiesto all'unanimità questo provvedimento».

PENE PIÙ SEVERE - Inoltre il Cdm ha approvato delle aggravanti per alcuni illeciti ambientali, attualmente puniti solo con contravvenzioni, compiuti soprattutto da imprese cui si aggiungerà la possibilità di confiscare gli autocarri e una precisa mappatura del territorio con le aree contaminate (chiamate no food) sulle quali non si potrà coltivare né produrre.
Per il ministro dell'Ambiente «oggi si fa un passo significativo e decisivo: si offrono alle forze dell'ordine e alla magistratura degli strumenti più efficaci di contrasto e repressione, con una serie di aggravanti per illeciti attualmente puniti solo con contravvenzioni, che consentono intervento più tempestivo e una repressione più intensa. Non è un'indiscriminata misura di aggravamento delle pene, ma è legata a situazioni di criticità ambientale, al fatto che certi tipi di illeciti sono compiuti nell'ambito di attività d'impresa e al fatto che si realizzino attraverso l'utilizzo dei mezzi d'impresa che saranno sottoposti a confisca, soprattutto gli autoveicoli».
«Il provvedimento - ha invece spiegato il ministro delle Politiche agricole - dà un segnale importante ai mercati, ai cittadini e ai consumatori: c'è infatti la perimetrazione delle aree contaminate e si capirà dove inizia e dove finisce il pericolo, il che è molto importante per dare un segnale positivo all'esterno. Una piccola parte non riuscirà a contaminare l'intero territorio. In tempi brevissimi potremo monitorare ed individuare le zone colpite dal disastro ambientale: con questa grande operazione di verità, prima sulla Terra dei fuochi e poi su tutta la regione, potremo individuare le aree contaminate e su quei terreni non produrre più alimenti. Sarà fatta una lista di campi 'food' e campi 'no food'. L'indagine sarà svolta con accesso diretto ai terreni con il supporto dei corpi di polizia: qualora non fosse consentito l'accesso da parte dei proprietari dei terreni che verranno controllati, quei terreni saranno automaticamente inseriti nella lista nei terreni no food, salvo poi ripristinare la situazione se saranno messe a disposizione le aree per i controlli dovuti. Questo consentirà alla regione Campania di evitare le speculazioni», ha concluso.