15 novembre 2019
Aggiornato 21:00
La crisi egiziana

Bonino: «In Egitto servono altre leve»

«Evidentemente la sola leva economica si rivela particolarmente fragile», a fronte dei 12 miliardi di dollari messi sul tavolo da Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati. Questo è quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri Emma Bonino

ROMA - In Egitto «dobbiamo trovare altre leve perchè evidentemente la sola leva economica si rivela particolarmente fragile», a fronte dei 12 miliardi di dollari messi sul tavolo da Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati. Questo è quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri Emma Bonino, illustrando in una conferenza stampa a Palazzo Chigi i risultati del vertice straordinario dell'Ue sulla crisi egiziana.

L'Europa ha parlato con una voce sola - Bonino ha respinto la lettura di un'Europa assente o distratta di fronte alla crisi innescata dalla deposizione del Presidente Mohamed Morsi, il 3 luglio scorso, ricordando che l'Ue, che «per una volta ha parlato con una voce sola», ha tentato, con gli Stati Uniti, di «fare una mediazione in Egitto con grande intensità, che è fallita il 9 agosto».
Quindi, commentando i risultati del vertice di Bruxelles, il ministro ha sottolineato come «leve economiche non ne abbiamo molte da usare, di fronte ai 12 miliardi di dollari messi sul tavolo da Arabia Saudita, Kuwait e Emirati», ricordando che l'Europa ha stanziato un miliardo di euro in tre anni e gli Stati Uniti garantiscono 1,3 miliardo di dollari l'anno in aiuti all'esercito. «Dobbiamo trovare altre leve - ha concluso - perchè evidentemente la sola leva economica si rivela particolarmente fragile».
Riguardo alla proposta italiana di congelamento dell'esportazione di armi, Bonino ha ricordato che «è stata accettata, ma dovrà essere approvata da paese a paese perchè non è di competenza europea».

Manifestanti anti-esercito protestano al Cairo - Diverse migliaia di egiziani che protestano contro il regime militare si sono radunate in varie zone del Cairo dopo la preghiera del venerdì, malgrado le rigide misure di sicurezza predisposte. Lo riporta la tv satellitare araba al Jazeera.
Un imponente schieramento di forze di sicurezza e militari è stato dispiegato intorno alla capitale, chiudendo al traffico alcune arterie e il centro della città. I manifestanti che contestano il colpo di stato hanno convocato oltre venti cortei al Cairo e a Giza.
Nel distretto sud di Maadi, diverse migliaia di manifestanti hanno marciato dalla Moschea al Rayan ad Arab Square. Hanno gridato «golpe, golpe» e «abbasso il regime militare».
Un inviato di al Jazeera dal Cairo ha riferito che i manifestanti hanno interrotto la marcia prima che raggiungesse il Centro di ricerca nazionale, in quanto minacciati dai residenti che avevano bloccato una strada.