31 marzo 2020
Aggiornato 05:00
Ambiente | Inchiesta ILVA

Ilva: Clini, impianti a norma ma l'impatto sulla salute c'è

Il Ministro dell'Ambiente ha riconosciuto la validità e la fondatezza della preoccupazione per i risultati delle indagini e degli studi richiesti anche dalla magistratura che attestano «evidenti eccessi di mortalità» e «aumento di patologie tumnorali» che «fanno riferimento presumibilmente a contaminazioni ambientali» a causa di impianti che però «a quel tempo operavano nel rispetto delle leggi»

ROMA - Gli «impatti ambientali» della produzione Ilva a Taranto «sono evidenti» ma gli impianti all'epoca dell'insorgere delle patologie tumorali aumentate in quella zona «erano a norma» e oggi «è una relazione ancora aperta» da accertare quella del «rapporto di causa effetto» fra danni ambientali, rischi per la salute umana e aumento delle patologie tumorali. Lo ha sottolineato, fra l'altro, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, nel corso della sua informativa alla Camera sull'Ilva di Taranto.

AUMENTO DI PATOLOGIE TUMORALI - Clini ha riconosciuto la validità e la fondatezza della preoccupazione per i risultati delle indagini e degli studi richiesti anche dalla magistratura che attestano «evidenti eccessi di mortalità» e «aumento di patologie tumorali» che «fanno riferimento presumibilmente a contaminazioni ambientali» a causa di impianti che però «a quel tempo operavano nel rispetto delle leggi». Dando atto all'Ilva che «lo stabilimento è stato progressivamente autorizzato nelle sue diverse fasi anche di aggiornamento tecnologico, produttivo, secondo le leggi vigenti» e ha «aggiornato tecnologie e sistemi produttivi via via delle richieste in continuo aggiornamento previste da leggi regionali, nazionali e da prescrizioni locali», con «drastico abbattimento» delle emissioni nocive.

SERVONO MAGGIORI RICERCHE E ACCERTAMENTI - Quanto alla «situazione molto delicata» di Taranto, «il legame fra rischi ambientali e danno alla salute in presenza dell'aumento accertato di tasso tumori richiede maggiori ricerche e accertamenti», poichè «i tumori sono patologie che hanno decorso di lungo tempo» e «i rischi ambientali sono quelli dei decenni passati» mentre «più complesso definire rapporti di causa-effetto con la situazione attuale degli impianti» che rappresenta dunque «una relazione aperta: si tratta di capire se tuttora impianti attuali costituiscono elemento di rischio».

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