12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Fisco | Aumento IVA

Baretta, «al 50% non aumenta Iva». Brunetta conciliante: «Al Governo tutta la disponibilità del Pdl»

Il sottosegretario all'economia: «Stiamo cercando fino all'ultimo minuto di dare un risposta. Oltre all'imposta c'è l'Imu e le missioni all'estero». Fassina (Pd): «Basta eliminare l'Imu al 90% di italiani». Confindustria: «finiamola con la campagna elettorale»

ROMA - Non tutto è perduto sull'aumento dell'Iva, esiste ancora un 50 per cento di possibilità di evitare lo scatto il 1 ottobre (dal 21 al 22%). Lo ha annunciato il sottosegretario all'Economia, Pierpaolo Baretta, intervistato da L'Economia prima di tutto su Radio1.

FRA TUTTO MANCANO 5 MILIARDI - «Noi non consideriamo ancora concluso nulla perché fino all'ultimo minuto stiamo cercando di dare una risposta ma non solo all'Iva; anche alla seconda rata dell'Imu, ad un ulteriore intervento sugli ammortizzatori sociali, al rifinanziamento delle missioni all'estero. Bisogna trovare più o meno 5 miliardi di euro», ha detto Baretta.

AL 50% EVITIAMO AUMENTO IVA - Alla domanda su quante chance ci siano ancora di riuscire a trovare le risorse per scongiurare l'aumento dell'Iva, Baretta ha risposto: «In questo momento c'è il 50 per cento di possibilità, ma solo sei considera l'Iva in una partita complessiva. Se invece seguiamo una voce alla volta non riusciamo ad uscirne: se consideriamo assieme tutti gli impegni da qui a dicembre la discussione non può essere affrontata capitolo per capitolo ma tutta insieme; dunque qualcosa tra queste misure resterà indietro per forza: bisogna scegliere insieme ed è questo il problema che politica, maggioranza e parlamento devono affrontare».

SBAGLIATO ALZARE TONI - Baretta ha risposto indirettamente al capogruppo del Popolo della libertà (Pdl) alla Camera, Renato Brunetta, non escludendo che le risorse per scongiurare l'incremento dell'Iva vengano trovate modificando le soluzioni sull'Imu: «Qui si tratta di trovare le risorse per coprire l'Iva e la seconda rata dell'Imu e quindi tutto è a disposizione di una maggioranza, di un governo che voglia trovare la soluzione. È quindi sbagliato alzare il tono della polemica e dare tutto per necessario; tutto è utile ma bisogna che troviamo insieme la soluzione e una graduatoria di priorità».
Infine, il sottosegretario all'Economia ha spiegato che tra le possibili soluzioni potrebbe esserci anche l'anticipazione della riforma complessiva del paniere Iva: «E' necessario fare una riforma dell'Iva, o da qui a ottobre o da qui a gennaio. Ma non c'è dubbio che il paniere» dei prodotti dell'Iva «va riformato per alleviare gli interventi di aumento dell'imposta, perché prima o poi l'Iva aumenterà», ha confermato Baretta.

FASSINA (PD), BASTA ELIMINARE 90% DI IMU - Stefano Fassina del Partito democratico (Pd), viceministro dell'economia, ha ripetuto la sua proposta di rivedere la norma sull'Imu per evitare ritocchi all'Iva. «Per me è più importante bloccare l'Iva che eliminare l'Imu sulla prima casa». In un'intervista all'Unità, Fassina ha spiegato che «basterebbe una modifica molto marginale, per ottenere un risparmio di 2 miliardi. Sarebbe sufficiente la cancellazione per il 90 per cento dei proprietari e lasciamo contribuire il 10 per cento delle abitazioni di maggior valore».
«Il punto è - ha aggiunto Fassina - che lo spazio finanziario è limitato. Questo non ci consente di affrontare lo stop all'Iva, l'intervento sull'Imu, le risorse per la cassa integrazione in deroga(cig), quelle per le missioni internazionali gli interventi per restare sotto la soglia del 3 per cento».

BRUNETTA (PDL) IMPEGNO DI TUTTI PER PROGRAMMA DI GOVERNO - Renato Brunetta (Pdl) ha ammorbidito i toni. Se nei giorni scorsi minacciava crisi di governo nel caso fosse aumentata l'imposta ordinaria, ora ha dichiarato: «Bisogna impegnarci per trovare le coperture necessarie a realizzare il programma dell'esecutivo. Al governo tutta la disponibilità del Pdl, come già numerose volte avvenuto, a ragionare con serietà sulle decisioni da prendere di politica economica, ma gli impegni del presidente del Consiglio, Enrico Letta, nel discorso su cui ha ottenuto la fiducia delle Camere lo scorso 29 aprile erano chiari: 'rinunciare all'inasprimento dell'Iva'; 'superare l'attuale sistema di tassazione della prima casa'; 'generale riduzione del costo del lavoro e del peso fiscale'».

D'ACCORDO CON BARETTA - Brunetta si è dichiarato «assolutamente d'accordo con il sottosegretario all'Economia Baretta, anche perché quella da lui espressa oggi è sempre stata la nostra posizione», mentre è «molto meno d'accordo con le considerazioni di segno opposto del viceministro Fassina, che ha dimenticato la circostanza che a decidere l'aumento dell'Iva non fu il governo Berlusconi, bensì il governo Monti».

NO A GIOCO DI 3 CARTE - Il capogruppo Pdl alla camera ha insistito: «La nostra richiesta è sempre stata quella di affrontare tutti insieme, e non capitolo per capitolo, gli impegni economici del governo. E, quanto all'Iva, quella di avviare una riforma complessiva, già nella Legge di Stabilità. Ma non si faccia il gioco delle 3 carte: l'Imu sulle prime case e sui terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole non si deve più pagare e l'Iva non aumenta. Basta confusione e basta creare incertezza nelle aspettative degli italiani, fondamentali per una vera ripresa economica».

I DECRETI «TASSA E SPENDI» DEL PD - Brunetta ha concluso ricordando che se questo è «il gioco, e si vogliono rimettere in discussione decisioni già prese, allora il Pdl denuncerà con forza, in occasione della conversione in Parlamento, anche i decreti 'tassa e spendi', clientelari e cari al Pd sulla scuola, sui fondi allo spettacolo e sulla stabilizzazione dei precari della Pubblica amministrazione, che portano via risorse per quasi 2 miliardi di euro».

CONFINDUSTRIA, BASTA CAMPAGNA ELETTORALE - Il clima politico teso ha portato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a chiedere di «concentrarsi sui problemi dell'economia reale» e dire «basta con le discussioni da campagna elettorale».
A chi ha chiesto cosa pensasse di un eventuale aumento dell'Iva dal prossimo ottobre, Squinzi ha replicato: «Bisogna dire che l'impressione è che siamo già in campagna elettorale. Abbiamo passato gli scorsi sei mesi a parlare di Ici e di Imu, un preavviso di campagna elettorale. Ora parliamo di Iva. Credo sia ora di concentrarsi sui problemi dell'economia reale». Alla domanda quale sia il provvedimento più urgente, Squinzi ha risposto: «Il taglio del cuneo fiscale»