18 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Politica economica | Ddl stabilità

Riccardi: Nessun esproprio a enti e casse

Il Ministro: Nessun esproprio agli enti e alle casse previdenziali, solo la possibilità di dare una «prelazione a prezzo equo» agli inquilini di ben precise categorie di immobili. L'appello di Fini a Monti: «Risolvere tassazione pensioni di guerra»

ROMA - Nessun esproprio agli enti e alle casse previdenziali, solo la possibilità di dare una «prelazione a prezzo equo» agli inquilini di ben precise categorie di immobili. Dopo «valutazioni errate e commenti impropri» sulla proposta di Andrea Riccardi rispetto alle case degli enti pubblici e delle casse previdenziali, l'ufficio stampa del ministro precisa i contorni dell'operazione.
Innanzitutto, «la proposta del ministro, ancora in fase di approfondimento, non prevede alcun obbligo - come pure è stato detto e scritto - di vendita agli inquilini dell'intero patrimonio immobiliare. Patrimonio, è bene ribadirlo, che resta nella piena disponibilità degli enti e della casse. L'idea invece riguarda esclusivamente quella parte di patrimonio - da più di 35 anni di proprietà degli enti - già messa in vendita o sul punto di esserlo (così come comunicato in Parlamento dai rappresentanti degli enti e delle casse) attraverso l'affidamento o la cessione a gruppi o fondi immobiliari».
Dunque «unicamente in questi casi (e fatta ulteriore eccezione per gli immobili di lusso) si prevede la possibilità per l'inquilino di esercitare una sorta di prelazione a un prezzo equo. Prezzo che, a ben vedere, non si discosta molto, nella stragrande maggioranza dei casi, da quello che l'ente venditore ottiene dai gruppi immobiliari».
Insomma «nessun esproprio, nessuna aggressione o impoverimento dei bilanci degli enti o delle pensioni erogate. Ma solo la volontà di risolvere in modo moderno, con senso di equità e di giustizia, una tensione abitativa che in qualche caso sfiora la drammaticità».
L'ufficio stampa di Riccardi ricorda inoltre che l'attenzione per questo problema «è stata sollecitata al ministro da molti sindaci di grandi città e di diverso orientamento politico, da numerosi prefetti nonché da parlamentari di vari gruppi. Alle Camere peraltro da anni si discute dell'argomento senza finora essere giunti ad alcuna conclusione concreta».

Fini a Monti: Risolvere tassazione pensioni di guerra - Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha interessato nei giorni scorsi il presidente del Consiglio, Mario Monti, affinchè fosse risolta la questione della tassazione delle pensioni di guerra e delle indennità di medaglia prevista nel disegno di legge di stabilità. E' quanto si è appreso in ambienti della presidenza della Camera.
La soluzione contenuta in un emendamento dei relatori, infatti, non contempla le pensioni di reversibilità. «Su una materia così simbolica e dall'alto significato morale, non si può eliminare un'ingiustizia a metà».

Galletti: Appello Udc su pensioni di guerra - «Auspichiamo che la commissione Bilancio della Camera, prima della fine dell'esame della Legge di Stabilità, provveda ad estendere la detassazione delle pensioni di guerra anche a quelle pensioni di reversibilità vista la natura risarcitoria della pensione stessa. L'Udc chiede a tutti i partiti e al governo un atto di rispetto verso quelle famiglie che hanno perso i propri cari per difendere la Patria». Lo dichiara in una nota il capogruppo Udc della Camera, Gian Luca Galletti.

Calipari: Non tassare reversibilità pensioni guerra - «Mi appello alla sensibilità e al forte senso dello Stato del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio, non si permetta che vengano tassati i trattamenti di reversibilità per i congiunti di un titolare defunto di pensione di guerra. Non si consenta l'ultima ingiustizia che colpirebbe quasi esclusivamente donne che spesso hanno passato la vita ad accudire uomini divenuti invalidi per difendere il Paese». Così Rosa Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati del Partito democratico, che ha pronto un subemendamento alla Legge di stabilità per cambiare le decisioni del governo sulle pensioni di guerra. Ieri, un emendamento dei relatori aveva corretto in parte la norma che ne prevedeva la tassazione per quelle superiori a 15mila euro.