24 ottobre 2020
Aggiornato 20:30
Tenuta del Governo

Scelta civica a Letta, serve un nuovo contratto di maggioranza

Il presidente dei senatori di Sc: «Una maggioranza di questo tipo non sta in piedi. Questo balletto di una settimana per un miliardo di Iva non può essere capito né tollerato»

ROMA - Da Scelta civica (Sc) hanno chiesto al governo di Enrico Letta di siglare un «nuovo contratto» di maggioranza, perché è evidente che un esecutivo di questo tipo «non sta in piedi».

ITALIANI NON TOLLERANO BALLETTI SU IVA - Gianluca Susta, presidente dei senatori di Sc ha dichiarato: «Abbiamo chiesto che la cabina di regia di Palazzo Chigi diventasse il luogo dove scrivere insieme la legge di stabilità, il programma per il semestre europeo e anche i dettagli dell'Imu e della riduzione del costo del lavoro. Senza dettagliare un nuovo 'contratto' è evidente che una maggioranza di questo tipo non sta in piedi. Questo balletto di una settimana per un miliardo di Iva non può essere capito né tollerato da un italiano medio che segue l'attualità politica mentre lotta per arrivare dignitosamente alla fine del mese».

1 MILIARDO SU 800 LO SI TROVA - Comunque Sc si è detta disponibile a trovare le risorse per rinviare l'aumento dell'imposta ordinaria al 22 per cento dal primo ottobre: «Dobbiamo fare in modo di trovare i soldi per coprire il rinvio dell'Iva» ha chiarito Susta, che ha aggiunto: «È impossibile non trovare un miliardo su 800 miliardi di spesa pubblica. Dentro a una miriade di voci di spesa improduttiva bisogna individuare i fondi da destinare al rilancio dei consumi e alla crescita».

BASTA POLITICA DI RINVII - Susta ha proseguito, dicendo che la provocazione lanciata da Luca di Montezemolo sul Corriere della Sera va raccolta: «Il nostro Paese ha bisogno urgentemente di un rilancio dell'azione di governo che consenta alla nostra economia di ripartire. Non ci possiamo più permettere una politica fatta da piccoli aggiustamenti e da continui rinvii».

SERVE SHOCK DI COMPETITIVITÀ - Per il capogruppo è necessario che il sistema Paese sia sottoposto, come dice Montezemolo ha ribadito Susta, «a uno shock di competitività, che parta da una vera riqualificazione della spesa pubblica e che porti a una diminuzione delle tasse su imprese e lavoro del settore manifatturiero. Solo con questi interventi potremo imboccare l'unica strada che consentirà all'Europa e quindi anche a noi di continuare ad avere il ruolo che merita nel contesto internazionale».