17 febbraio 2020
Aggiornato 20:30
«Stop biocidio»

Napoli, in 100mila sotto la pioggia per la bonifica della «Terra dei fuochi»

Oltre due ore di marcia, da piazza Mancini a piazza del Plebiscito, attraversando le principali strade del centro cittadino, per dire «basta» alle terre e ai prodotti avvelenati e sì alle bonifiche del territorio

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NAPOLI - In 100mila - secondo gli organizzatori - hanno preso parte nel pomeriggio, a Napoli, al corteo «Stop biocidio». Oltre due ore di marcia, da piazza Mancini a piazza del Plebiscito, attraversando le principali strade del centro cittadino, per dire «basta» alle terre e ai prodotti avvelenati e sì alle bonifiche del territorio. Nonostante la pioggia, studenti, amministratori, esponenti dei comitati e delle associazioni, oltre a semplici cittadini provenienti da ogni parte della Campania, hanno sfilato urlando slogan, ma anche mostrando foto di persone defunte a causa di tumori e striscioni.

Un fiume umano che, senza problemi di ordine pubblico, ha voluto gridare il proprio dolore per chi non c'è più, ma anche la propria rabbia e la propria disperazione chiedendo che venga tutelato il futuro. Un grido d'allarme soprattutto per quelle popolazioni che vivono nei comuni a cavallo delle province di Napoli e di Caserta, nella ormai tristemente nota Terra dei fuochi, spesso teatro di roghi tossici, ma anche custode di veleni interrati dalla malavita e non solo.

In corteo don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, da anni impegnato per la difesa del proprio territorio, l'artista partenopeo Nino D'Angelo, ma anche il leader della Fiom, Maurizio Landini e il referente di Libera don Tonino Palmese, ma anche lavoratori dell'Ilva di Taranto, i No Tav e i comitati per l'acqua libera dell'Abruzzo. Tra la gente il sindaco partenopeo Luigi de Magistris, in marcia senza la fascia tricolore. In coda al corteo i gonfaloni del Comune di Napoli, di Casoria, Caivano, Frattaminore, Agerola.

Il fiume umano, dopo aver inondato piazze e strade del centro, si è riversato in piazza del Plebiscito, allargandosi fino alla vicina piazza Trieste e Trento. Una folla delle grandi occasioni per dire «Stop al biocidio» in difesa dei propri territori e dei prodotti coltivati in quelle terre. A conclusione dell'imponente corteo, i partecipanti si sono radunati sotto il palco allestito nella piazza più nota di Napoli per ascoltare testimonianze e interventi di chi lotta per la Terra dei fuochi.

A conclusione della manifestazione l'Unipan associazione panificatori della Campania ha fatto sfilare una mega pagnotta lunga 5 metri, distribuendo pane gratis ai manifestanti. «Si continuano a lanciare allarmi da parte dei mass media - ha spiegato il presidente dei panificatori Mimmo Filosa - ma nel concreto ogni giorno assistiamo a nuovi roghi di rifiuti speciali che le forze dell'ordine non riescono ad arginare. Se l'acqua è avvelenata, noi con che cosa dovremmo impastare il pane? Se le Asl e le polizie municipali non fanno i controlli come si potrà avere la certezza della tracciabilità di quello che mangiamo? Lo Stato - ha concluso - è assente da tempo dalla Campania e solo urlando la nostra rabbia in piazza potremo sperare che qualcosa cambi».