12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Intervista a « Il Mattino»

Monti: Crescita? No ai «fondi a pioggia»

Il Premier: «La strada adesso è sgombra, ora bisogna fare di più per crescita e occupazione: la priorità era che non diventassero impossibili, come stava accadendo per la turbolenza finanziaria». D'Alema al Corriere della Sera: «Agenda Monti irrinunciabile ma abbiamo la nostra»

ROMA - «La strada adesso è sgombra, ora bisogna fare di più per crescita e occupazione: la priorità era che non diventassero impossibili, come stava accadendo per la turbolenza finanziaria». Lo ha affermato il premier Mario Monti, sottolineando che «la crescita è l'obiettivo centrale e non si realizza senza interventi radicali e un pochino cambiando mentalità, anche se so che il mondo politico non accetta che il governo tecnico lo dica...» .

La crescita è il frutto di un'economia e di una società che funzionano - «La crescita - ha evidenziato fra l'altro Monti in un'intervista dedicata in particolare al Mezzogiorno, rilasciata al quotidiano 'il Mattino' in occasione della inaugurazione della Fiera del Levante - è il frutto di una economia e di una società che funzionano. Può anche giovarsi di alcuni interventi pubblici selettivi» ma «di certo non nasce da soldi pubblici pompati in un tubo da cui esce qualcosa che si chiama, appunto, crescita». Anche perchè «questo sistema, oltretutto è stato sperimentato proprio nel Sud e non proprio con successo».
Di contro, «alla crescita serve molto l'istruzione, la qualità dei servizi essenziali e del welfare, il capitale sociale, la fiducia di ciascuno verso gli altri e verso il potere pubblico». E per questo ora si deve «dare spazio alla creazione di lavoro, dare spazio ai giovani e alla loro fantasia per entrare nel mercato del lavoro». Così come «è chiaro che per la crescita occorrono infrastrutture: dai trasporti alla banda larga, dalla manutenzione del territorio ai sistemi di depurazione e di smaltimento dei rifiuti». E «non a caso su queste esigenze si è accelerato soprattutto nel Mezzogiorno» rispetto a «cose che non sono particolarmente presenti», motivo per cui «migliorarle è ancora più importante che mettere soldi nel processo di crescita».

D'Alema: Agenda Monti irrinunciabile ma abbiamo nostra - La discussione su quale dei candidati alle primarie del Pd sia più vicino alla 'agenda Monti' non è fondata, a giudizio di Massimo D'Alema. «Monti - ha spiegato il presidente del Copasir in una intervista al Corriere della Sera - grazie ad una scelta generosa e responsabile di Bersani che ha rinunciato alle elezioni e ha privilegiato gli interessi del Paese. Monti può governare grazie al sostegno di Bersani e del nostro partito. Cosa proponga Renzi nei contenuti ancora non l'ho capito».
Quanto al dopo elezioni, rispondendo a una domanda sull'ipotesi di un Monti bis, D'Alema ha replicato: «L'Agenda Monti è un punto di partenza irrinunciabile. Non arretreremo sul rigore, non intendiamo smontare le riforme. Detto questo noi abbiamo una nostra agenda che va dal lavoro alla giustizia sociale alla riduzione delle diseguaglianze».
«Monti - ha sottolineato l'ex ministro degli Esteri - ci ha dato la possibilità di tornare ad avere una voce in Europa. Ma ricordo che noi in passato abbiamo governato con Ciampi, Prodi e Padoa Schioppa. In Europa lo sanno».