12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Fisco | Aumento IVA

Scontro sull'Iva, Brunetta: «Se aumenta cade governo», Fassina: «Allora agire su IMU»

Il 1 ottobre l'aliquota dovrebbe passare al 22%, dall'esecutivo spiegano che scongiurare l'aumento è «impegnativo». Partiti di maggioranza ai ferri corti e le opposizioni chiedono ripensamenti

ROMA - In vista del prossimo 1 ottobre, il giorno in cui è previsto lo scatto in avanti di un punto percentuale dell'Iva (dal 21 al 22%), i toni si stanno scaldando. Dal governo hanno spiegato che scongiurare l'aumento dell'aliquota ordinaria è un «percorso impegnativo» e subito dal Popolo della libertà (Pdl) c'è chi ha lanciato ultimatum: «così cade l'esecutivo». Il Partito democratico ha invitato i compagni di maggioranza a «condividere le sfide» del Paese.

BARETTA, IMU, IVA E CGI, BISOGNA SCEGLIERE - Il sottosegretario all'Economia, Pierpaolo Baretta, ai microfoni del Gr1 ha risposto alla domanda se sia inevitabile dal 2014 l'aumento dell'Iva, spiegando che le risorse che il governo ha a disposizione per i prossimi 2-3 mesi «presentano un percorso impegnativo perché oltre all'Iva c'è anche l'Imu e gli ammortizzatori sociali quindi dovremo fare una valutazione complessiva e decidere quali siano le priorità». Su un possibile rialzo delle accise ha proseguito: «Francamente mi pare che non sia il caso di intervenire con interventi come quelli sulla benzina, ho sentito polemiche che mi sembrano pretestuose. Faremo di tutto per evitare interventi che peggiorino la condizione dei cittadini».

BRUNETTA (PDL), CON AUMENTO CADE GOVERNO - Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl si è rivolto al premier Enrico Letta, chiedendogli di «onorare» gli impegni presi alla nascita del governo, altrimenti «non ci sarà più la maggioranza».
«E' bastata la visita di un giorno a Roma del commissario per gli Affari economici e monetari dell'Ue, Olli Rehn, con le sue inopportune dichiarazioni, che tutti adesso reputano inevitabile - ha osservato Brunetta - l'aumento dell'Iva a ottobre (pare che anche qualcuno all'interno del governo se ne sia convinto). Eppure gli impegni del presidente del Consiglio, Enrico Letta, nel discorso su cui ha ottenuto la fiducia delle Camere lo scorso 29 aprile erano chiari: 'rinunciare all'inasprimento dell'Iva'; 'superare l'attuale sistema di tassazione della prima casa'; 'generale riduzione del costo del lavoro e del peso fiscale'. Provvedimenti complementari l'uno all'altro e non alternativi. Per i quali, tra l'altro, il Pdl - ha proseguito l'onorevole - ha fornito al governo ipotesi di copertura più che sufficienti. A questo punto la risposta spetta solo a Enrico Letta e non a inutili epigoni del Partito democratico o di Scelta Civica. Siamo convinti - conclude il presidente dei deputati Pdl - che il presidente del Consiglio onorerà gli impegni presi».
Più tardi, ai microfoni del Tg1 il presidente dei deputati Pdl ha lanciato l'ultimatum: «Gli accordi di maggioranza prevedevano che non aumentasse l'Iva ad ottobre, e così sarà. Altrimenti non ci sarà più la maggioranza».

GASPARRI, NON SEGUIAMO STRADE DI EUROCRATI - A Brunetta ha fatto eco Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato: «È un dovere del governo evitare l'aumento dell'Iva. Se si proseguisse con questa scelta ottusa i consumi e le spese di famiglie e imprese diminuirebbero, e gli incassi dello Stato crollerebbero. Sarebbe un suicidio seguire l'arroganza di eurocrati che vengono nel nostro Paese a dettar legge dopo aver fatto danni in Europa. Cambiamo strada subito».

SCHIFANI, PIÙ DANNI CHE VANTAGGI - Invito al buon senso dal presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani: «L'aumento dell'Iva porterebbe più danni che vantaggi. Ci auguriamo che le anticipazioni della stampa vengano presto smentite dai fatti. Più che seguire i consigli dell'Europa, è tempo di far prevalere il buon senso sulla logica del rigore, senza penalizzare i consumatori e le attività produttive».

GELMINI, SAREBBE COLPO DI GRAZIA A CONSUMI - Anche Mariastella Gelmini, vice-capogruppo vicario del Pdl alla Camera, si è rivolta all'esecutivo per chiedere di scongiurare l'aumento dell'imposta. «L'aumento dell'Iva - ha avvertito - rappresenterebbe il colpo di grazia ai consumi, basta guardare i dati relativi al gettito delle imposte indirette dei primi mesi di quest'anno. Oggi più che mai l'Italia necessita di meno tasse e meno burocrazia, il governo ed il Ministro Saccomanni si impegnino al fine di trovare le coperture per scongiurare effetti nefasti sulle famiglie e sulle imprese. Per uno Stato che spende 800 miliardi di euro l'anno è improbabile che non abbia in pancia 'qualche' spreco».

