20 gennaio 2020
Aggiornato 01:30
L'Italia vista dall'estero

Krugman: «Punito Monti, proconsole della Germania»

«I politici poco raccomandabili sono in aumento in tutta l'Europa meridionale. E la ragione per cui questo accade è che i funzionari europei non ammettono che le politiche che sono state imposte ai debitori sono un fallimento disastroso. Se questo non cambia, le elezioni italiane saranno solo un assaggio della pericolosa radicalizzazione che verrà»

ROMA - Commentando il voto italiano sul New York Times, L'economista Paul Krugman fa un'analisi molto critica della situazione. Gli italiani, dice Krugman, di fatto hanno bocciato una politica troppo dipendente dall'influenza di Berlino. Il grande sconfitto è Monti, «il proconsole installato dalla Germania per imporre l'austerità fiscale su un'economia già in difficoltà». E con Monti, aggiunge, è punito tutto l'establishment della Ue, che sta imponendo politiche di austerity eccessive e ricattatorie a tutti i paesi dell'Europa meridionale.

Il punto è che il termine «maturità» sempre usato dai media internazionali per invitare di fatto l'Italia a seguire la strada segnata dall'Europa, dalla Germania e da Monti, non è un termine neutro, per Monti. «vorrei porre un'ovvia domanda - scrive l'economista - che cos'è, esattamente, ciò che attualmente viene fatto passare per maturo realismo in Italia o in Europa?»

La risposta non lascia adito a dubbi. «Per il signor Monti, il proconsole installato dalla Germania per imporre l'austerità fiscale su un'economia già in difficoltà, in effetti, ciò che definisce la rispettabilità nei circoli politici europei era la volontà di perseguire l'austerità senza limiti. Questo andrebbe bene se le politiche di austerità avessero effettivamente funzionato, ma non è così. E più che sembrare maturi o realistici, i sostenitori dell'austerità sembrano sempre più petulanti e deliranti».

Quanto alle conseguenze internazionali del voto italiano e alle sue incognite, Krugman non nasconde la sua apprensione ma ricorda che l'Italia non è un caso isolato.

«Gli osservatori esterni sono terrorizzati dalle elezioni italiane, ed è giusto così: anche se l'incubo di un ritorno di Berlusconi al potere non si materializzasse, una dimostrazione di forza da parte di Berlusconi, o di Grillo, o di entrambi destabilizzerebbe non solo l'Italia ma tutta l'Europa... Ma l'Italia non è unica nel suo genere: i politici poco raccomandabili sono in aumento in tutta l'Europa meridionale. E la ragione per cui questo accade è che i funzionari europei non ammettono che le politiche che sono state imposte ai debitori sono un fallimento disastroso. Se questo non cambia, le elezioni italiane saranno solo un assaggio della pericolosa radicalizzazione che verrà».