4 aprile 2020
Aggiornato 04:30
Giustizia | Inchiesta Ilva

Ilva, giovedì 4 ore di sciopero. Clini stamani in Parlamento

Fim, Fiom, Uilm nazionali hanno proclamato per la giornata di domani un pacchetto di 4 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del Gruppo Ilva, con modalità e forme della mobilitazione che verranno decise territorialmente, contro il rischio di chiusura dello stabilimento di Taranto e per una politica industriale che coniughi lavoro e ambiente

TARANTO - Fim, Fiom, Uilm nazionali hanno proclamato per la giornata di domani un pacchetto di 4 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del Gruppo Ilva, con modalità e forme della mobilitazione che verranno decise territorialmente (manifestazioni, presidi sotto le Prefetture, ecc.), contro il rischio di chiusura dello stabilimento di Taranto e per una politica industriale che coniughi lavoro e ambiente. Oggi, intanto, sui rischi per la salute a causa dell'Ilva parlerà in Parlamento il ministro dell'Ambiente Corrado Clini: atteso alle 9,30 in aula Camera e a seguire,intorno alle 11, in aula Senato.

Fim, Fiom, Uilm nazionali ritengono necessario «ricercare tutte le soluzioni utili al mantenimento dell'attività industriale, salvaguardando sia l'ambiente che la salute, e in ragione di ciò chiedono che Ilva espliciti impegni, investimenti ed azioni che vadano in tale direzione. Fim, Fiom e Uilm ritengono che il recente protocollo di intesa, in cui si stanziano 330 milioni di euro per la bonifica e riqualificazione dell'area, sia un primo passo importante verso un miglioramento delle condizioni ambientali nell'area tarantina e che esso possa essere un passaggio importante per la ripresa delle attività, convinti che si possa far coesistere un'attività industriale con il rispetto dell'ambiente e della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini».

Fim, Fiom, Uilm nazionali hanno giudicato poi «inaccettabile socialmente ed insostenibile per l'intero sistema industriale la prospettiva di una chiusura dello stabilimento di Taranto, con la perdita di 50.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti: non possiamo accettare che oggi i lavoratori dell'Ilva paghino responsabilità storiche non loro e che continuino ad essere sottoposti ad un ricatto inaccettabile tra lavoro e salute».

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