5 aprile 2020
Aggiornato 03:00
Siderurgia | Inchiesta Ilva

I pm all'Ilva: Stop impianti in 5 giorni. Clini: Impossibile

In ogni caso il Ministro confida che con la nuova Autorizzazione integrata ambientale, in dirittura d'arrivo, «ci sia una convergenza con le richieste della Procura». Mantovano: «Il Ministro smetta abito attendista e prenda in mano situazione»

ROMA - La procura di Taranto ha consegnato una nuova direttiva ai custodi giudiziari ed al presidente del cda di Ilva Bruno Ferrante: cinque giorni per avviare la procedura di spegnimento degli impianti dell'area a caldo sequestrati ma «lo spegnimento entro 5 giorni degli impianti è impossibile», commenta il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, spiegando che «infatti la procura chiede l'avvio delle procedure di spegnimento». In ogni caso il ministro confida che con la nuova Autorizzazione integrata ambientale, in dirittura d'arrivo, «ci sia una convergenza con le richieste della Procura».

Clini: Ho fiducia nella Legge - In un'intervista al Tg2 il ministro Clini ha infatti spiegato: «Stiamo completando l'Aia, per la prossima settimana saranno noti i termini che io renderò pubblici. L'Aia - ha ribadito - è lo strumento che la legge stabilisce per la regolamentazione dell'attività industriale». Riguardo in particolare alla direttiva della procura di Taranto, Clini ha precisato: «Lo spegnimento entro 5 gironi è impossibile, si tratta di impianti molto complessi, infatti la procura chiede l'avvio delle procedure di spegnimento». «Non sono sorpreso - ha aggiunto il ministro - dalla decisione della Procura, era stata già presa. Ma dal momento che ci sarà la nuova Aia, la procura stessa dovrà verificare se le condizioni dell'Aia soddisfano ai requisiti di sicurezza che la procura ha stabilito. Mi auguro - ha concluso il ministro - ci sia convergenza».
«Io ho fiducia nella legge che - ha ribadito - prevede che l'Aia sia la via per consentire a Ilva di continuare a produrre rispettando la salute e l'ambiente».

Mantovano: Il Ministro prenda in mano la situazione - «Sulla questione Ilva le decisioni della magistratura di Taranto possono essere o non essere condivise; è certo però che, benchè siano trascorsi due mesi dal sequestro penale, a oggi gli impianti non sono spenti (il che manifesta una interessante elasticità dal fronte giudiziario), mentre le prescrizioni per il rilascio della nuova Aia, che erano state preannunciate dal ministro Clini per il 30 settembre, ancora non ci sono, e per la verità non è stato nominato neanche il Commissario straordinario per la bonifica delle aree circostanti». Lo ha dichiarato in una nota Alfredo mantovano del Pdl.
«E ciò - ha aggiunto - manifesta una preoccupante lentezza da parte del governo. In un momento così cruciale governo, autorità giudiziaria e Ilva non possono continuare a essere così distanti. La bomba a orologeria di Taranto può essere disinnescata se, con tutte le difficoltà del caso, si avvia un confronto fra le parti istituzionali interessate, magistratura inclusa: dire questo può apparire fuori luogo (la magistratura viaggia su propri binari e non si confronta con nessuno), ma la peculiarità della situazione dell'Ilva impone, nel rispetto della competenze di ciascuno, un surplus di maturità in tutti».
«E la maturità - ha concluso Mantovano - consiste anche nel dimostrare una flessibilità che non significa rinunciare ad applicare la legge: significa intelligenza per far sì che tale applicazione sia garantita nella sostanza e nel tempo. Il ministro Clini dismetta l'abito attendista e prenda in mano la situazione, promuovendo un incontro immediato, già nelle prossime ore, fra procura di Taranto vertice dell'Ilva e governo, teso a capire, e se necessario a concordare, termini e contenuti del risanamento».

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