COLANINNO (PD), DA PDL SCARICABARILE - Le parole di Brunetta hanno scatenato la risposta piccata di Matteo Colaninno, responsabile Economia del Pd, che ha detto: «La politica economica dovrebbe essere una sfida di comune responsabilità tra le forze di maggioranza. Il Pdl pensa invece di giocare allo scaricabarile, di fare semplicemente campagna elettorale, come ha fatto sulla vicenda Imu, intestandosi uno sforzo e un risultato comune».
«Al Presidente Brunetta - ha proseguito - dico che la sfida lanciata a Letta e Saccomanni su Imu e Iva è una sfida comune, riguarda noi ma riguarda anche lui. L'onorevole Brunetta, da valente economista, conosce benissimo i vincoli finanziari stringenti del Paese, la difficoltà estrema delle coperture. Ma fugge da una visione di insieme per fissarsi di volta in volta sul tema che lo interessa e sul quale intende fare propaganda. Sappia che sul tavolo, dovranno essere considerate complessivamente le ineludibili priorità del Paese: cassa integrazione, scuola, Iva, cuneo fiscale, solo per citarne alcune».

PDL MOLTIPLICA PANI E PESCI? - «A tutti noi - ha insistito Colaninno - piacerebbe fare tutto, in particolare fare gli interventi che piacciono ai rispettivi elettorati. Ma tutti siamo costretti a fare i conti con la necessità di avere un'ottica complessiva e di trovare coperture finanziarie solide e credibili per il complesso degli interventi in agenda. Se il Pdl dispone del moltiplicatore dei pani e dei pesci si faccia avanti e lo renda disponibile per tutti».

FASSINA, ALLORA INTERVENIAMO SU IMU - Per evitare l'aumento dell'Iva si deve limitare il taglio dell'Imu. E' questa in sostanza l'opinione del viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, secondo il quale nella situazione di difficoltà della finanza pubblica non c'è altra scelta.
Il viceministro ha spiegato: «L'aumento dell'Iva dal 1 ottobre peserebbe negativamente sull'economia. Non c'è dubbio. Va evitato. Ma non vi sono gli spazi di finanza pubblica per affrontare entro la fine dell'anno Iva, Imu, cassa integrazione in deroga, missioni internazionali e interventi per rispettare il limite del 3 per cento di deficit sul Pil. Un impegno, si ricordi, assunto dal governo Berlusconi non da Letta o Saccomanni. E' necessario, quindi, scegliere. Per rinviare l'aumento dell'Iva, rivediamo l'intervento sull'Imu. Confermiamo la cancellazione per il 90 per cento dei proprietari e lasciamo contribuire il 10 per cento delle abitazioni di maggior valore. Recuperiamo così due miliardi di euro. Un miliardo lo utilizziamo per rinviare l'aumento dell'Iva; un miliardo lo dedichiamo alla deducibilità dell'Imu per i beni strumentali delle imprese».

SEL, NODI VENGONO AL PETTINE - Luciano Uras, capogruppo di Sinistra ecologia e libertà (Sel) ha rivendicato di aver ammonito l'esecutivo a suo tempo: «Sulle tasse alla fine i nodi verranno al pettine, l'avevo detto appena tre mesi fa, ed è proprio quello che sta accadendo. Mentre le famiglie sono sempre più strozzate dalla crisi, il governo per sopravvivere continua a fare melina sull'aumento dell'Iva. Ma la verità è sotto gli occhi di tutti: all'appello manca il miliardo utile per evitare il rialzo dell'aliquota al 22 per cento per fine anno».
Il senatore di Sel in commissione Bilancio ha aggiunto: «Un rialzo che quasi certamente rischia di produrre un effetto negativo sulle entrate fiscali, perché l'aumento dei prezzi in fase di crisi è un deterrente alla domanda interna e ai consumi. Inoltre - ha proseguito - occorrono risorse per rifinanziare la cassa integrazione in deroga e ben altri due miliardi per eliminare la seconda rata Imu, il tutto cercando di rispettare il vincolo del 3 per cento di deficit sul Pil, e tutti sanno che è già stato sforato. Non si tratta di fare le Cassandre, ma la situazione sembra un ginepraio senza via d'uscita. Abolire l'Imu anche per i più ricchi cedendo al ricatto di Berlusconi è stato un errore gravissimo che costringerà il governo a varare nuove manovre che deprimeranno ulteriormente l'economia. La coperta è davvero troppo corta e l'inverno - ha concluso Uras - è ormai alle porte».

ZANETTI (SC), AUMENTA PERCHÉ CEDUTO A PDL SU IMU - «Se l'Iva aumenterà il prossimo 1 ottobre non sarà per accontentare la Ue, come dice il governo, ma perché il governo ha accontentato il Pdl sull'Imu anche nella parte dell'intervento che presentava evidenti profili di iniquità sociale e anti-economicità. E il bello è che dal Pdl tuoneranno pure per dire che l'aumento dell'Iva va rinviato, come se non fossero stati loro a renderlo oggettivamente più difficile».Queste le parole di Enrico Zanetti, responsabile politiche fiscali di Scelta Civica (Sc) e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
«Per andare dietro ai ricatti del Pdl, il Governo ha impegnato 4,5 miliardi tutti sull'Imu, stiracchiando la coperta all'inverosimile, ha aggiunto Zanetti. Sta di fatto che, per togliere completamente l'Imu anche all'ultimo 10 per cento di proprietari con immobili di maggior pregio, ora si aumenta l'Iva al 100 per cento dei consumatori. L'errore politico che è stato compiuto dal governo, nonostante i nostri leali, tempestivi e fondatissimi avvertimenti - ha concluso Zanetti - è stato veramente grande».

LEGA NORD, SE AUMENTA IVA GENTE PERDE LAVORO - «Un eventuale aumento dell'Iva provocherebbe la chiusura di migliaia di esercizi commerciali con un conseguente crollo dell'occupazione» ha sostenuto il capogruppo della Lega Nord in commissione Lavoro alla Camera, Massimiliano Fedriga, che ha aggiunto: «Se il governo aumenterà l'Iva non solo non rispetterà le promesse fatte, ma sarà direttamente responsabile della vita di tutte quelle persone che perderanno il lavoro a causa di una scelta nefasta».