3 luglio 2020
Aggiornato 14:00
Politiche 2013 | Movimento al Centro

Casini: Con Monti niente promesse, ma coraggio e verità

Le liste che della agenda Monti e della sua ricandidatura a Premier faranno il loro brand elettorale non vogliono affatto rappresentare una stampella del Pd per il Governo della prossima legislatura, perchè «la nostra è un'iniziativa con vocazione maggioritaria»

ROMA - Le liste che della agenda Monti e della sua ricandidatura a Premier faranno il loro brand elettorale non vogliono affatto rappresentare una stampella del Pd per il Governo della prossima legislatura, perchè «la nostra è un'iniziativa con vocazione maggioritaria» e «fino al giorno delle elezioni cercheremo di essere maggioranza». Lo ha sottolineato, fra l'altro il leader Udc Pier Ferdinando Casini, in una conferenza stampa a Roma al suo partito trasmessa in diretta a Sky Tg24, all'indomani del vertice dei centristi con il Premier Mario Monti a Roma. «La nostra iniziativa non nasce a supporto del Pd» e «non nasce per un'alleanza con il partito di Bersani», ha voluto rimarcare Casini.

Al contrario, il leader dello Scudocrociato il cui partito correrà per la Camera con lista propria collegata all'agenda Monti e al Premier, ha voluto porre l'accento sulla «fase nuova di responsabilità verso il Paese» che le liste Monti intendono rappresentare in politica, nell'obbiettivo dichiarato di «dire basta a demagogia e promesse». Perchè «non è più possibile prendere in giro gli italiani».

E la prima cosa che il leader Udc intende smentire è che Monti possa fare miracoli. «Monti non ha nè vuole avere - ha sottolineato Casini - la bacchetta magica». Posto che il Paese, ha fatto eco il leader Udc oggi alle parole del Premier di ieri, «ha bisogno dell'esatto contrario». E «alla fiera delle promesse noi - ha messo l'accento Casini- abbiamo il dovere di rispondere con il coraggio della verità».

Casini ha confermato che entro martedì le diverse componenti delle liste Monti dovranno far pervenire al Premier le loro proposte emendamentive all'agenda da lui messa on line, preannunciando che le richieste di modifica dell'Udc riguarderanno welfare e famiglia, considerati dal partito di Casini e Cesa «due punti fondamentali». In nome di un «necessario surplus di solidarietà», al pari e forse anche più del «giusto e dovuto» rigore economico in tempo di crisi e austerity.

Quanto alla 'due diligence' che ieri Mario Monti ha annunciato aver affidato a Enrico Bondi sui nomi dei candidati che le diverse liste vorranno proporre, anche quelli Udc si » «sottoporranno al vaglio dei criteri stabiliti dal presidente del Consiglio e saremo lieti di farlo», contento di criteri di selezione non solo giuridici e giudiziari» bensì «in nome di rinnovamento della selezione di una nuova classe dirigente».

Nella quale però Casini è sembrato includere, oltre alla propria ricandidatura, anche quella di Lorenzo Cesa e Rocco Buttiglione, sui quali invece sembrerebbero esserci state obiezioni dai nuovi alleati montiani. «Sono il segretario e il presidente del mio partito - ha risposto Casini sul punto - e quindi semmai è a loro che va chiesto se candideranno me...».

Più in generale, infine, il leader Udc ha inteso smentire le riscostruzioni sulle tensioni fra i montiani al primo summit collegiale di ieri con il Premier, con particolare riferimento a un alterco che ci sarebbe stato fra lui e il ministro Corrado Passera. «Mi ci sono messo a ridere: è una delle persone che io stimo di più», ha commentato. Ed in ogni caso, per quanto «come i politici anche i giornalisti dfevono fare il loro lavoro», quella di ieri con Monti «è stata una riunione bellissima» espressione di «un dibattito sereno e alto come non ricordavo da dieci anni», della quale però «ho letto - ha affermato Casini - ricostruzioni fantascientifiche».

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