3 aprile 2020
Aggiornato 23:00
Ambiente | Inchiesta Ilva

Clini al Gip di Taranto: E' il Governo l'autorità competente

Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, al Tg4 spiegando le ragioni del ricorso alla Corte Costituzionale che l'esecutivo ha annunciato contro la decisione del gip di Taranto di sospendere la produzione degli impianti: E' possibile risanare continuando a produrre. Tamburi una mostruosità, non lo consiglierei a nessuno

ROMA - E' il governo l'unica autorità competente per l'autorizzazione all'Ilva sul piano ambientale. Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, al Tg4 spiegando le ragioni del ricorso alla Corte Costituzionale che l'esecutivo ha annunciato contro la decisione del gip di Taranto di sospendere la produzione degli impianti.
«Non c'è uno scontro tra il governo e la Magistratura - ha assicurato Clini - o per lo meno non è questa la lettura più esatta: da un lato il governo ha assunto un'iniziativa, ha deciso cosa fare in maniera concordata con la regione e l'azienda prevedendo che il risanamento avvenga senza pregiudicare la continuità produttiva. Se è necessario si possono chiudere alcuni impianti, altrimenti no. Il gip invece ha disposto una chiusura in conflitto con l'iniziativa del governo ovvero l'unica autorità competente in materia di autorizzazione all'Ilva sul piano ambientale».

No al far west, stiamo applicando leggi e normative UE - «La magistratura fa molto bene a chiedere che le leggi vengano rispettate: noi stiamo applicando leggi e normative europee in un contesto difficile. Se il nostro obiettivo è il risanamento ambientale dobbiamo continuare nella direzione che abbiamo intrapreso». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ai microfoni di Tgcom 24.
«Non gioco al far west, dico semplicemente che ognuno deve fare in maniera responsabile il suo mestiere», ha concluso Clini.

E' possibile risanare continuando a produrre - «Secondo noi è possibile risanare gli impianti assicurandone la continuità produttiva, perchè gli impianti sono stati adeguati in parte con investimenti molto importanti, in parte devono essere completati gli adeguamenti che non sono incompatibili con l'attività produttiva».
Secondo Clini gli ultimi dati sulla mortalità a Taranto «indicano che c'è un eccesso di mortalità molto probabilmente legato all'inquinamento ambientale che si è determinato nel corso degli anni, ma ricordo che riguardano malattie croniche degenerative, tumori che si stabiliscono nel corso degli anni e che quindi sono riferibili all'esposizione all'inquinamento ambientale dei decenni scorsi. Nel corso degli anni per effetto delle leggi nazionali e delle direttive europee gli impianti in larga parte sono stati adeguati: rispetto a tre anni le concentrazioni di diossina emesse in atmosfera sono state abbattute quasi all'98%».
«Non sono dati sbagliati, ma le indagini sulla mortalità sono retrospettive, cioè riguardano una situazione di rischio che si è determinata nel corso degli anni e dei decenni scorsi. Si deve indagare oggi se gli impianti oggi in esercizio rappresentano la stessa fonte di rischio rispetto a quella di 5, 10 o 20 anni fa», ha concluso il ministro.

Tamburi una mostruosità, non lo consiglierei a nessuno - «Il quartiere Tamburi di Taranto è cresciuto a ridosso del parco geominerario e questa è un'assurdità, una mostruosità. Non consiglierei a nessuno di prendere casa attaccato al parco geominerario di un centro siderurgico, non bisogna essere un premio Nobel per capirlo».
Secondo Clini «quando è stato autorizzato il raddoppio del centro siderurgico e l'espansione urbana attorno a questo si è commesso un grandissimo errore, non solo dell'industria, ma anche di chi ha amministrato la città. È un problema che va affrontato e con il dl su Taranto abbiamo iniziato a farlo, perchè le prime risorse sono messe a disposizione proprio per il risanamento di Tamburi, che è un quartiere che è stato fatto crescere attaccato a una delle zone più critiche di questo centro siderurgico».
«La commistione tra l'industria di Stato e le amministrazioni locali è stata pericolosa ed ha creato effetti molto gravi, non solo a Taranto La stessa storia si è ripetuta, è stato purtroppo un pezzo sbagliato del modello di sviluppo che ha fatto crescere il nostro Paese», ha concluso il ministro.

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