8 aprile 2020
Aggiornato 16:30
Ambiente | Inchiesta Ilva

Clini: Contro di me una campagna di falsità

Il Ministro dell'Ambiente: C'è chi strumentalizza i problemi di Taranto per fare politica. Governo e Ministero non regalano soldi al siderurgico. Verdi: Su soldi all'azienda Clini smentisce Ferrante. Bonelli: Sconcertante che il Ministro minimizzi l'inquinamento

ROMA - «Nonostante la smentita del procuratore», c'è «una campagna orchestrata che ha portato alla richiesta delle mie dimissioni e ad articoli di giornale. Sono tutte falsità, proprio come sostenere che lo Stato abbia dato del denaro all'Ilva». Lo ha detto a Tgcom24 il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, in merito alla vicenda degli stabilimenti Ilva di Taranto.
«Noi stiamo lavorando da mesi per far sì che lo stabilimento si adegui alle leggi in materia di protezione dell'ambiente e la soluzione è l'adozione di soluzioni tecnologiche e gestionali per raggiungere l'obiettivo - ha ricordato Clini -. E' previsto anche un piano di interventi di risanamento dell'area di Taranto, tra cui l'area portuale, il Mar Piccolo e il Mar Grande. Io non sono sicuro di una soluzione positiva. Nonostante la non abituale unità tra le istituzioni e le forze politiche, dal Pdl a Sel. Nonostante questa ampia convergenza e questo straordinario lavoro comune, dobbiamo affrontare le iniziative irresponsabili contro l'impegno del governo e contro i lavoratori dell'Ilva che punta a strumentalizzare i problemi ambientali di Taranto a fini politici. Chi sono? Basta vedere cosa è successo con un'intercettazione telefonica in cui vengo definito uomo dell'Ilva».

Governo e Ministero non regalano soldi al siderurgico - «Ho detto e ripetuto in tutte le salse che non c'è un soldo per l'Ilva tra quelli stanziati dal governo»: così il ministro dell'Ambiente Corrado Clini replica ad alcune dichiarazioni odierne sulla questione di Taranto.
«E' sconcertante  il modo disinvolto con il quale alcuni 'esponenti' politici continuano ad accusare il governo e il ministero di regalare soldi al gruppo siderurgico.»
«Il ministero dell'Ambiente è impegnato nei fatti ad affrontare e risolvere in modo concreto il nodo del risanamento ambientale dell'azienda», aggiunge Clini, sottolineando: «E anche oggi a Bari il gruppo di lavoro costituito dal ministero, dalla Regione Puglia e dall'Ilva ha identificato le prime misure tecnologiche da adottare nello stabilimento». E - conclude il ministro - «il risultato atteso è un programma di investimenti impegnativo per l'Ilva, e consentirà allo stabilimento di allinearsi ai migliori standard europei».

Verdi: Su soldi all'azienda Clini smentisce Ferrante - «Su eventuali contributi all'Ilva per le migliori tecnologie il ministro dell'Ambiente Corrado Clini non smentisce alcuni 'esponenti' politici ma le dichiarazioni di poche ore fa del Presidente dell'Ilva Bruno Ferrante, durante un'audizione in commissione Ecomafie, a Palazzo San Macuto e che sono state riportate da numerose agenzie di stampa e che riproduciamo integralmente». E' quanto denuncia il capo ufficio stampa dei Verdi Antonio Barone.
«Ci potrebbero essere nuovi finanziamenti per le tecnologie che l'impresa volesse applicare sugli impianti», ricorda il neo presidente dell'Ilva, perchè nonostante «i nostri impianti sono tecnologicamente all'avanguardia e hanno comunque bisogno di qualsiasi miglioramento connesso alle nuove tecnologie». Ferrante ha annunciato che l'azienda sottoporrà al ministro dell'Ambiente, Corrado Clini i propri piani per «avere i relativi contributi», precisano i Verdi.

Bonelli: Sconcertante che il Ministro minimizzi l'inquinamento - «E' sconcertante che il governo ed in particolare il ministro dell'Ambiente Corrado Clini continuino a minimizzare sui livelli di inquinamento a Taranto attribuendone le cause al passato mentre la perizia chimica e quella epidemiologica della Procura di Taranto che ha disposto il sequestro dei reparti a caldo del Polo siderurgico, si riferiscono al presente e non al passato». Lo dice il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli.
«I Carabinieri del Noe e i tecnici della Procura hanno effettuato controlli e raccolto i dati da giugno 2011 a gennaio del 2012 mentre l'indagine epidemiologica ha analizzato un periodo che va dal 1998 al 2010: sulla base di questi elementi (che riguardano drammaticamente il presente) i magistrati hanno disposto il sequestro. Questi elementi - sostiene Bonelli -dovrebbero far comprendere che la minimizzazione da parte del governo del disastro ambientale e sanitario di Taranto è francamente inaccettabile. Come inaccettabile è il fatto che, nonostante non sia dato sapere se e con quanto l'Ilva (i cui utili negli ultimi anni si aggirano intorno ai 2 miliardi di euro) contribuirà alle bonifiche, il governo sia pronto a finanziare gli investimenti dell'azienda in nuove tecnologie. Forse sarebbe il caso che quei fondi venissero usati per chi si è ammalato e per risarcire i danni subiti le famiglie tarantine», conclude il leader dei Verdi.

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