20 novembre 2019
Aggiornato 02:30
Sinistra | Rivoluzione Civile

Ingroia: «De Magistris vuole proteggersi dalla sconfitta ma ne è corresponsabile»

«Le nostre strade da oggi si separano». Lo ha detto Antonio Ingroia replicando a chi come Luigi De Magistris sostiene che la lista Rivoluzione civile sia finita

ROMA - «Le nostre strade da oggi si separano». Lo ha detto Antonio Ingroia replicando a chi come Luigi De Magistris sostiene che la lista Rivoluzione civile sia finita. «In queste settimane - dice in un'intervista al 'Fatto' - ho capito che in politica lealtà e amicizia non sempre reggono». Poi la stoccata all'ex collega che lo ha tradito: «De Magistris è criticato dai cittadini napoletani e mi rendo conto che voglia proteggersi dall'effetto della sconfitta, anche se ne è corresponsabile».

RIVOLUZIONE CIVILE E' VIVA - Ingroia commenta l'amaro risultato elettorale e precisa: «Rivoluzione civile è viva eccome, pronunciare il decreto di morte alla prima sconfitta non va bene e non spetta a me né tantomeno al sindaco di Napoli. E poi se sono morti Rc, Idv, Verdi e Comunisti, è sepolto pure il movimento Arancione e non credo che Luigi pensi questo».
«Dobbiamo ripartire dalle idee originarie: R.C. deve ricostruirsi dal basso, i partiti sono percepiti come casta oggi più che mai», dice ancora Ingroia che, sempre riferendosi all'attacco dell'ex collega magistrato, aggiunge: «Non è simpatico condividere delle scelte e poi attribuirle agli altri, lui era d'accordo su tutte le principali decisioni prese, tra l'altro se non fosse stato d'accordo aveva tutto il tempo per ritirarsi. Se ammettiamo la sua buona fede, allora significa che ha un ricordo non proprio preciso di come sono andate le cose». Quanto all'accusa mossa di aver calato nomi dall'alto, Ingroia replica: «Sì, è stato un errore. Peccato che un bel pò di quei nomi 'calati' li abbia voluti lui».