22 settembre 2020
Aggiornato 15:00
Riforma della legge elettorale

Continua lo scontro nel Pd su Giachetti: i renziani con lui, i lettiani contro

Finocchiaro: «Polemiche che forse servono a fare solo un po' di propaganda», Rossi: «Non abbiamo votato la sua mozione perché avrebbe significato la caduta del governo», i deputati vicini a Renzi: «Governare con Berlusconi e Alfano è più importante che archiviare il porcellum? Ora provino anche a spiegarlo ai nostri elettori»

ROMA – La scelta di Roberto Giachetti del Partito democratico (Pd) di fare un secondo sciopero della fame per sensibilizzare il Parlamento sull'urgenza della modifica della legge elettorale sta continuando ad agitare gli animi fra i Democratici.

FINOCCHIARO, INUTILE PROPAGANDA - Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, ha bollato l'iniziativa di Giachetti come «inutile propaganda»: «Non entro nel merito di polemiche che forse servono a fare solo un po' di propaganda. A me non interessa. Una riforma della legge elettorale che sostituisca il porcellum è una necessità. Da tempo io e il mio partito, il Pd, lavoriamo a questo. E' stato così nella scorsa legislatura e così anche in questa. Tutti sanno che le leggi elettorali non si fanno con mozioni presentate in Parlamento ma con la costruzione di un consenso attorno ad una proposta condivisa che possa essere votata. A questo stiamo lavorando in Senato, in commissione Affari costituzionali, e domani i relatori presenteranno un primo schema, un canovaccio con i punti essenziali su cui si è registrata una convergenza ampia, da cui scaturirà, mi auguro, un testo di legge».

SERVE CONDIVISIONE MASSIMA - Per la Finocchiaro, «agitare bandierine senza misurarsi con la necessità di approvare una legge che sia condivisa il più possibile è un esercizio sterile. Da presidente di commissione, da senatrice e da dirigente politico farò tutto quello che è nelle mie possibilità per arrivare ad un testo di riforma prima che la Consulta si pronunci perché penso che questa sia materia del Parlamento e delle forze politiche. Forse, invece di polemizzare tra di noi e con il presidente del Consiglio sarebbe bene stare uniti ed attaccare chi il porcellum lo vuole mantenere».

RUSSO, SUPERFLUO E CREA CONFUSIONE - Sulla legge elettorale bisogna evitare «facili slogan», ha avvertito il senatore Francesco Russo vicino al premier Erico Letta: «Al collega Giachetti vorrei mandare un invito a non iniziare uno sciopero della fame, che potrebbe creare confusione tra gli elettori o addirittura essere superfluo. E una rassicurazione sul lavoro che, da qualche settimana, si sta svolgendo al Senato: i senatori Pd hanno ben chiaro quanto sia una priorità per i nostri elettori e per il Paese e stanno provando in modo serio e più rapido possibile a trovare una convergenza e una maggioranza su una legge che superi l'attuale porcellum, senza timidezze né ritrosie».

BASTA CAMPAGNA PRE-ELETTORALE - Secondo Russo «sarebbe forse più utile parlare tutti ad una sola voce, per sgombrare da subito il campo da facili slogan o iniziative che rischiano di creare confusione. Gli italiani e lo stesso Giachetti sanno fin troppo bene che al Senato oggi non esiste una maggioranza facile su nessuna legge elettorale. Né Grillo né il Pdl condividono la proposta dei Democratici che, anche se molti sembrano dimenticarlo, esiste e propone il doppio turno alla francese. Ad oggi, poi, non c'è una maggioranza possibile neppure sul ritorno al mattarellum che, ne siamo tutti convinti, sarebbe un primo passo in avanti. È il motivo per cui, va ricordato, non abbiamo votato la mozione Giachetti qualche settimana fa. In quel momento avrebbe significato la caduta del governo e oggi non staremmo a parlare della decadenza di Berlusconi e di una nuova fase della politica italiana. Smettiamola con la propaganda pre-elettorale e lavoriamo ad una soluzione condivisa. Perché il Paese ha bisogno di sostanza».

I RENZIANI CON GIACHETTI - Un gruppo di deputati renziani invece si è schierato con Giachetti. Michele Anzaldi, Lorenza Bonaccorsi, David Ermini e Ernesto Magorno hanno scritto : «Dopo l'ennesimo sacrificio di Roberto Giachetti, che riprende lo sciopero della fame per il cambio della legge elettorale, il Pd si riunisca per pronunciare un no chiaro contro il porcellum e indicare una road map immediata per la modifica. Il ritorno al mattarellum, si sarebbe già potuto fare mesi fa con la mozione Giachetti, ma si è deciso di rimandare».

PD NON FACCIA MELINA - Il Pd hanno proseguito i deputati deve «fugare ogni dubbio che la scelta di portare la riforma al Senato, non sia frutto di un tentativo di melina per allungare i tempi. Tutti sanno, infatti, che al Senato, la maggioranza non è certa. Non si può lasciare il Paese sotto il ricatto della legge Porcata. Tutti conosciamo la determinazione di Giachetti, costretto di nuovo ad una forma estrema di mobilitazione. Il Pd non lasci cadere questa azione come già successo in precedenza. Alle parole, ora seguano i fatti».

STARE CON ALFANO PIU' IMPORTANTE DI PORCELLUM? - Sarebbe «grave» se pur di non mettere in difficoltà il governo si accettasse di tenere la legge elettorale attuale hanno concluso i Democratici vicini al sindaco di Firenze, replicando al leattiano Russo: «Russo spiega che a maggio la sua mozione pro mattarellum fu bocciata dalla dirigenza del gruppo Pd perché altrimenti sarebbe caduto il governo. Quindi governare con Berlusconi e Alfano è più importante che archiviare il porcellum? Se nel Pd qualcuno la pensa così, allora tutto appare più chiaro. Ora provino anche a spiegarlo ai nostri elettori, se ci riescono. Il governo Letta-Alfano val bene un porcellum? Le dichiarazioni del collega Russo sono sorprendenti e se confermate sarebbero gravi. Sarebbe opportuna una smentita».