12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Governo Letta

Napolitano preoccupato, Letta prova la carta IMU

Il presidente del Consiglio rendiconta sulle tre ore di confronto con il segretario del Pdl, latore di un aut aut del Cavaliere che sembra lasciare molte distanze e pochi margini di trattativa

ROMA - La misura della preoccupazione di Giorgio Napolitano per le sorti del governo sta già nella salita al Colle di Enrico Letta a poche ore dall'incontro con Angelino Alfano. Il presidente del Consiglio rendiconta sulle tre ore di confronto con il segretario del Pdl, latore di un aut aut del Cavaliere che sembra lasciare molte distanze e pochi margini di trattativa.

Letta fa con il capo dello Stato il punto della «situazione politica» e degli sviluppi per l'esecutivo mentre il Pdl continua a invocare l'agibilità politica del suo leader e a tentare di guadagnare tempo rispetto al treno in corsa della giunta per le elezioni del Senato che si riunisce il 9 settembre. Per il Pd, d'altro canto, la linea è «non arretrare di un millimetro dal principio che le sentenze si applicano». Dal governo è il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini - presente anche al vertice di ieri - a rispedire al mittente «ricatti», «minacce» e «ultimatum»: «Non si barattano legalità e rispetto delle regole con la durata di un governo. Mai».

Dal Colle non trapela nulla che non sia l'attenzione e la preoccupazione del presidente per il difficile passaggio nel quale si trova - di nuovo - il Paese. La nota con le riflessioni sul caso Berlusconi viene considerata 'esaustiva' e, del resto, in mancanza di elementi di novità - uno poteva essere la richiesta di grazia, ma è stata accantonata dallo stesso Berlusconi - al presidente non si possono chiedere «soluzioni» da bacchetta magica.

Ma se sulla decadenza di Berlusconi da senatore le posizioni tra Pd e Pdl restano distanti, sull'attività e la mission del governo non mancano segnali di 'intesa'. Rientrerebbe tra questi l'annuncio della possibilità di trovare una soluzione proprio sulla questione Imu, uno dei cavalli di battaglia del Pdl. Un tema del quale si è parlato nel pranzo a palazzo Chigi fra Letta e il ministro dell'economia Fabrizio Saccomanni, alla vigilia della prima riunione post-ferie del consiglio dei ministri (che però non dovrebbe ancora sciogliere il nodo, rinviato probabilmente a fine mese). Tra

Il ragionamento dei democratici è semplice: se il governo delle larghe intese prosegue nella sua azione si centrerà anche questo obiettivo, viceversa, se salta tutto, sarà immolata sull'altare dell'agibilità politica del Cav anche l'abolizione dell'Imu sulla prima casa. Lo stesso Letta l'ha detto chiaramente qualche giorno fa: «Se cade il governo saranno gli italiani a pagare». A cominciare dall'Imu.