21 aprile 2021
Aggiornato 09:30
Governo

Esecutivo Letta, Pdl irremovibile. Pd: sua caduta sarebbe tragedia

Il vice ministro dell'Economia Stefano Fassina parla di una «maledizione» ma è fiducioso che prevalga «responsabilità». Bondi auspica che i Democratici esprimano «acume politico». Brunetta: «Non c'è più niente da fare»

ROMA - «È una maledizione trovarci in una situazione così complicata in un momento così delicato... Ma sono sereno. A tratti fiducioso. Prevarrà il senso di responsabilità e il governo andrà avanti». Lo ha affermato il vice ministro dell'Economia Stefano Fassina, in una intervista ad Avvenire.

CRISI SAREBBE TRAGEDIA - Se ci fosse una crisi di governo, ha spiegato, «sarebbe una tragedia. Sarebbe la conferma dell'inaffidabilità dell'Italia. Perderemmo forza, peso. Vedremmo morire una credibilità faticosamente riconquistata che poi è la condizione per poter dare risposte alle drammatiche emergenze economico e sociali che vivono imprese, famiglie, lavoratori. Mi creda: in un momento così delicato per l'area euro sarebbe esiziale perdere credibilità. Sarebbe un colpo di grazia alle prospettive del nostro Paese e dell'Unione».

Poi, ha aggiunto Fassina, «il Paese non vuole il voto. Vuole stabilità. La stessa stabilità che invoca l'euro-zona. Dobbiamo tenere i nervi saldi e pensare che l'agenda del semestre di presidenza non si costruisce durante il semestre, si costruisce prima, si costruisce ora. Soprattutto se si vogliono raggiungere obiettivi ambiziosi oggi a portata di mano del governo. Io ci credo. C'è un governo che parla a una sola voce. Tutti i ministri sottoscriverebbero. E non solo i ministri, anche tutti i leader dei partiti che sostengono il governo. Anche tutti i parlamentari. Oggi c'è sul nostro cammino questa maledizione e abbiamo poco tempo per scongiurare il baratro. Già poco, pochissimo tempo: il livello di sofferenza economico-sociale è già a livello di guardia e noi abbiamo una gigantesca responsabilità».

BONDI, SERVE ACUME POLITICO - Bondi, in una intervista a Repubblica, ha spiegato che nel Pd e nello stesso Letta devono prevalere «buonsenso e acume politico» per evitare che il governo venga messo in crisi.

«Se prevale uno spirito di buonsenso e una discussione di merito non preventiva, una soluzione accettabile per tutti si può sempre trovare - ha ragionato Bondi -. Trasferire automaticamente una decisione della magistratura sul piano politico significa rinunciare anche a quel residuo di autonomia del Parlamento e del potere politico sopravvissuto». Il Pd, d'altro canto, deve capire «di essere davanti ad un problema storico, politico e morale di prima grandezza che si risolve solo con un atto politico che sappia scongiurare i rischi per la tenuta della nostra coesione e del nostro sistema politico» ha concluso Bondi.

BRUNETTA, NULLA DA FARE -Intervistato da Radio anch'io il capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta ha detto che ormai si è al muro contro muro: «Non c'è più niente da fare, bisogna allargare le braccia e dire: questa è una posizione politica, una pregiudiziale politica, che non fa altro che aprire la crisi ad opera del Partito democratico. Perché in una coalizione, in un momento così difficile e drammatico per il Paese e per la nostra democrazia, quando un grande partito, democratico, si chiama così, come il Partito democratico, in un passaggio così delicato ha semplicemente posizioni politiche congressuali, cioè di parte, e non pensa al merito della questione, e anche alle conseguenze delle sue decisioni, allora non ci resta che allargare le braccia. Prendiamo atto che se così sarà, speriamo di no, il Pd aprirà la crisi, e con la crisi ne subirà tutte le conseguenze».