24 giugno 2024
Aggiornato 15:30
Partito Democratico

«Berlusconi perde politicamente. Perde nel Paese. E' il giorno della verità, la fine di un 20ennio»

Il segretario del Pd Guglielmo Epifani: «Letta ha respinto le dimissioni dei ministri. Enrico mi ha detto che il suo sarà un discorso molto fermo, senza sconti, netto e approfondito. Se finisce come ci auguriamo non avremo un governicchio, ma un esecutivo stabile che serve all'Italia»

ROMA - A termine della riunione con in propri eletti in Parlamento, sono stati resi noti ragionamenti del segretario del Partito democratico (Pd), Guglielmo Epifani, che ha descritto la posizione del Popolo della libertà( Pdl), come una sconfitta politica per Silvio Berlusconi: «Berlusconi perde politicamente. Perde nel Paese, perché tutti dicono no a questa crisi: le associazioni di impresa, l'opinione pubblica, la chiesa, i direttori dei giornali».

IL GIORNO DELLA VERITA', FINE DI 20ENNIO - Quanto al chiarimento in Parlamento, Epifani ha spiegato: «Letta con un atto politicamente forte ha respinto le dimissioni dei ministri e domani (il 2 ottobre, ndr) arriverà il giorno della verità. Enrico mi ha detto che il suo sarà un discorso molto fermo, senza sconti, netto e approfondito. E' il giorno della verità, la fine di un ventennio. Abbiamo visto giusto, e ha visto giusto anche Enrico».

QUALCUNO IN PDL VOTERA' FIDUCIA LETTA - Il segretario Democratico ha spiegato che «anteporre il destino di uno al destino di tutti urta il senso civile dell'opinione pubblica. La nostra fermezza ha favorito la divisone del Pdl. Una parte sicuramente voterà la fiducia. Dobbiamo dire con chiarezza che abbiamo fatto bene a portare la questione in Parlamento. Proprio perché era nata come una pagliacciata dovevamo essere fermi e seri».

BERLUSCONI PERDE ANCHE FUORI ITALIA - Del resto, ha aggiunto l'ex sindacalista, «gli attestati europei ed internazionali che arrivano a Letta - da Obama al presidente francese, alla cancelliera tedesca - dicono che Berlusconi perde anche fuori dall'Italia. Sta cercando la crisi nell'illusione di evitare la decadenza da senatore, ma sta sbagliando tempi e modi. Il Pd ha fatto bene a tenere il punto, perché ci sono posizioni non negoziabili».

NESSUN GOVERNICCHIO - Se le cose vanno come il Pd spera, sarà anche merito dell'unità mostrata dal partito in questa fase, ha aggiunto Epifani: «Se finisce come ci auguriamo lo dobbiamo anche e soprattutto alla nostra unità. E se finisce come ci auguriamo non avremo un governicchio, ma il governo stabile che serve all'Italia».

FRANCESCHINI, RISPETTO REGOLE IRRINUNCIABILE - Prima del segretario ha illustrato la situazione del governo Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento: «Il governo, che è formalmente nella pienezza dei suoi poteri, porrà comunque la questione di fiducia in modo che ogni scelta avvenga in Parlamento, alla luce del sole, senza ambiguità e ipocrisie e senza alcuna trattative. Sopratutto sul principio, che il presidente del Consiglio ribadirà, di netta e totale separazione tra le vicende di governo e le procedure in corso nella giunta delle autorizzazioni del Senato, nell'irrinunciabile rispetto delle regole di uno stato di diritto», ha concluso Franceschini.

SPERANZA, NO A SALVATAGGI - Roberto Speranza che ha riunito l'ufficio di presidenza del gruppo Pd alla Camera ha spiegato: «L'Italia vive uno dei momenti più difficili della sua storia recente. La crisi ha colpito più da noi che altrove e in molte, troppe famiglie non si sa più dove sbattere la testa. La disoccupazione giovanile è balzata oltre il 40 per cento e le imprese si trovano in una situazione davvero drammatica. In questo scenario senza precedenti, Berlusconi, nel tentativo disperato di salvare se stesso, ha deciso di provocare una crisi politica che colpisce al cuore l'Italia. A tutto questo diciamo no, un no alto e convinto. Ho riscontrato un fortissimo consenso su queste mie riflessioni».

AVANTI RISANAMENTO CON LETTA - L'Italia ha proseguito Speranza ha bisogno «ora più che mai di un governo forte e autorevole che affronti i grandi problemi economici e sociali, che dia risposte quotidiane a tutti coloro che non ce la fanno ad andare avanti. Per questo dobbiamo agire affinché Enrico Letta continui il suo lavoro al servizio del Paese, accogliendo tutte le sollecitazioni che provengono dalle forze sociali, economiche e produttive. Oggi non ci sono più scorciatoie. L'Italia ha bisogno di un governo solido e stabile che rilanci quell'azione di risanamento e di rinascita che Letta ha intrapreso solo cinque mesi fa».

RENZI, TIFO PER GOVERNO SOLIDO, RESTO SON CHIACCHIERE - Matteo Renzi ha chiesto un governo «solido» e capace di fare «il bene del paese». Il sindaco di Firenze ha scritto sul suo profilo Facebook: «Sono usciti i dati sulla disoccupazione in Italia. Siamo al 12,2 per cento, il livello più alto dal 1977. I giovani senza lavoro hanno superato il 40 per cento. E la politica come reagisce? Niente, imbambolata sulle vicende che tengono l'Italia bloccata da vent'anni. Ho detto oggi al premier Letta che da sindaco, da militante democratico ma soprattutto da cittadino spero che prevalga l'interesse del Paese. E continuo a fare il tifo per un governo solido che faccia bene per le famiglie, per le imprese, per l'Italia. Tutto il resto lo lascio ai professionisti della chiacchiera...».