21 aprile 2021
Aggiornato 00:30
Primarie Centrosinistra 2012

Nelle regioni rosse aiuti «esterni» a Renzi

Il Sindaco di Firenze è arrivato prima in Toscana, Umbria e Marche, mentre ha ottenuto meno del previsto al nord, e Pier Luigi Bersani ha vinto nella 'sola' Emilia Romagna, tra le roccaforti ex Ds. Un risultato che apre più di una riflessione nel Pd e che crea ovviamente qualche imbarazzo nell'ala ex DS

ROMA - Nessuno vuole aprire ora una polemica pubblica, il momento è delicato, ma il dato di Matteo Renzi nelle 'regioni rosse' colpisce soprattutto la sensibilità degli ex Ds: il sindaco di Firenze è arrivato prima in Toscana, Umbria e Marche, mentre ha ottenuto meno del previsto al nord, e Pier Luigi Bersani ha vinto nella 'sola' Emilia Romagna, tra le roccaforti ex Ds. Un risultato che apre più di una riflessione nel Pd e che crea ovviamente qualche imbarazzo nell'ala ex Ds.

«Guardate i votanti in Toscana - dice uno dei parlamentari che vengono da quella regione - sono centomila in più dell'altra volta. A San Casciano era in fila per votare anche il principe Corsini...». Qualcuno trae conclusioni necessariamente maliziose: «Magari sono anche persone che si sono mosse individualmente», ma altri la vedono in maniera diversa. «Renzi è stato aiutato da quelli del centrodestra». Uno dei motivi, anzi il motivo principale, per non riaprire le iscrizioni come chiede il sindaco di Firenze.

Certo, resta da spiegare perché gli ipotizzati 'aiuti esterni' abbiano fatto la differenza solo nelle 'regioni rosse', visto, appunto, che al nord il sindaco non ha brillato come sperava («Mi aspettavo una spinta più», avrebbe confessato). La spiegazione, secondo uno dei parlamentari di quelle zone, è che «mentre in Emilia Romagna il voto 'di protesta' nostro è andato a Grillo, nelle altre regioni né la Lega, né Grillo hanno mai ottenuto grandi risultati». Inoltre, come spiega un ex dirigente Ppi, «c'è un problema di rivolta dei militanti locali verso una classe dirigente regionale che da troppo tempo ha in mano il potere».

Renzi: Abbiate fiducia in me, non sfascio la ditta - «Con Bersani ci siamo incontrati fuori dal bagno l'ho aspettato e gli ho fatto bu bu. Si è spaventato? Non per così poco, anche se la mia faccia dopo tre mesi non è un gran che...». Ha scherzato così Matteo Renzi parlando a Che tempo che fa, raccontando di aver incontrato Bersani negli studi tv della trasmissione di Fabio Fazio.

Poi Renzi è tornato a parlare dei rapporti con alcuni degli storici dirigenti del Pd: «Nessuno vuole negare la storia, ma facendo politica costruisci il futuro. Ho grande rispetto per loro, ma arriva un momento in cui il problema sono il futuro e i prossimi venti anni».

Poi ha spiegato come spera di convincere gli elettori a sostenerlo al ballottaggio delle primarie: «E' arrivato il momento di avere fiducia in una classe dirigente nuova, non siamo quelli che volevano sfasciare la ditta o fare gli sfasciacarrozze, come ci hanno dipinto molti. Proveremo a stanare gli elettori, uno per uno». Infine una battuta: «Emilio Fede ha detto che voterà Bersani, mi son tolto un peso e sono sereno...».