31 maggio 2020
Aggiornato 03:30
Iniziativa partita dal web

Terra dei Fuochi, in migliaia a Napoli per dire stop al «biocidio»

In testa al corteo don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano che da anni si batte per chiedere le bonifiche del territorio. «Ora sappiamo quello che, per tanto tempo, è stato taciuto. Ora serve una pagina nuova»

http://www.youtube.com/watch?v=tUNMi-h9TQ8

NAPOLI - Vento e pioggia non hanno fermato il vero e proprio «Fiume in piena» dei cittadini campani che sono scesi in piazza oggi a Napoli contro l'avvelenamento del territorio e per gridare «stop biocidio» principalmente in quella lingua di terra compresa fra le province di Napoli e Caserta divenuta tristemente nota come la Terra dei fuochi. Sono in tantissimi quelli che hanno voluto essere presenti ad una iniziativa che è partita dal web e che dice no ai colori politici e alle casacche di partito.

Il corteo è partito poco prima delle 15 da piazza Mancini, nei pressi della Stazione centrale, e sta adesso snodandosi, lentamente, per le strade principali del centro del capoluogo partenopeo. La manifestazione si concluderà in piazza del Plebiscito dove è previsto anche uno spettacolo musicale. A sfilare cittadini provenienti da ogni parte della Campania, ma anche sindaci, esponenti del mondo delle associazioni, da Legambiente al Wwf. Sostegno anche da parte della Curia di Napoli. Il cardinale Crescenzio Sepe non è presente all'iniziativa, ma ha appoggiato in pieno la causa che ha spinto tanti campani a far sentire la propria voce.

I cittadini chiedono principalmente le bonifiche dei territori in cui si è accertato che, da decenni, si sono seppellite tonnellate di rifiuti soprattutto tossici e pericolosi per la salute. Scarti anche industriali e veleni provenienti anche da aziende. Rifiuti nocivi per la salute che, secondo alcuni, sarebbero anche alla base di numerose patologie oncologiche c he negli ultimi decenni hanno fatto registrare una vera e propria impennata propio nella cosiddetta Terra dei fuochi. E proprio le foto di alcune delle vittime delle malattie tumorali sono state issate a mo di vessillo da chi sta sfilando nelle strade di Napoli. Un monito per non dimenticare chi è morto avvelenato.

In testa al corteo c'è don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano che da anni si batte per chiedere le bonifiche del territorio. «Ora sappiamo quello che, per tanto tempo, è stato taciuto. Ora - ha detto - serve una pagina nuova. In piazza c'è un fiume in piena, colmo di speranza, ma anche di disperazione. Il popolo campano vuole un mondo migliore per i propri figli». Il corteo è scortato da numerose forze dell'ordine, ma al momento non si registrano problemi di ordine pubblico.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal