24 ottobre 2020
Aggiornato 05:30
Governo Letta

Gasparri a Saccomanni: «Non ti trattiene nessuno»

Nel PDL in tanti sottolineano la debolezza dell'Esecutivo, ma invitano anche ad andare avanti per senso di responsabilità. Cicchitto: «Chiunque staccherà la spina Letta pagherà un prezzo altissimo, perché ci sarà il crollo delle Borse e l'aumento dello spread»

ROMA - Dopo gli inviti alla serenità rivolti dal Quirinale alle forze politiche, nel Popolo della libertà (Pdl) c'è chi ha preso di mira il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, che nei giorni scorsi ha minacciato le dimissioni per le troppe pressioni sul suo dicastero in materia di Imu e Iva. Altri però hanno sottolineato il senso di responsabilità del Pdl.

GASPARRI, CHE CI SIA O MENO SACCOMANNI CAMBIA POCO - «Il ministro Saccomanni non rappresenta partiti, per cui ci sia o non ci sia cambia ben poco», ha commentato a Prima di tutto, su Radio 1, il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, secondo cui: «Saccomanni ha accettato di far parte di un governo guidato da Enrico Letta, che tra i suoi impegni programmatici ha messo quello di una rivisitazione dell'imposizione sulla casa, con l'obiettivo di tutelare la prima abitazione. E si è impegnato a non aumentare l'Iva; peraltro, bisogna ricordare a Saccomanni che l'aumento dell'Iva precedentemente introdotto, ha fatto diminuire, nei primi mesi del 2013, gli introiti dello Stato, non li ha fatti aumentare: più cresce la tassazione, meno crescono i consumi, c'è più recessione e lo Stato incassa di meno».

CERCHI NELLE PROPOSTE DI BRUNETTA - Gasparri ha proseguito dando parzialmente ragione al ministro dell'Economia: «Sia chiaro, ha ragione Saccomanni a dire che servono equilibri, ma noi abbiamo indicato delle coperture, benché il mancato aumento dell'Iva ha in sé la copertura, giacché l'aumento genera recessione. Noi abbiamo indicato 10 miliardi e mezzo di possibili coperture, all'interno delle quali scegliere: se non si operasse in questa direzione, sarebbe Saccomanni che si mette contro le politiche del governo che sono state discusse in Parlamento, che sono state rappresentate da Letta e che lo stessa Letta intende attuare».

IVA NON AUMENTA, GOVERNO NON CADE - Comunque il vicepresidente del Senato ha rassicurato: «Non ci sarà nessuna 'spina da staccare' al governo perché sicuramente l'aumento dell'Iva non si farà. Letta è persona responsabile, equilibrata , saggia e ha interesse a portare l'Italia fuori dalle secche e quindi non potrà che fare questa scelta insieme a tutta la maggioranza, e l'aumento dell'Iva, coi suoi mancati introiti per lo Stato, rappresenterebbe una manovra suicida. D'altronde anche Epifani aprendo l'assemblea del Pd, tra una questione regolamentare e l'altra, ha detto chiaramente che l'Iva non va aumentata».

BONDI, TUTTI VOGLIONO SCENDERE DA NAVE GOVERNO - «Questo governo è ormai simile ad una nave su cui nessuno voleva salire, sulla quale tutti litigano dentro e fra i partiti, e da cui tutti vogliono scendere al più presto», ha affermato in una nota il senatore Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, secondo cui «solo l'ipocrisia e la furbizia della politica italiana, che consiste nel gioco del cerino acceso, impedisce di riconoscere questa realtà».
«Nei panni del presidente della Repubblica - ha aggiunto Bondi - non ignorerei questa situazione di fatto, che è destinata a peggiorare di giorno in giorno e a condurre in breve alla paralisi dell'azione del governo, già oggi debolissima e contraddittoria e senza slancio e coesione politica».

CICCHITTO, NOI NON STACCHIAMO SPINA - Molto meno possibilista sul voto Fabrizio Cicchitto, che in una nota ha scritto: «Dimentichiamoci di andare al voto subito, perché con questo sistema elettorale Napolitano non ce lo permetterà mai. Dovremo comunque fare una riforma. Berlusconi e con lui il Pdl - ha osservato in un'intervista al quotidiano Il Tempo - da una parte ha scelto la strada della denuncia dell'uso politico della giustizia, dall'altra quella di evitare la rivalsa e di staccare la spina all'esecutivo. E questo ha fatto saltare i nervi al Partito democratico (Pd)».

PD CONTRO GOVERNO - Nel Pd, secondo Cicchitto, «ci sono non una ma ben due componenti contro questo esecutivo. C'è Renzi che vorrebbe andare alle elezioni in tempi brevi per non farsi logorare, e poi c'è, con Fassina, il riemergere del bersanismo del Pd, una reazione di rigetto rispetto alla convivenza con il Pdl. Così tutte le occasioni sono buone per chiudere l'esperienza di governo».

QUALCUNO SPERAVA CI SALTASSERO NERVI - Il deputato ha commentato le parole di Fassina, che: «Hanno comunque messo in evidenza il problema del Pd: una parte cospicua di loro sperava che al Pdl saltassero i nervi. E visto che non ci sono riusciti sono andati loro fuori di testa. Io però vorrei ricordar loro che chiunque staccherà la spina a questo governo pagherà un prezzo altissimo, perché ci sarà il crollo delle Borse e l'aumento dello spread. Anche noi vogliamo evitare una fine anticipata del governo Letta. Uno fra i miei colleghi diciamo più 'esigenti' sul piano programmatico come Renato Brunetta ha ribadito la volontà di tenere in piedi l'esecutivo».