31 marzo 2020
Aggiornato 05:00
Politica estera

Terzi a Londra alla riunione degli «Amici dello Yemen»

Era stata proprio l'Italia a proporre nel gennaio di tre anni fa, di dare vita ad un Gruppo che, riunendo attorno allo stesso tavolo gli attori internazionali più impegnati nel promuovere la stabilizzazione dello Yemen, si incaricasse sia di definire le necessarie iniziative di sostegno politico, che di coordinare i programmi di aiuto bilaterali e multilaterali

LONDRA - Il titolare della Farnesina, Giulio Terzi, è appena giunto nella capitale del Regno Unito, per prendere parte alla riunione degli «Amici dello Yemen». Era stata proprio l'Italia a proporre, sempre a Londra, nel gennaio di tre anni fa, di dare vita ad un Gruppo che, riunendo attorno allo stesso tavolo gli attori internazionali più impegnati nel promuovere la stabilizzazione dello Yemen, si incaricasse sia di definire le necessarie iniziative di sostegno politico, che di coordinare i programmi di aiuto bilaterali e multilaterali. Quella che riunisce oggi a Londra i rappresentanti di 31 Paesi - fra gli altri i responsabili delle diplomazie tedesca, Guido Westerwelle, e turca, Ahmet Davutoglu - e 8 Organizzazioni Internazionali è la quinta riunione del Gruppo al livello Ministri, sotto la presidenza dei Ministri degli Esteri britannico, William Hague, saudita, Saud Al Faisal, e yemenita, Abu Bakr Al Qirbi.

Secondo quanto si apprende, sul tavolo di Lancaster House, la sede di rappresentanza del Foreign Office che ospita l'incontro, ci saranno i dossier cruciali per il futuro del Paese arabo: dal consolidamento delle istituzioni, all'avvio del dialogo nazionale, allo scenario di sicurezza, marittima e nel territorio. Temi che hanno visto, in questi mesi, l'impegno in prima persona del ministro Terzi, che a Bruxelles, a New York, e in decine di incontri bilaterali con i suoi colleghi occidentali ed arabi, ha sempre sottolineato la necessità di compiere ogni possibile sforzo per incoraggiare il processo di transizione in Yemen, paese - lo ha più volte ricordato il capo della diplomazia italiana - «decisivo per la stabilità di un'ampia area che va dal Golfo, al Corno d'Africa, a Suez».

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